Verso il Guggenheim Abu Dhabi di Frank Gehry: parte il cantiere?

Parrebbe imminente, dopo infiniti rinvii, l’inizio del cantiere per il colosso dell’export museale: dopo il Louvre di Nouvel e lo Zayed National Museum di Foster plana su Abu Dhabi anche il nuovo Guggenheim. Chi lo progetta? Naturalmente, Frank Owen Gehry. Doppietta.

Il Guggenheim di Abu Dhabi. Ph. by Dezeen
Il Guggenheim di Abu Dhabi. Ph. by Dezeen

Ebbene sì: pare proprio che a ventidue anni dall’apertura della “filiale” di Bilbao, vedremo ripetersi il binomio miracoloso tra Frank Gehry e il Guggenheim, unione capace di produrre una scossa tellurica nel panorama architettonico museale e innescare un fenomeno di proliferazione di apparati sparsi per il pianeta che da allora non si è mai arrestato, specialmente in Medio Oriente. Anche se, alterne vicende economiche legate alla fluttuazione del prezzo del petrolio hanno rallentato parte dei faraonici piani di sviluppo presentati dalla Tourism Development Investment Corporation (TDIC), l’autorità governativa responsabile per la costruzione delle istituzioni culturali sull’isola di Saadiyat, che punta a rendere quest’area un nuovo potente polo attrattivo dal punto di vista turistico. Con un costo previsto di 18 miliardi di sterline, il complesso di Saadiyat – ne avevamo già parlato qui – avrebbe dovuto alla fine vantare una vasta gamma di strutture culturali di architetti famosi: oltre al Louvre, aperto nel 2017, e allo Zayed National Museum (spin-off del British Museum) in fase di ultimazione, era infatti previsti il centro per le performing arts di Zaha Hadid Architects – mai partito, dal 2007 – e il museo marittimo progettato di Tadao Ando, anch’esso al chiodo.

MACHINE À EXPOSER

Attualmente in fase di sviluppo, invece, il nuovo museo Guggenheim sarà situato sulla penisola nella punta nord-occidentale di Saadiyat, adiacente ad Abu Dhabi; sarà circondato su tre lati dalle acque scintillanti del Golfo Persico. Richard Armstrong, direttore della Guggenheim Foundation, assicura che i lavori, finalmente, partiranno e potrebbero durare circa quattro anni, pur senza sbilanciarsi sulla possibile data di apertura. L’edificio proposto punta a definire un nuovo approccio all’esperienza del visitatore, presentando una visione innovativa dell’arte contemporanea nel contesto di un paesaggio desertico. Il suo design architettonico – un pastiche compositivo tipicamente in stile Gehry – riflette la grande scala in cui lavorano oggi molti artisti contemporanei, presentando nuovi layout spaziali. “Ammassi” di gallerie orizzontali e verticali, cannocchiali e volumi di varie altezze, forme, materiali, collegati da passerelle e sviluppati attorno a un cortile coperto, che consentono una flessibilità curatoriale mai vista prima nell’organizzazione di mostre su grandi dimensioni. Inoltre il progetto, di circa 30mila mq, incorpora elementi di sostenibilità particolarmente adatti alla regione e al suo clima, come il raffreddamento naturale e la ventilazione dei cortili coperti, derivati dal concetto di torri eoliche tradizionali presenti in tutto il Medio Oriente.

PER UN’ARTE PIU INCLUSIVA

Dalla sua strategica posizione in Medio Oriente, il Guggenheim Abu Dhabi vuole contribuire a una visione più inclusiva ed espansiva della storia dell’arte, che enfatizzi la convergenza di fonti locali, regionali e internazionali, riconoscendo e celebrando, allo stesso tempo, l’identità specifica delle tradizioni culturali di Abu Dhabi e degli Emirati Arabi Uniti. La collezione del museo comprenderà opere dagli anni Sessanta ai giorni nostri, con un focus sulla storia dell’arte in Medio Oriente nel XX e XXI secolo. Un programma dinamico già avviato di mostre temporanee – pensate da équipes appositamente create – esplorerà temi e affinità comuni tra il lavoro degli artisti locali e internazionali.

-Giulia Mura

www.guggenheim.org

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.

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