Invito alla dis-novazione. L’editoriale di Lorenzo Taiuti

Fake news, politica, elezioni manipolate. Tutto questo è al centro delle riflessioni di Lorenzo Taiuti attorno all’epoca contemporanea.

Jair Bolsonaro al BRICS summit di Osaka, 28 giugno 2019
Jair Bolsonaro al BRICS summit di Osaka, 28 giugno 2019

“La frode elettorale, qualche volta definita come manipolazione elettorale o manovra dei voti, è un’interferenza illegale”: questo dice Wikipedia. Ma cosa succede fra computer e votazioni? Qual è l’elemento più frainteso nei processi elettorali in Rete? L’idea che i computer siano la soluzione. Peccato che i computer siano fallibili, si rompano e perdano dati ogni giorno. E succede anche se nessuno cerca di hackerarli. Stampare il 2% dei dati può risolvere la frode elettorale? Non è credibile.
Le elezioni, però, possono essere manipolate non solo nei risultati ma anche attraverso le fake news. Quali canali sfruttano? WhatsApp, ad esempio. Nelle discusse elezioni brasiliane in cui la destra di Bolsonaro ha vinto, il peso delle fake news è stato molto elevato, attraverso la massiccia campagna di propaganda che ha invaso i social media prima del voto. 120 milioni di brasiliani usano WhatsApp con altrettanti user account su una popolazione di 210 milioni, il che lo rende uno dei più popolari strumenti di comunicazione.

L’uso delle fake news e l’abuso dei social media è un problema crescente in tutto il mondo e le aziende tecnologiche sono sotto crescente pressione per limitare la falsa informazione. Alcuni passi in avanti sono stati fatti da parte di un certo numero di company, in seguito all’evidenza delle interferenze russe nelle elezioni statunitensi, mentre Facebook è stato accusato di aver fornito l’accesso ai dati dei fruitori durante la campagna Brexit nel Regno Unito.
In tempi di grandi sommovimenti elettorali e comunicativi, queste realtà vanno memorizzate e utilizzate. Le possibilità di gestione sociale della Rete occupano e preoccupano sempre di più. Da un’area di attivismo tecnologico legata alla rivista Wired arriva un gruppo che fa una proposta di decostruzione: “Disnovation.org Working Group sviluppa situazioni di disturbo, speculazione e dibattito, sfidando l’ideologia dominante di innovazione e stimolando l’emergere di narrazioni alternative”. Inizia quindi un movimento di decostruzione del sistema di pensiero adottato nel passato. La Disnovazione sostituisce l’Innovazione. Per saggiare la stravaganza di una lettura totalizzante della tecnologia, consiglio di guardare il cortometraggio utopico e filosofico realizzato a suo tempo da Gianroberto Casaleggio.
Tenetevi forte.

Lorenzo Taiuti

Articolo pubblicato su Artribune Magazine  #50

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Lorenzo Taiuti
Lorenzo Taiuti ha insegnato corsi su Mass media e Arte e Media presso Academie e Università (Accademia di Belle Arti di Torino e Milano, e Facoltà di Architettura Roma). E’ esperto delle problematiche estetiche dei nuovi media. È autore di video, installazioni e website, collabora con musicisti sperimentali in produzioni audiovisive. Ha collaborato sui temi di arte e media con vari periodici, tra cui "Giornale dell’Arte", "Virus", "Alias"", "Terzocchio", "Linea d'Ombra", "Repubblica", “Juliet”, “Exibart”, “Artribune”, “Arte e Critica”, “Digimag”, “Noema”, “D’Ars”. Ha pubblicato i seguenti testi sulle tematiche dell’arte e i nuovi media: Arte e media. Avanguardia e comunicazione di massa (Costa & Nolan 1996), Corpi Sognanti. L’Arte nell’epoca delle tecnologie digitali (Feltrinelli 2001), Multimedia. L’Incrocio dei linguaggi comunicativi (Meltemi 2005), I linguaggi digitali (per la serie XXI secolo - Enciclopedia Treccani 2010).