A Roma, all’Accademia di Spagna, lo studio Miralles Tagliabue EMBT racconta la continuità e l’evoluzione del proprio linguaggio progettuale. Un focus sulla storia di uno studio cardine dell’architettura catalana moderna e contemporanea

Le trame che intessono la città storica e le sue espansioni moderne non possono che essere intrise della memoria di chi le ha abitate e vissute. Non è un caso che Benedetta Tagliabue abbia scelto di iniziare il racconto della mostra Trame della memoria. Interventi architettonici sul patrimonio di Enric Miralles e Benedetta Tagliabue EMBT 1992 – 2022 proprio dal Mercato di Santa Catarina, nel cuore di Barcellona. Quello che oggi tutti vivono come un edificio simbolo della capitale catalana potrebbe infatti rivelare da solo lo spirito dell’intera esposizione. Numerosi sono i livelli di lettura del progetto: dalla scala urbana dell’intervento, che lavora anche sugli edifici limitrofi, al dettaglio delle soluzioni strutturali e materiche, la grande e iconica copertura identifica il suo sedime sulla base dell’impianto conventuale su cui si fonda, e si declina con maestria tecnica per sposare l’edificio esistente. Un tappeto ceramico che inverte la tradizionale copertura dei mercati storici ispanici portando fuori, agli occhi di tutti coloro i quali si affacciano su questo grande spazio urbano, i colori che animano i banchi ortofrutticoli. Tutto questo viene raccontato con una splendida selezione di schizzi, disegni originali, fotografie e modelli lignei che offrono, a chi ha tempo e volontà, una lettura del progetto completa e inusitata, anche per chi lo conosceva già.

EMBT, Mercado de Santa Caterina. Photo Roland Halbe
EMBT, Mercado de Santa Caterina. Photo Roland Halbe

L’ARCHITETTURA SECONDO MIRALLES E TAGLIABUE

La mostra testimonia che il lavoro svolto in coppia da Benedetta Tagliabue ed Enric Miralles ha trovato, oggi, una declinazione linguistica capace di ridisegnare il tracciato delle trame storiche dello studio ed evolversi senza perdere la continuità con esse e rimanervi intrappolati.
L’esposizione mette in opera un bellissimo atto dialogico tra gli articolati e imponenti espositori progettati dallo stesso Miralles per la fiera ARCO di Madrid del 1996, e la rivisitazione del collage. Questa tecnica di rappresentazione, che è parte integrante del linguaggio progettuale dello studio, per l’occasione diventa decollage, cresce di scala e diviene installazione parietale. Nell’idea di Caterina Miralles Tagliabue, che ha curato l’allestimento, era importante lasciar emergere un ulteriore elemento di continuità nei progetti dello studio EMBT: quello tra lo spazio domestico degli architetti e le loro realizzazioni. Stratificate e strappate a comporre una ritmica di spazi bianchi e di prospettive interne, le fotografie della casa di Benedetta ed Enric sono state selezionate per far vivere al visitatore quegli scorci e quei dettagli che li hanno sempre ispirati. Il tutto in ulteriore dialogo con l’impressionante vista dalle finestre dell’Accademia di Spagna, nonché con le sue stanze, i suoi arredi e il suo magnifico chiostro.

LO STUDIO EMBT IN MOSTRA A ROMA

Il racconto all’interno delle quattro sale al pianoterra si sviluppa attorno a cinque progetti emblematici: il Mercato e quartiere di Santa Caterina a Barcellona, cui segue il Municipio di Utrecht; il Parlamento di Scozia, di cui sono riportate le tavole originali con le quali il progetto fu presentato dallo studio; la trasformazione di Hafencity nell’antico porto di Amburgo; la nuova chiesa e complesso parrocchiale di San Giacomo a Ferrara.
Nel chiostro la mostra continua con ulteriori interventi: Romanville in Francia, il lungomare di Rimini e il suo chilometrico racconto della cultura e tradizione italiana, il raffinatissimo Kalida Center a Barcellona, l’installazione Too Good To Waste, che raccoglie e assimila il concetto di stratificazione molto caro allo studio, il Padiglione spagnolo alla World Expo Shanghai 2010, le mostre Voglia d’Italia al Vittoriano di Roma, Paseos e Lessico Italiano, entrambe precedentemente ospitate dalla Real Academia de España a Roma. Immancabile, la stazione metro di Napoli “Centro Direzionale”, in costruzione.
Nelle sale al piano superiore si “nascondono” i “guiños”: vasi e ceramiche del Parco di Diagonal Mar a Barcellona, lampade della mostra MIRALLES. Perpetuum Mobile, tavolino e sedute del “Taller de los sueños”, piccole pietre che intarsiano il lastricato della memoria.

Flavia Chiavaroli

http://www.fundacioenricmiralles.com/?lang=en

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Flavia ChiavarolI
Architetto, exhibition designer e critico freelance. Osservatrice attenta e grande appassionata di architettura ed arte moderna e contemporanea riporta la sua esperienza nell’organizzazione di workshop, collabora con artisti e fotografi e aggiornando i principali social network. Dal 2012 si occupa di progettazione di mostre ed eventi.