Aperto a Seattle un museo dedicato agli NFT

Nella città statunitense lo scorso 14 gennaio è stato inaugurato il Seattle NFT Museum, uno spazio fisico dedicato esclusivamente all’arte dei Non Fungible Token

Charles Peterson Grunge Years NFT collection Fury, The Fluid. The Vogue, Seattle, 1989
Charles Peterson Grunge Years NFT collection Fury, The Fluid. The Vogue, Seattle, 1989

Secondo il dizionario Collins, NFT è stata la parola del 2021, un acronimo che ha letteralmente scombussolato il sistema dell’arte e che trova il suo punto di partenza nella vendita dell’opera Everydays: the First 5000 Days di Beeple, battuta da Christie’s nel marzo 2021 per oltre 69 milioni di dollari. Un evento che ha rivelato al grande pubblico la potenzialità del fenomeno.
Da quel momento, il mercato, forte del successo ottenuto da Beeple, ha continuato a puntare su opere di artisti digitali, i musei hanno organizzato mostre e webinar a riguardo, mentre esperti, galleristi e addetti ai lavori si interrogavano su opportunità e limiti dei Non Fungible Token, tutto ciò mentre montava un animato dibattito sull’opportunità di conferirgli la legittimità di opere d’arte vere e proprie, tra chi era e rimane contrario a questo scenario e chi, invece, sosteneva e sostiene che ci si trovi dinanzi al futuro.
Dal 14 gennaio 2022, a rispondere ulteriormente alle domande sugli NFT interviene un museo dedicato all’esposizione della sola “blockchain art”: il Seattle NFT Museum.

A SEATTLE IL NUOVO MUSEO RIVOLTO ALL’ARTE NFT

Volevamo creare uno spazio per la comunità NFT, puntando a fare di Seattle un hub per l’innovazione NFT e blockchain. Non siamo esperti e siamo qui per imparare quanto chiunque altro, ecco perché contiamo sul feedback e sul supporto degli appassionati di NFT per continuare a far crescere la nostra visione”, queste le parole di Jennifer Wong, fondatrice insieme a Peter Hamilton del Seattle NFT Museum.

Beeple, Everydays: The First 5000 Days, 2021. Courtesy Christie's Images Ltd
Beeple, Everydays: The First 5000 Days, 2021. Courtesy Christie’s Images Ltd

La particolarità del museo, situato nel cuore del vivace quartiere di Belltown e il primo a concentrarsi esclusivamente sull’arte NFT, risiede nel voler esporre arte digitale in uno spazio fisico, evidenziando come la fisicità sia comunque cruciale per capire, riflettere e avvicinarsi meglio al fenomeno. Le opere esposte nelle sale derivano da prestiti effettuati dagli artisti o dai proprietari e vengono mostrate su display ad altissima risoluzione così da rendere l’esperienza della visita più immersiva possibile.
Al fine di essere un ampio contenitore volto a intercettare quante più voci possibili sul tema NFT, il museo promuove anche una Call for Art! rivolta ad artisti, curatori, galleristi e operatori del settore che vogliano interagire con l’istituzione, una idea inclusiva che coinvolge il territorio nella vita del museo.

UNA RIFLESSIONE SULL’IMPATTO AMBIENTALE DELLE BLOCKCHAIN

Il museo si concentra anche nell’affrontare un argomento molto dibattuto: l’impatto ambientale delle blockchain, ovvero gli immensi registri digitali che validano le transazioni e incamerano le informazioni degli NFT, i quali consumano un quantitativo enorme di energia elettrica.
Per questo motivo, il Seattle NFT Museum si prefigge di aumentare la consapevolezza sul tema in questione, assumendo il ruolo di piattaforma su cui discutere di tutela ambientale anche attraverso la promozione di progetti sostenibili.

Antonio Mirabelli

https://www.seattlenftmuseum.com/

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Antonio Mirabelli
Antonio Mirabelli si è laureato in giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli di Roma e nello stesso ateneo ha frequentato la Scuola di Specializzazione per un biennio. Avvocato e appassionato di arte, matura esperienza nel campo del Wealth management come consulente nella pianificazione patrimoniale e curando la gestione di prestigiose collezioni private. A Milano frequenta il Master in Arts Management presso l’Università Cattolica di Milano, dove affina le doti manageriali. Elabora progetti per l’implementazione dell’offerta culturale di soggetti pubblici e privati, si occupa di CSR (Corporate Social Responsibility) e lavora come Art Advisor.