In questa puntata di Art one shot vi racconto Damien Hirst: certamente uno tra gli artisti più noti, ma anche controversi del nostro tempo. Il corpo, la vita e quindi la morte per Hirst divengono un’ossessione, come era già accaduto precedentemente per il suo connazionale Francis Bacon. Mucche squartate, animali come squali, mucche e pecore sezionate e messe sotto formaldeide. Tuttavia, solitamente dopo la tempesta risorge il sole e infatti gli ultimi lavori di Damien Hirst, sono alberi di ciliegio in fiore: l’artista sembra dirci che dopo la morte ha ritrovato la vita. Hirst probabilmente vuole sottolineare come in un momento storico in cui la vita degli ultimi e dei più deboli vale sempre meno e la loro morte è sempre più frequente, probabilmente la “tradizionale” pittura in connubio con uno stato di positività, diviene per Hirst l’arte della vita e quindi della speranza.

– Alberto Mattia Martini

1. Art one shot: Yves Klein

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AutoreDamien Hirst
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Alberto Mattia Martini
Alberto Mattia Martini, critico d'arte e curatore ha al suo attivo numerose ed importanti mostre organizzate sia in spazi pubblici, che in gallerie private. Attualmente insegna Storia dell'arte, del costume e dei linguaggi artistici e Metodologia per la movimentazione delle opere d'arte, presso l'Accademia di Belle Arti Acme di Milano. Ha rivestito il ruolo di Direttore dell'Accademia di Belle Arti di Rovereto e di Direttore Artistico presso la Lbera Accademia di Belle Arti di Brescia, dove ha insegnato anche Storia dell'Arte Contemporanea e Moderna. Giornalista inscritto all'albo nazionale, ha collaborato e collabora con numerose testate tra cui tra cui: Flash Art, D’Ars, Artein Espoarte e Artribune.com. É inoltre inscritto all'Albo dei Consulenti Tecnici d'Ufficio del Tribunale di Parma. Ha collaborato per diversi anni, fino alla sua morte con Pierre Restany, noto critico internazionale nonché fondatore del movimento artistico del Nouveau Réalisme.