MoMA di New York e Stedelijk di Amsterdam, a Palazzo Strozzi. A Firenze il convegno internazionale dove si parla di arte, musei e Alzheimer

Esperti provenienti dal MoMA di New York, dallo Stedelijk Museum di Amsterdam, dal Norsk Teknisk Museum di Oslo, oltre che dalle Gallerie d’Italia di Milano, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, dal Museo Marino Marini di Firenze. Professionisti dei più importanti musei di tutto il mondo si riuniscono a Firenze per parlare di Alzheimer: […]

Palazzo Strozzi
Palazzo Strozzi

Esperti provenienti dal MoMA di New York, dallo Stedelijk Museum di Amsterdam, dal Norsk Teknisk Museum di Oslo, oltre che dalle Gallerie d’Italia di Milano, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, dal Museo Marino Marini di Firenze. Professionisti dei più importanti musei di tutto il mondo si riuniscono a Firenze per parlare di Alzheimer: chiamati, attraverso incontri teorici e workshop, a riflettere su come l’arte possa aiutare a trovare possibilità efficaci di comunicazione e di relazione con le persone affette da demenza neurodegenerativa.
Per Palazzo Strozzi la parola d’ordine diventa per un giorno accessibilità: per le famiglie, per i bambini e per tante persone con problemi che spesso le costringono a stare lontane dai musei. È su queste basi che, martedì 18 novembre, la Fondazione Palazzo Strozzi organizza il secondo convegno internazionale A più voci, dedicato a chi è affetto da Alzheimer e a tutti coloro che si prendono cura di questi malati. Nel corso del convegno si toccheranno temi quali la collaborazione con gli artisti, i medici e i caregiver, e alcuni rappresentanti di musei italiani e stranieri porteranno la loro testimonianza su esperienze di educazione o ri-educazione all’arte.
A più voci è un progetto, già in corso a Palazzo Strozzi, che propone attività pensate per chi ha perso o sta perdendo le proprie capacità logico-cognitive, dando loro modo di esprimersi attraverso l’immaginazione e la fantasia, assecondando il bisogno umano di manifestare emozioni profonde e di essere ascoltati e rispettati. L’arte – compresa quella di Picasso e la modernità spagnola, allestita in questi mesi nella prestigiosa sede fiorentina – diventa quindi un canale importante per una comunicazione ancora possibile, per vivere un’esperienza gratificante e di benessere che può far sentire i malati perfettamente adeguati alle richieste, stimolando in loro un recupero di stima e in chi se ne prende cura un approccio “validante” e non solo meramente assistenziale.

– Marta Santacatterina

www.palazzostrozzi.org

 

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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.