L’architetto David Chipperfield firma un nuovo polo culturale sulla Fifth Avenue a New York

Un edificio di inizio Novecento, nel cuore della Grande Mela, diventerà un polo culturale dopo il restyling curato da David Chipperfield Architects. Con KARO Architects e Patarus Group, lo studio si è aggiudicato il concorso internazionale indetto dalla Germany’s Federal Construction Agency. Nel 2023 è previsto l’inizio dei lavori

La facciata dell’edificio prospiciente la 5ft Avenue © Sebastian Kaempf, KARO Architects
La facciata dell’edificio prospiciente la 5ft Avenue © Sebastian Kaempf, KARO Architects

Famosa per lo shopping, gli alberghi di lusso e il miglio dove hanno sede importantissimi musei, la Fifth Avenue avrà presto un nuovo e dinamico polo culturale: sorgerà all’interno di un palazzo d’epoca, al civico 1014, che vanta già un passato a vocazione artistica e letteraria. Grazie al progetto An Open House, con cui David Chipperfield Architects e i partner locali KARO Architects e Patarus Group si sono appena aggiudicati il concorso internazionale bandito nel 2020, l’edificio sarà ristrutturato e diverrà un luogo di scambio a carattere internazionale. L’anno in chiusura dunque si conferma importante per lo studio guidato da Chipperfield, fra gli esponenti più autorevoli dell’architettura contemporanea, perché oltre a risultare vincitore per la call newyorkese, ha completato il rinnovamento della Neue Nationalgalerie di Berlino (tornando nella capitale tedesca dopo le esperienze del Neue Museum e della James-Simon-Galerie), e l’ampliamento della Kunsthaus di Zurigo, quest’ultima inaugurata la scorsa primavera e aperta al pubblico da poche settimane.

La balconata della facciata occidentale © David Chipperfield Architects
La balconata della facciata occidentale © David Chipperfield Architects

IL 1014 FIFTH AVENUE FIRMATO CHIPPERFIELD

Costruito nel 1907 in quella che già allora era fra le vie più prestigiose di New York, l’edificio sorge al 1014 della Quinta Strada; appartiene al governo tedesco che lo ha da sempre utilizzato come luogo per la cultura. Infatti, fino al 2009 ha ospitato la sede cittadina del Goethe-Institut, e dal 2019 ospita mostre, conferenze e spettacoli organizzati da 1014-space for ideas. Realizzato in stile Beaux-Arts (una forma di tardo eclettismo che caratterizza, ad esempio, anche il vicino Metropolitan Museum of Art), prenderà adesso nuova vita in virtù del restyling di Chipperfield. Intitolato An Open House / A Sharing House / A House as Home, il progetto è risultato vincitore in una rosa di dieci concorrenti, convincendo la giuria per la capacità di creare uno spazio pubblico moderno, accattivante, aperto al mondo, mantenendo però inalterato il carattere intimo di un “normale” appartamento cittadino.

Il futuro ingresso sulla 5th Avenue © David Chipperfield Architects
Il futuro ingresso sulla 5th Avenue © David Chipperfield Architects

UNA MOSTRA IN ATTESA DEL CANTIERE

Fra le novità previste dall’intervento, un nuovo vestibolo e un giardino al piano terra (ricavato portando al piano strada un ampio locale seminterrato); i piani superiori saranno invece divisi fra aree destinate alle mostre, agli incontri e agli spettacoli, e aree destinate agli alloggi per residenze artistiche. I due “universi”, pubblico e privato, si incontreranno in una Common Room centrale che funge da cuore simbolico del progetto. Inoltre, l’edificio avrà una serie di spazi verdi a corredo, e una grande terrazza panoramica sul tetto. In attesa della chiusura dell’edificio per il cantiere, 1014-space for ideas (associazione culturale finanziata dal governo tedesco, che gestisce gli spazi dell’edificio) ha organizzato la mostra 1014: Past and Future, attualmente accessibile online: racconta la storia dello stabile e anticipa quello che sarà il progetto di Chipperfield. L’associazione, comunque, non sospenderà l’attività ma, fino al 2025, svilupperà i progetti in altre sedi provvisorie.

– Niccolò Lucarelli

https://www.1014pastandfuture.org/

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.