L’Archivio dell’artista Enzo Cucchi diventa un videogioco. Intervista ai protagonisti

Cuccchi è un videogioco esplorativo in soggettiva diviso in sette livelli, luoghi digitali da esplorare e creati a partire dalle opere di Enzo Cucchi. Ecco come funziona

Enzo Cucchi
Enzo Cucchi

Il 30 luglio è stata resa disponibile la versione digitale dell’archivio del pittore Enzo Cucchi, componente di quel movimento che il critico Achille Bonito Oliva ha definito “Transavanguardia.” Ma non è l’archivio che vi aspettate: è un videogioco, Cuccchi di Julián Palacios e Fantastico Studio, disponibile per PC, console PlayStation, Xbox e Nintendo Switch e online.

COS’È IL VIDEOGAME CUCCCHI

Cuccchi è un videogioco esplorativo in soggettiva diviso in sette livelli, luoghi digitali da esplorare e creati a partire dalle opere di Enzo Cucchi. Nei livelli possiamo collezionare degli occhi fluttuanti (uno degli elementi ricorrenti nell’opera dell’artista) che ci permettono di sbloccare opere di Cucchi nella galleria disponibile nel menù principale del gioco, ma per farlo dobbiamo arrivare a destinazione, cioè alla fine del livello, senza farci raggiungere da teschi (altro elemento ricorrente in Cucchi) che ci danno la caccia attraverso spazi labirintici. Ogni volta che un teschio ci raggiunge perdiamo uno degli occhi che abbiamo raccolto, e se veniamo agguantati quando siamo senza occhi dobbiamo ricominciare il livello. Nei momenti più concitati sembra di giocare a Pac-Man, ma con una visuale “in prima persona” e immersi nell’opera di Cucchi, ed è una sfida di una certa difficoltà per persone non abituate ai videogiochi. Attenzione però: Cuccchi non è semplicemente un videogioco ispirato all’arte di Enzo Cucchi, o un videogioco che rielabora le sue opere, ma, come abbiamo detto all’inizio, è  il vero archivio ufficiale digitale del pittore. Se infatti andate sul sito dell’Archivio Enzo Cucchi quello che ci trovate, a parte un indirizzo email e un numero di telefono, non è il solito catalogo di opere, ma proprio il videogioco realizzato da Julián Palacios e Fantastico Studio. Questo vuole anche dire, e pensiamo che sia un fatto notevole, che dal 30 luglio è possibile acquistare (e giocare) su console come la PlayStation 4 la versione digitale del catalogo di uno dei maestri della Transavanguardia.

DALL’ARCHIVIO ALLA LETTERATURA

Mio padre non aveva un sito internet, e durante la pandemia, con l’accelerazione della digitalizzazione che comunque era già in corso, ci siamo resi conto che oggi non averlo è come non avere il biglietto da visita” ci ha spiegato Alessandro Cucchi, figlio di Enzo Cucchi e direttore dell’archivio del padre. “Non volevamo però la solita roba autoreferenziale, il sito in cui entri e l’artista ti dice che ha fatto questo e quello.” L’idea di realizzare un videogioco nasce dalla lettura del romanzo di fantascienza cinese Il problema dei tre corpi di Liu Cixin, la cui trama ruota intorno a un videogioco in Realtà Virtuale (intitolato appunto “Tre Corpi”). “Niente sa sfruttare l’interattività del mondo digitale come il videogioco” ci ha detto Alessandro Cucchi. “E questo è anche un modo per riconoscere al videogioco un valore che ancora oggi fatica ad avere, anche se la sua presenza è capillare nella nostra cultura e nelle nostre vite, anche in quelle di chi non gioca e anche più di quanto non lo sia quella di altri media come cinema e musica”.

L’ARCHIVIO ENZO CUCCHI

Io e Alessandro Cucchi ci conosciamo sin da quando siamo bambini” ci ha raccontato sempre al telefono Andrea Valesini, direttore creativo di Fantastico Studio, che l’Archivio Enzo Cucchi ha contattato per realizzare il videogioco. L’idea iniziale era di avere un videogioco dal sapore retrò, ispirato agli arcade, ai videogiochi per cabinati da sala giochi, e anche per questo motivo la grafica di Cuccchi richiama quella a pixel ben visibili dei vecchi videogiochi. A questi spunti si è poi aggiunta la visione di Julián Palacios, che era entrato in contatto con Fantastico Studio mentre era alla ricerca di un editore per le versioni console del suo videogioco Promesa, di cui abbiamo già lungamente parlato su Artribune. “Non conoscevo la Transavanguardia se non avendone viste alcune opere” ci ha raccontato Palacios su Skype. “Mi hanno passato centinaia di immagini e una serie di libri dall’archivio e ho cominciato a vedere quali suggestioni visive mi davano. Ho cercato di dare un’autonomia a questo progetto, siccome volevano qualcosa di giocoso lo ho trattato proprio come un videogioco che dovesse essere godibile da chi non conoscesse Cucchi.” Fantastico Studio, oltre ad aver pubblicato il gioco, ha gestito il progetto e ha contribuito al sound design, alla programmazione e all’ottimizzazione del codice, in modo che Cuccchi potesse girare anche su browser internet (“Julián è un artista, e scrive codice come un artista” ha scherzato Valesini).

CUCCCHI: LA MUSICA

La musica che fa da sottofondo al nostro viaggio non è stata creata appositamente per il videogioco, anche se si sposa perfettamente con i suoi livelli, ma è stata composta più di dieci anni fa, tra il 2008 e il 2010, da quello che allora era uno studente delle superiori. “Verso la fine del liceo in un momento di difficoltà ho iniziato a provare a comunicare con la musica quello che provavo, registravo di notte” ci ha raccontato durante una chiamata su WhatsApp Aldo “Skinless Lizard” Martinoia. “Ho fatto circa sessanta canzoni, e dopo questo periodo non ho neanche più voluto sentirle, ho cancellato tutto e ho smesso di fare musica, ma avevo dato le mie canzoni a varie persone, tra cui Domiziano Maselli, con cui Julián ha poi creato il collettivo Eremo (che ora siamo noi tre). Dopo anni mi hanno contattato perché volevano pubblicare quei miei pezzi come album musicale, e quando Julián stava lavorando a Cuccchi mi ha chiesto di usare alcune mie canzoni nel gioco, perché pensava che si sposassero bene con quelle atmosfere.” Cuccchi è già disponibile su PC e console, e presto uscirà anche su dispositivi mobili Android e iOS e sul visore per la Realtà Virtuale Oculus. L’idea dell’Archivio Enzo Cucchi è di continuare a collaborare con Julián Palacios e Fantastico Studio per espandere nel tempo il videogioco, implementando nuovi livelli e, quindi, nuove opere dell’artista.

-Matteo Lupetti

https://julian-palacios.itch.io/cuccchi

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Matteo Lupetti
Diplomato in Fumetto alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze nel 2010, gestisce il collettivo di fumettisti indipendenti Gravure e scrive di videogiochi per varie testate italiane ed estere. È diplomato in sommelerie all’interno dell’associazione FISAR ed è direttore artistico del festival di narrazioni di realtà CreteCon.