Alla scoperta di Pieter Bruegel il Vecchio

In quali luoghi trascorse la sua esistenza Pieter Bruegel il Vecchio? Da Bruxelles ad Anversa, un itinerario dedicato a uno degli artisti fiamminghi più noti.

Il 2019 è stato l’anno della celebrazione del 450esimo anniversario della morte di Pieter Bruegel. Curiosità: nel 1559 decise di espungere la H dal suo cognome. Ma i figli Jan e Pieter, pure loro pittori, scelsero di reintegrarla. Seconda curiosità: la città che conserva il maggior numero di dipinti di Bruegel è Vienna. Altre opere sono distribuite, fra l’altro, in Olanda (la Piccola Torre di Babele è al Boijmans van Beuningen di Rotterdam), a Londra, Madrid, Praga, Napoli (il Museo di Capodimonte possiede la Parabola dei ciechi e il Misantropo), Roma (la Battaglia nel porto di Napoli è alla Galleria Doria Pamphilj), in Germania e negli Stati Uniti.

Marco Enrico Giacomelli

Articolo pubblicato su Artribune Magazine  #51 – Speciale Fiandre

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1. BRUXELLES – KMSKB – MUSEO REALE DI BELLE ARTI

Pieter Bruegel, Censimento di Betlemme, 1566. MRBAB, Bruxelles © MRBAB. Photo J. Geleyns Ro scan

Quattro dei circa quaranta dipinti di Bruegel giunti sino a noi sono conservati al Museo di Belle Arti di Bruxelles nella sede degli Old Masters – e si tratta del secondo nucleo più consistente al mondo. Si tratta della Caduta di Icaro (1558), della Caduta degli Angeli ribelli (1562), del Paesaggio invernale con pattinatori e trappola per uccelli (1565) e del Censimento di Betlemme (1566). E poi c’è l’Adorazione dei Magi, opera giovanile in pessime condizioni, essendo stato dipinto con tempera su tela, una tecnica altamente deperibile.

Rue de la Régence 3
www.fine-arts-museum.be

2. BRUXELLES – KBR – BIBLIOTECA REALE

Bruegel in Black and White. Exhibition view at KBR The Royal Library of Belgium, Bruxelles 2019

Per ragioni di conservazione, la collezione completa di stampe di Bruegel posseduta dalla Biblioteca Reale di Bruxelles non è esposta in maniera permanente. L’occasione per osservarla è tuttavia garantita dalla mostra Il mondo di Bruegel in bianco e nero, allestita fino al 16 febbraio al Palazzo di Carlo di Lorena. Attenzione a non compiere l’errore di considerare le stampe delle “opere minori”: è proprio grazie a loro se Bruegel era celeberrimo a suo tempo, insieme all’editore Hieronymus Cock.

Boulevard de l’Empereur 2
www.kbr.be

3. BRUXELLES – CHIESA DI NOTRE-DAME DE LA CHAPELLE

Peter Paul Rubens, Cristo che consegna le chiavi a San Pietro, 1612 14 ca. Gemäldegalerie, Berlino

Qui Bruegel sposò Mayken Coecke e qui – in una delle navate laterali – fu sepolto nel 1569 e la moglie nel 1578. Il figlio Jan Brueghel il Giovane fece erigere, sempre all’interno della chiesa, un monumento funebre in onore dei genitori e commissionò a un amico il dipinto che lo decora. Amico che rispondeva al nome di Pieter Paul Rubens. L’opera, Cristo che consegna le chiavi a San Pietro, è ora custodita alla Gemäldegalerie di Berlino.

Place de la Chapelle

4. BRUXELLES – CASA BRUEGEL

Pieter Bruegel il Vecchio, Morte della Vergine, 1564 ca. Upton House, Banbury

Sappiamo che Bruegel viveva nelle Marolles, quartiere artigiano nella zona sud di Bruxelles. L’abitazione in questione risale al 1540 ed era senza dubbio la residenza del suo pronipote David Teniers il Giovane. Insomma, non c’è prova diretta che fosse la casa di Bruegel il Vecchio, ma d’altro canto una delle stanze è ben riconoscibile nel suo dipinto La morte della Vergine, rara opera a grisaglia che risale al 1564 circa e che ora si trova a Upton House a Banbury, dopo essere appartenuta a Rubens ed essere scomparsa per secoli, fino al 1931. Pronti a indagare?

Hoogstraat 132

5. BRUXELLES – PORTA DI HALLE

Pieter Bruegel il Vecchio, Festa di san Martino, 1565 68 ca. Museo del Prado, Madrid

Quella che si intravede in alto a sinistra, sullo sfondo della Festa di San Martino (1565-68) di Bruegel, è la Porta di Halle, punto delle mura difensive medievali di Bruxelles che conduceva dal quartiere delle Marolles all’esterno della città – o viceversa. Proprio qui, fino al 18 ottobre, è allestita la mostra Back to Bruegel: una esperienza in realtà virtuale che permette di immergersi nei dipinti del maestro fiammingo. E dall’alto della Porta si gode di una vista eccezionale: quella su Bruxelles e i dintorni, nell’epoca attuale e – grazie a un binocolo ad alta tecnologia – al tempo di Bruegel.

