Non solo cultura e non solo architetti detentori di un Pritzker Prize. Nella Saadiyat Island di Abu Dhabi, che da tempo aspira al titolo di area con “la più grande concentrazione al mondo di beni culturali di primissimo livello”, grazie alla (futura) compresenza del Louvre Abu Dhabi, dello Zayed National Museum e del Guggenheim Abu Dhabi, sembra esserci sufficiente spazio anche per un “esperimento interreligioso”. Lo lascia intendere l’aggiudicazione allo studio Adjaye Associates del concorso commissionato dalla Higher Committee for Human Fraternity e relativo al piano di sviluppo denominato The Abrahamic Family. A due passi dai musei, dovrebbero infatti sorgere una chiesa, una moschea e una sinagoga: insieme costituiranno una “piattaforma per il dialogo, la comprensione e la coesistenza”, promossa in un’ottica di pacifica convivenza fra le tre principali fedi abramitiche. Abu Dhabi, già sede della maestosa Gran Moschea dello Sceicco Zayed, un must-see per tutti i visitatori in arrivo, intende dunque dotarsi di un sito votato allo scambio tra confessioni formato da tre edifici distinti, ma tra loro coerenti. David Adjaye e il suo team li hanno concepiti come imponenti cubi, variamente capaci di lasciarsi attraversare e plasmare dalla calda e avvolgente luce di Adu Dhabi.
Dal video pubblicato dal sito Designboom, che mostra il complesso anche in relazione con l’intero sistema museale, si percepisce come la luce sarà in grado di penetrare all’interno, esaltando gli spazi destinati alla preghiera, all’incontro e alla meditazione. Un fitto colonnato, una successione di volte e un sistema di “schermi” inclinati contraddistingueranno le tre facciate, identificando ciascun edificio. Tempi (e costi) dell’operazione non ancora noti, ma a quelle latitudini ci hanno abituati sia alle lunghe attese, sia alle sorprese.

– Valentina Silvestrini

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.