“Perdona il mio scarabocchio, è tardi e ho una candela consumata” scriveva Henri Roussou, senza pensare al valore che anche un disegno spontaneo e affatto studiato possa avere per l’arte e la sua storia. Ce lo spiega invece la mostra Gribouillage / Scarabocchio. Da Leonardo da Vinci a Cy Twombly, in corso fino al 22 maggio presso l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici.

LA STORIA DELL’ARTE FATTA DI SCARABOCCHI

Concepita dalle due curatrici Francesca Alberti e Diane Bodart, con la collaborazione di Philippe-Alain Michaud, in qualità di curatore associato, la mostra propone circa 300 opere originali che vanno dal Rinascimento all’epoca contemporanea, raccontando 500 anni di storia dello scarabocchio. La mostra invita così gli spettatori a rivolgere l’attenzione al lato nascosto del fare artistico, spostando lo sguardo sul retro dei dipinti o sulle pareti della bottega, al margine dei disegni o sotto gli affreschi staccati, dove si celano disegni giocosi e privi di pretese, che se nei tempi passati rappresentavano uno sfogo rispetto i dettami del disegno accademico, ai giorni nostri hanno conquistato autorevolezza, diventando i veri protagonisti dell’arte. All’esposizione nella capitale seguirà quella ai Beaux-Arts di Parigi, dal 19 ottobre 2022 al 15 gennaio 2023, proponendo sempre accostamenti inediti tra le opere dei maestri della prima modernità, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Pontormo, Tiziano, Bernini e quelle di noti artisti moderni e contemporanei, Picasso, Dubuffet, Henri Michaux, Helen Levitt, Cy Twombly, Basquiat, Luigi Pericle. La mostra rimette così in questione gli ordini cronologici e le categorie tradizionali di margine e centro, ufficiale e non ufficiale, classico e contemporaneo, opera e documento, per porre lo scarabocchiare al centro della pratica artistica.

APPUNTI, TACCUINI E SCARABOCCHI DI LUIGI PERICLE

Tra i contemporanei presenti, c’è Luigi Pericle che nel 1965, dopo i successi delle mostre londinesi, decide di abbandonare il sistema dell’arte per ritirarsi a vita privata nella Villa di Ascona, sul Monte Verità. Risalgono a questo periodo i suoi studi da autodidatta del cinese, giapponese, greco antico, ebraico, nonché di pratiche mistiche e olistiche come l’agopuntura o l’omeopatia: le testimonianze di queste ricerche, costituite da appunti, taccuini e disegni, provenienti dall’Archivio Luigi Pericle, sono parte della straordinaria e curiosa mostra in corso a Villa Medici. I promemoria e gli “scarabocchi” di Pericle sono così visibili dagli spettatori accanto alle rappresentazioni giocose che Michelangelo ha realizzato imitando i personaggi (fantocci) presenti sui muri della Firenze rinascimentale.

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AutoreLuigi Pericle
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