Berlino: la Neue Nationalgalerie di Mies van der Rohe verso la riapertura

Affidata allo studio David Chipperfield Architects Berlin, la ristrutturazione dell’ultima grande opera architettonica del progettista tedesco è prossima all’ultimazione. Una mostra di opere di Alexander Calder segnerà la ripresa dell’attività espositiva nell’agosto 2021

Grundinstandsetzung- Neue Nationalgalerie, Berlin, Baubegleitende Dokumentation Dezember 2020 - Image © BBR / Thomas Bruns
Grundinstandsetzung- Neue Nationalgalerie, Berlin, Baubegleitende Dokumentation Dezember 2020 - Image © BBR / Thomas Bruns

A Berlino il 2021 non sarà solo l’anno dell’apertura al pubblico del nuovo Humboldt Forum, l’atteso centro culturale che nei giorni scorsi è stato inaugurato virtualmente, con un evento in streaming, e i cui lavori sono stati seguiti dall’architetto italiano Franco Stella. A partire dal prossimo mese di agosto, infatti, tornerà accessibile al pubblico la Neue Nationalgalerie, l’iconica sede museale ed espositiva dedicata all’arte del XX e XXI secolo alla cui costruzione l’architetto tedesco Ludwig Mies van der Rohe dedicò gli ultimi anni della sua esistenza. Situata nei pressi di Potsdamer Platz e attiva dal 1968, la Neue Nationalgalerie è nota per la prestigiosa collezione artistica, che include rilevanti testimonianze dell’Espressionismo tedesco e della pittura statunitense del secondo Novecento, ma senza dubbio anche per la sua identità architettonica. Il progetto, affidato a Mies van der Rohe nel 1962 su incarico del Berliner Senat, venne realizzato fra il 1965 e il 1968: con la sua ampia aula vetrata a pianta quadrata, sormontata da una copertura piana sorretta da otto pilastri, la Neue Nationalgalerie si è imposta tra gli edifici più rappresentativi della carriera del maestro tedesco, divenendo un punto di riferimento per l’architettura moderna. 

L’INTERVENTO DI DAVID CHIPPERFIELD ARCHITECTS

In quasi cinque decenni di utilizzo, la struttura non ha subito significativi interventi di manutenzione. Con il passare del tempo, si sono tuttavia rese necessarie azioni di adeguamento dell’edificio alle normative vigenti, ad esempio in termini di protezione antincendio. Inoltre, per soddisfare i requisiti di una moderna sede museale, sia per quanto riguarda i servizi offerti ai visitatori, sia sui fronti della sicurezza, dell’illuminazione e della conservazione delle opere d’arte in deposito, ulteriori misure sono state ritenute non procrastinabili. Con il coordinamento e la supervisione del Landesdenkmalamt, che si occupa della tutela dei monumenti statali tedeschi, nel 2012 il progetto per il rinnovamento della Neue Nationalgalerie è stato assegnato allo studio fondato e guidato da David Chipperfield. A partire dal 2015 l’edificio è rimasto chiuso: il programma di interventi messo a punto per “preservarne l’integrità visiva” e assicurarne un futuro, nel segno della sicurezza, non poteva essere eseguito parallelamente all’attività espositiva. 

RIAPRE A BERLINO UN CAPOLAVORO DI MIES VAN DER ROHE

Con la prossima conclusione di questo progetto, si consolida il contributo di David Chipperfield Architects nella capitale tedesca, ancora una volta con un risultato in ambito culturale-museale. A dieci anni di distanza dall’esperienza del Neues Museum, inaugurato nel 2009 sull’Isola dei Musei di Berlino (Chipperfield si aggiudicò il concorso internazionale in collaborazione con il collega inglese Julian Harrap e per questo intervento fu premiato con il Mies van der Rohe Award 2011), nel 2019 è stata infatti la volta della James-Simon-Galerie. Per la Neue Nationalgalerie bisognerà attendere il 29 aprile 2021, giorno per il quale – pandemia permettendo – è stata annunciata la consegna delle chiavi; nel mese di agosto sarà quindi la volta della ripresa ufficiale, con l’apertura di una mostra di opere di Alexander Calder. Nell’attesa di conoscere i dettagli dell’intervento architettonico, sono state rilasciate le prime immagini dell’edificio rinnovato: nella grande aula vetrata, sopraelevata rispetto al piano stradale, al di sotto della quale sono “celati” ulteriori spazi espositivi e i locali di servizi, sono state sostituite le vetrate; sistemi di illuminazione a LED sono stati integrati ovunque; 2.500 metri quadrati di lastre in granito Striegauers sono state reinstallate dopo il restauro conservativo. “Finalmente! Dopo anni di lavori di ristrutturazione, brillano la sala di vetro inondata di luce e le prime stanze completate nel seminterrato”, ha dichiarato Joachim Jäger, direttore della Neue Nationalgalerie, aggiungendo che “i nuovi vetri, la verniciatura perfetta del tetto in acciaio e la freschezza che l’edificio emana nel suo insieme sono particolarmente impressionanti“. 

– Valentina Silvestrini

www.smb.museum

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.