Da scaricare. 3 app per immergersi nell’arte

Le nuove tecnologie vengono in aiuto agli appassionati d’arte che non vogliono perdere l’opportunità di conoscere da vicino alcuni capolavori della storia

Dalle grotte preistoriche di Chauvet alla Gioconda di Leonardo alla pittura di Bruegel, tre app per ritrovarsi “faccia a faccia” con la storia dell’arte.

Simona Caraceni

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #63
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1. THE DAWN OF ART

The Dawn of Art

Le grotte preistoriche di Chauvet hanno un fascino incantatore che sa farsi strada in artisti come Werner Herzog, il quale ha girato un intenso documentario sulle pitture murarie nascoste al loro interno. Pitture che nulla hanno da invidiare ai dipinti dei più grandi maestri, tanto da far riscrivere capitoli della storia dell’arte grazie al loro ritrovamento. La grotta è naturalmente chiusa al pubblico (anche Herzog ebbe un permesso limitato per entrare e girare il suo documentario), ma l’incessante lavoro dei ricercatori ha permesso una meravigliosa ricostruzione in 3D immersiva della caverna, con la possibilità di ammirare in altissima definizione le pitture rupestri, di incredibile effetto e grande freschezza nonostante risalgano a 36mila anni fa. Basterebbe questo a rendere straordinaria questa esperienza, che però ci immerge anche in una storia che risale alla nascita stessa dell’arte.

https://atlasv.io/
http://novelab.io/
free
HTC Vive, Oculus Rift

2. 1, 2, 3… BRUEGEL!

1, 2, 3… Brugel!

Esistono soggetti che si prestano di più e soggetti che si prestano meno. Sicuramente il celebre quadro di Bruegel il Vecchio che rappresenta decine di “bambini” mentre giocano in un villaggio si presta benissimo a questo tipo di interpretazione. Si tratta di un gioco interattivo dove all’inizio, nell’ambientazione disabitata del borgo, devono essere trovati i personaggi, compiendo azioni ogni volta diverse. In seconda battuta, i personaggi stessi vanno collocati nello spazio secondo il modello del quadro, però non esattamente come se si trattassero di mere tessere di un puzzle, ma con un pizzico di inventiva. Estremamente accattivante il mix fra grafica tridimensionale e bidimensionale, che regala un’atmosfera unica all’esperienza. Il gioco richiede una certa mobilità nella stanza in cui si decide di fruirlo, così l’esperienza riesce a essere anche abbastanza dinamica. Il soggetto fa molto, ma può fornire ispirazione per opere successive.

https://lucidrealities.studio/
€ 2,39
Valve Index, HTC Vive, Oculus Rift

3. MONA LISA: BEYOND THE GLASS

Mona Lisa

Il quadro più iconico al mondo in una esperienza immersiva rivolta allo studio, la ricerca e l’approfondimento. Per presentare la Gioconda utilizzando la realtà virtuale il Museo del Louvre si è avvalso della collaborazione di un’azienda di sicuro successo, la Emissive, in maniera che il pubblico possa abbattere quel vetro che lo separa da un rapporto a tu per tu con l’opera, avendo così un’esperienza personale ma anche conoscitiva del capolavoro di Leonardo da Vinci. L’applicazione utilizza tecniche di ricostruzione tridimensionale non solo del soggetto di quest’opera e di altre dello stesso autore, ma vi affianca un poderoso apparato critico e storiografico che riesce a dare un’idea innovativa di tutto ciò che si cela oltre la tela. Sviluppata dal Louvre in occasione della recente mostra su Leonardo, rimane un’esperienza imperdibile sul tema della presentazione e dell’interpretazione delle opere musealizzate.

https://www.louvre.fr/
https://www.emissive.fr/
free
Piattaforme: Valve Index, HTC Vive, iOS, Android

Dati correlati
AutoriLeonardo da Vinci, Pieter Brueghel il Vecchio
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Simona Caraceni
Simona Caraceni, giornalista pubblicista, si occupa di nuove tecnologie e multimedialità dal 1994, fondando con Pier Luigi Capucci "NetMagazine" poi "MagNet", la prima pubblicazione elettronica in Italia. Ha insegnato all'Università di Bolzano, Macerata, Firenze, lo IED e la NABA di Milano, il DAMS e il Dipartimento di Informatica dell'Università di Bologna, e in numerosi corsi di aggiornamento professionale. Come attività di ricerca fa parte del Planetarium Collegium, il network internazionale di studiosi, artisti e docenti che approfondiscono il rapporto fra arte e tecnologie. È PhD in Aesthetics and Technology per il Planetary Collegium (University of Plymouth). Membro ICOM dal 2007, ha fatto parte dell'Executive Board di AVICOM dal 2010 al 2019 anche come vicepresidente e segretario generale e ha fondato e coordinato la Commissione tematica Audio-Visivi e Nuove Tecnologie di ICOM Italia dal 2007 al 2016 Nell'ambito della ricerca applicata si occupa di "musei virtuali", augmented reality, didattica tramite le nuove tecnologie e interaction design. Insegna “Museology, museography e virtual environments” presso la laurea magistrale internazionale “Digital Humanities Digital Knowledge” dell’Università di Bologna.