Le opere di Rachel Whiteread (Londra, 1963) sono semplici e potenti. Che siano piccole come una borsa dell’acqua calda oppure grandi come una casa a due piani, le sue sculture emanano energia: la potenza evocativa della memoria racchiusa in un calco di gesso o resina. L’artista inglese, una delle maggiori scultrici viventi, è stata la prima donna a ricevere il prestigioso riconoscimento del Turner Prize nel 1993. Oggi la Tate Britain le rende omaggio con una grande retrospettiva aperta fino al prossimo 21 gennaio; una mostra che ripercorre la sua carriera e mette insieme un vastissimo corpus di opere, tra cui anche l’inedita Chicken Shed (2017), installata sul prato di fronte al museo.
In questo video, prodotto dalla Tate per presentare l’artista al grande pubblico, la curatrice Linsey Young spiega l’opera della Whiteread nel dettaglio, soffermandosi sul processo produttivo del suo lavoro più conosciuto, House (1993-1994), il calco dell’interno di una terraced house situata nell’East End di Londra, un’opera che fu purtroppo distrutta solo pochi mesi dopo la sua realizzazione.

– Valentina Tanni

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AutoreRachel Whiteread
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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.