Nel mondo fantastico dell’animatore Felix Colgrave nulla è come sembra, che si tratti di creature bizzarre o di paesaggi colorati, l’imprevisto è sempre in agguato per riportare lo spettatore con i piedi per terra. Nonostante la presenza di personaggi grotteschi e situazioni paradossali, negli universi incredibili del giovane autore tasmaniano si riesce sempre a individuare dei punti di contatto con la realtà: una visione critica del nostro tempo mascherata dalla comicità delle creature che caratterizzano la sceneggiatura di ogni video.

IL NUOVO CORTO ANIMATO DI FELIX COLGRAVE

Così come con i lavori precedenti, anche l’ultimo – Nylons – segue una narrazione surreale che ci catapulta in una dimensione fiabesca nella quale l’ambiguità regna sovrana. Fra giochi con pecore che brucano prati “finti”, e arcobaleni psichedelici, la giornata di un gruppo di allegri aquiloni scorre in totale spensieratezza fino alla comparsa di alcuni predatori inaspettati. Seppure molto breve, il corto è comunque in grado di rimanere impresso nella nostra memoria lasciandoci tanto qualche sorriso quanto una sensazione inevitabile di amaro in bocca: una peculiarità del modus operandi dell’artista che emerge principalmente dal forte contrasto creato tra l’accostamento di un certo tipo di estetica, molto colorata, e una trama dai risvolti inquietanti. Ad arricchire il tutto sono i commenti musicali che, realizzati dallo stesso Colgrave, caratterizzano ancora di più la personalità dei soggetti raffigurati.

LA VITA SEGRETA DEGLI AQUILONI

Per quanto possano apparirci anomali come protagonisti di un corto animato, non è la prima volta che aquiloni e palloni gonfiabili vengono utilizzati nel campo dell’animazione per rivelare un mondo segreto, nel quale i suoi protagonisti sono costretti a fare i conti con una realtà decisamente brutale e spietata. Due casi emblematici sono l’aquilone del celebre Charlie Brown, continuamente destinato a soccombere sotto le foglie di alberi famelici, e i sadici palloncini rappresentati dall’irriverente Don Hertzfeldt nel suo corto del 1998, Billy’s balloon. In entrambi gli esempi, il pubblico viene messo a conoscenza di un mondo alternativo che mette profondamente in discussione il concetto stesso di leggerezza.

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Valerio Veneruso
Esploratore visivo nato a Napoli nel 1984. Si occupa, sia come artista che come curatore indipendente, dell’impatto delle immagini nella società contemporanea e di tutto ciò che è legato alla sperimentazione audiovideo.
Tra le mostre recenti alle quali ha partecipato: Multipli e Unici (Edicola Radetzky, Milano, a cura di REPLICA, 2019), VI Biennale di Incisione e Grafica Contemporanea (Galleria Civica dei Musei di Bassano del Grappa, 2019), Settima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee (Villa Brandolini, Pieve di Soligo, a cura di Carlo Sala, 2018). 
Tra le principali esperienze curatoriali: le mostre collettive Le conseguenze dell’errore (TRA Treviso Ricerca Arte, 2019) e L’occhio tagliato (Casa Capra, Schio, 2018), il workshop L’occhio tagliato – il potere della manipolazione dell’immagine nell’era contemporanea (Circolo cinematografico The Last Tycoon, Padova, 2016), il ciclo di incontri TorchioTalks – Dialoghi tra arte grafica e arte contemporanea e la relativa esposizione collettiva TorchioFolks, (atelier Palazzo Carminati della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, 2015/2016). È inoltre fondatore, insieme a Davide Spillari, del progetto editoriale BANANE FANZINE e co-curatore delle prime due edizioni del festival di arti interattive Toolkit Festival (Venezia, 2011 – 2012).
Collabora con Kabul Magazine e NOT. Attualmente vive tra Torino e il web.