Realtà virtuale, mitologia e musei. In tre app

Una selezione di app che, grazie alla realtà virtuale, catapultano l’utente nel cuore di patrimoni artistici senza tempo.

1. THALU: DREAMTIME IS NOW

Tyson Mowarin & Sutu, Thalu. Dreamtime is Now

Diretto dal pluripremiato Tyson Mowarin sulla base di un concept visivo di Sutu (Mind at War, MIFF 2018), Thalu: Dreamtime is Now è un’esperienza VR che cerca di farci entrare nella mitologia e nel Patrimonio intangibile della popolazione Mowarin. Si respira molta Australia in questa applicazione, le immagini sono ad altissima risoluzione e questo tipo di esperienze possono essere di grande impatto per la comunicazione di quello stesso patrimonio. C’è un unico neo, ed è un “difetto concettuale” che si ritrova in molte applicazioni: la presenza delle mani dell’utente. Su tutti i dispositivi attualmente in uso non si ritrovano più i vecchi, cari guanti da realtà virtuale tanto in voga alla metà degli Anni Novanta. Si interagisce con la simulazione tramite diversi tipi di puntatori, manopole, telecomandi. E il fatto di vedere sul visore la rappresentazione delle proprie mani libere di muoversi, quando invece libere di muoversi non sono, a volte è molto disturbante.

€ 7.99
Oculus, Daydream, Cardboard, Vive
www.framevr.co

2. THE FINNISH VIRTUAL ART GALLERY

The Finnish Virtual Art Gallery

Questa applicazione VR si colloca nel novero delle gallerie virtuali, ma finalmente assistiamo a qualcosa di nuovo. Sono infatti ormai innumerevoli i musei che forniscono una replica esatta dell’edificio e della disposizione delle opere, per fornire al visitatore virtuale un assaggio della visita reale. Questa applicazione mostra invece esempi di opere di artisti finlandesi, e lo fa simulando una galleria situata in una base spaziale, orbitante presumibilmente fra la Luna e Marte, con una serie di interessanti spunti per poter iniziare a smarcare la copia dal mondo reale in un sistema di visualizzazione che offre infinite potenzialità.

$ 4.99
Oculus
www.appila.fi

3. UNFRAMED

Martin Charrière, Unframed

Altro esempio di galleria nazionale, altro esempio di visualizzazione alternativa alla copia di un’architettura esistente. Questa applicazione raggruppa la visualizzazione a 360°, e interattiva, di tre episodi presentati al Festival di Locarno, al Geneva International Film Festival, alla VR Library del Festival di Cannes e al London Film Week, diretti da Martin Charrière dei DNA Studios e prodotti dalla Radio Télévision Suisse. Gli episodi propongono un’interpretazione immersiva di tre quadri iconici a firma di altrettanti artisti svizzeri: l’Isola dei Morti di Arnold Böcklin, Intimità di Félix Vallotton e La notte & Il boscaiolo di Ferdinand Hodler. Ogni interpretazione di un sistema di riferimento bidimensionale che aggiunga una terza dimensione è soggettivo, così come ancora più soggettiva è la drammatizzazione di un’immagine fissa in una situazione in movimento, ma questo risultato merita una visita e una riflessione.

free
Oculus
www.unframed-vr.com

Simona Caraceni

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #49

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Simona Caraceni
Simona Caraceni, giornalista pubblicista, si occupa di nuove tecnologie e multimedialità dal 1994, fondando con Pier Luigi Capucci "NetMagazine" poi "MagNet", la prima pubblicazione elettronica in Italia. Ha insegnato all'Università di Bolzano, Macerata, Firenze, lo IED e la NABA di Milano, il DAMS e il Dipartimento di Informatica dell'Università di Bologna, e in numerosi corsi di aggiornamento professionale. Come attività di ricerca fa parte del Planetarium Collegium, il network internazionale di studiosi, artisti e docenti che approfondiscono il rapporto fra arte e tecnologie. È PhD in Aesthetics and Technology per il Planetary Collegium (University of Plymouth). Membro ICOM dal 2007, ha fatto parte dell'Executive Board di AVICOM dal 2010 al 2019 anche come vicepresidente e segretario generale e ha fondato e coordinato la Commissione tematica Audio-Visivi e Nuove Tecnologie di ICOM Italia dal 2007 al 2016 Nell'ambito della ricerca applicata si occupa di "musei virtuali", augmented reality, didattica tramite le nuove tecnologie e interaction design. Insegna “Museology, museography e virtual environments” presso la laurea magistrale internazionale “Digital Humanities Digital Knowledge” dell’Università di Bologna.