I 30 anni dello studio Piuarch. Intervista agli architetti Fresa e Pallares

A dialogo con gli architetti Francesco Fresa, founding partner, e Miguel Pallares, partner di Piuarch, studio che alla Milano Design Week ha celebrato trent’anni di attività con una mostra e presentando una nuova monografia. Tempo di bilanci e nuovi orizzonti

Per cinque giorni, in Via Palermo 5, nel quartiere Brera di Milano, un nastro blu ha abitato gli spazi dello studio di architettura Piuarch. Realizzato in materiale riciclabile, ha intercettato le postazioni di lavoro, con frequenti variazioni di direzione e quota; si è fatto notare anche dall’esterno, segnalando la sua presenza a ridosso delle vetrate di quello che un tempo era un magazzino. Sulla sua superficie una selezione di plastici ha ripercorso la storia – trentennale – della società fondata nel 1996 dagli architetti Francesco Fresa, Germán Fuenmayor, Gino Garbellini e Monica Tricario. “Sono pochi gli studi di architettura composti da quattro soci, di solito prevalgono le coppie. È un numero che ricorda i gruppi musicali” racconta Fresa ad Artribune. E, a proposito della mostra temporanea PIU30, aggiunge che “ha attraversato metaforicamente tutti i periodi della nostra attività e tutto lo studio, un luogo che ci appartiene e ci piace molto. Qui siamo riusciti a costruire quella che considero come una comunità, in cui si combinano punti di vista e culture”.

Una mostra e un libro per il trentennale di Piuarch 

Volutamente distante da intenti autocelebrativi e senza adottare un criterio cronologico, il progetto espositivo con cui lo studio ha preso parte al (sempre più titanico) palinsesto della Milano Design Week 2026 ha invitato il pubblico a misurarsi con la dimensione tangibile dell’architettura. Non casuale, di conseguenza, il ricorso all’esposizione delle sole maquette, che nelle diverse scale dimensionali proposte – dai modelli di studio o quelli relativi a fasi più avanzate dell’iter dei progetti – hanno incoraggiato a soffermarsi sulla pratica quotidiana della professione, su cosa significhi insomma progettare. Alla temporaneità della mostra offre una sorta di “controparte permanente” il volume Piuarch. Architetture scelte 2010-2026, incluso nella collana Progressive. Sezioni sull’architettura italiana di Forma Edizioni, (curata da Maurizio Carones), svelato anch’esso contestualmente alla MDW. “La mostra e il libro non nascono insieme”, precisa Fresa. Si tratta di “due iniziative separate, che prendono in esame periodi distinti. In entrambi i casi, però, per noi è importante far emergere i principi che ci accompagnano nel nostro lavoro: dall’attenzione ai contesti fisici, sociali, economici, alla volontà di innescare relazioni, ovvero di dare vita a un’architettura che sia sempre capace di creare spazi di relazione. Crediamo molto nel ruolo sociale dell’architettura, che però non è mai globale, ma è legata ai singoli luoghi, alla cultura locale”. 

I nuovi progetti dello studio Piuarch

Da un paio di anni il team Piuarch include, come soci, anche gli architetti Mauro Mandelli, Luca Lazzerotti, Gianni Mollo e Miguel Pallares, al quale abbiamo chiesto un bilancio di tre decenni di attività. “Credo che ognuno di noi abbia la propria playlist di progetti di riferimento” afferma Pallares, ricordando il suo ingresso nello studio nel 2006 e il lavoro condotto a San Pietroburgo, per il Quattro Corti Business Center, oltre a quello per la sede milanese di Dolce&Gabbana, in via Broggi, e per il negozio Givenchy a Seoul. “È sempre molto interessante lavorare con i clienti del settore moda. In più occasioni si sono dimostrati favolosi e portatori di una visione sperimentale” dichiara, introducendo poi uno dei cantieri che – crisi in Medio Oriente permettendo – dovrebbe partire quest’anno. Si tratta di “un intero quartiere residenziale negli Emirati Arabi Uniti. È un progetto abbastanza radicale per quel contesto, perché il filo conduttore è lo spazio pubblico pedonale, con strade e piazze per la maggior parte non condizionate”. 