Boulevard du Midi 150
www.kmkg-mrah.be

6. BRUXELLES – SABLON

Pieter Bruegel il Vecchio, Fuga in Egitto, 1563. Courtauld Gallery, Londra

In direzione nord-est rispetto al quartiere delle Marolles si trova l’area del Sablon. Un tempo era sede della corte e in quelle vie si trovavano le residenze dei nobili e degli alti prelati del XVI secolo. Molti di essi erano altresì committenti dello stesso Bruegel. Ad esempio, il cardinale Antoine Perrenot de Granvelle, arcivescovo di Malines e consigliere di corte, acquistò da lui la Fuga in Egitto (1563, Courtald Gallery, Londra) e la Caduta degli Angeli ribelli (1562, KMSKB, Bruxelles).

7. DILBEEK

Rotor, Visitor Pavilion, Dilbeek 2019

Regione rurale e collinare del Brabante Fiammingo, il Pajottenland si trova poco distante da Bruxelles. Quando Bruegel nella capitale, si recava spesso in campagna per dipingere scorci e paesaggi.
Celebre nel passato per le cave di arenaria con la quale si edificavano le costruzioni del gotico brabantino, il paese di Dilbeek ha ospitato, fino al 31 ottobre scorso, la mostra open air intitolata L’occhio di Bruegel: ricostruire il paesaggio. Quindici artisti e designer contemporanei, locali e internazionali, si sono cimentati nel guardare il paesaggio con lo sguardo del maestro fiammingo. Fra gli altri: Guillaume Bijl, Futurefarmers, Office KGDVS & Bas Princen, Rotor, Georges Rousse e Lois Weinberger.

www.dilbeek.be/nl/de-blik-van-bruegel/

8. DILBEEK – CHIESA DI SANT’ANNA

Pieter Bruegel il Vecchio, Parabola dei ciechi, 1568. Museo nazionale di Capodimonte, Napoli

Nel borgo di Sint-Anna-Pede, nel Comune di Dilbeek, si trova la chiesa che – con ogni probabilità – è riprodotta sullo sfondo della Parabola dei ciechi (1568, Capodimonte, Napoli) di Bruegel il Vecchio.

9. DILBEEK – MULINO AD ACQUA

Pieter Bruegel il Vecchio, Cacciatori nella neve, 1565. Kunsthistorisches Museum, Vienna

Siamo in un altro sobborgo di Dilbeek, precisamente a Sint-Gertrudis-Pede. E siamo qui per la medesima ragione: il mulino locale è infatti molto probabilmente la fonte d’ispirazione per le costruzioni simili presenti sia in La gazza sul patibolo (1568, Hessiches Landesmuseum, Darmstadt) che nei Cacciatori nella neve (1565, Kunsthistorisches Museum, Vienna).

10. LENNIK

Feast of Fools. Bruegel Rediscovered. Sam Samiee. Exhibition view at Gasbeek Castle, 2019. Photo Dirk Pauwels. Courtessy Dastan Gallery, Tehran

Dal Castello di Gaasbeek, edificato nella seconda metà del Trecento, si gode di una vista splendida sul paesaggio circostante, ricco delle colline che tanto spesso compaiono nei dipinti di Bruegel. Il medesimo castello è stato lo scenario della mostra estiva Feast of Fools. Bruegel Rediscovered, che ha indagato l’influenza della visionarietà del maestro fiammingo sui suoi contemporanei e sugli artisti dei secoli successivi, passando da James Ensor e arrivando fino alla contemporaneità di artisti come gli italiani Gilberto Zorio e Grazia Toderi.

Kasteelstraat 40
www.kasteelvangaasbeek.be

11. GENK

Bokrijk, Genk

Ideato da Jozef Weyns, Bokrijk è un museo all’aperto che ha inaugurato nel 1958. Tema: la vita all’epoca di Bruegel. Per la ricostruzione, Weyns si è procurato ben 120 abitazioni provenienti da 44 comuni, mentre per flora e fauna ci ha pensato la natura. Ormai si usa l’aggettivo “immersivo” per le esperienze iper-tecnologiche: ma in questo caso il termine è perfetto, visto che ci si cala senza particolari sforzi nella vita del XVI secolo anche senza apparati contemporanei. Se però vi manca il côté XXI secolo, sarete accontentati dalla caccia al tesoro in Realtà Virtuale, alla ricerca degli oggetti presenti nel dipinto Lotta tra Carnevale e Quaresima.

www.dewereldvanbruegel.be

12. ANVERSA – MUSEO MAYER VAN DEN BERGH

Pieter Bruegel il Vecchio, Dulle Griet, 1563. Museum Mayer van den Bergh, Anversa. Photo © KIK IRPA Brussel

Al Mayer Van Den Bergh Museum sono custodite due opere di Bruegel: Dodici proverbi (1558) e Margherita la Pazza (1561). Il primo era originariamente costituito da dodici medaglioni ognuno a sé stante, poi riuniti in un unico pannello con l’aggiunta dei testi. I proverbi sono interpretati con sottile ironia, con iscrizioni che recitano frasi del tipo: “Dammi un’armatura e diventerò abbastanza coraggioso da ingannare il gatto” o “Tutto ciò che faccio è vano. Piscio alla Luna”. Quanto a Margherita la Pazza – personaggio che corre nella zona inferiore dell’olio su tavola –, pare un gigante che sfida la bocca dell’Inferno, mentre altre donne si danno al saccheggio. Intanto i soldati, tutti maschi, stanno per entrare in scena, probabilmente per sedare la rivolta “femminista” (avete notato che le donne indossano i pantaloni?), accompagnati da mostri e marchingegni di incredibile visionarietà, che mostrano quanto Bruegel sia stato impressionato dal lavoro di Hieronymus Bosch.

Lange Gasthuisstraat 19
www.museummayervandenbergh.be

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.