Verso lo Human Technopole Headquarters & Campus in MIND Milano Innovation District 

Ci riportano in Italia quattro ulteriori progetti in cui Piuarch è attualmente impegnato. A Milano, entro l’anno si punta al completamento definitivo dell’headquarter Snam, nel distretto Symbiosis; tempi più lunghi per lo Human Technopole HQ in MIND, il cui progetto esecutivo è in progress. In questo caso, si prevede che la chiusura della gara d’appalto avvenga entro il 2026; da cronoprogramma il cantiere avrà una durata di 1100 giorni. “Nel suo sviluppo siamo riusciti a mantenerci fedeli al principio su cui abbiamo lavorato fin dalle fasi iniziali del concorso nell’area di Expo 2015 Milano. Volevamo che fosse un edificio permeato sugli spazi di relazione, tentando di rafforzare l’idea di common ground alla base del masterplan di MIND. È un’architettura molto complessa – i laboratori di ricerca biomedica sono quanto di più complesso che si possa progettare in questo momento -, con una piazza coperta e una copertura verde, che sarà un giardino pensile” specifica Pallares.

Da Torino a Firenze: fare rigenerazione urbana secondo Piuarch

Legato a un percorso di rigenerazione urbana è poi il progetto dell’Hub della Cultura di Venaria Reale (Torino): l’edificio che ospiterà l’archivio e il museo è in cantiere (dopo il completamente delle strutture, si sta operando sugli impianti), mentre il lotto su cui sarà costruito l’auditorium è in fase di appalto. Secondo Fresa “in questo caso è corretto parlare di rigenerazione urbana. Siamo in un’ex caserma in cui si ha l’ambizione di creare uno spazio urbano con integrate funzioni sociali e culturali. Questo è il modo giusto di fare rigenerazione urbana, un’espressione che è stata usata in anni recenti anche in modo improprio”. Quando gli chiediamo cosa intenda, evidenzia che “la rigenerazione urbana è un obiettivo, non un accessorio, e deve essere legata alla prospettiva di creare veramente spazi che modificano un luogo, creando in esso reali occasioni culturali e di interazione. Un altro bellissimo esempio in questo senso è la Manifattura Tabacchi Firenze, dove abbiamo dato un contributo con le residenze che ora sono in cantiere. Sta diventando davvero un nuovo luogo per la città e il risultato è frutto di un processo di dialogo tra tanti professionisti”, aggiunge. 

Trent’anni di architettura di Piuarch

Sollecitato, infine, anche lui sul tema del bilancio del trentennale dello studio, conclude: “Per tanti motivi, il nostro mestiere in Italia è molto difficile. In questi anni siamo riusciti ad appassionarci tanto, su tanti temi di progetto. Se penso a quando abbiamo iniziato a lavorare con il settore moda, mi viene in mente che quelle erano davvero delle avventure, delle sfide inedite, senza precedenti. Così come lo era lavorare all’estero: in Russia, Ucraina, Corea, Francia, Olanda, e in altri paesi ancora. Ovunque siamo riusciti a creare ex novo delle squadre con i committenti, gli architetti e gli ingegneri locali, con chi costruiva: quella sensazione di comunità che si mette insieme per riuscire a concretizzare un progetto per me è la parte più gratificante di tutto ciò che abbiamo fatto insieme in questi anni.”

Valentina Silvestrini

Scopri di più

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Valentina Silvestrini

Valentina Silvestrini

Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. È cocuratrice della newsletter "Artribune Render", dedicata alla rigenerazione urbana a base culturale. Ha studiato architettura all’Università La…

Scopri di più