La “Hollywood tedesca”. Vicino a Berlino ci sono gli studi cinematografici più antichi del mondo 

A Babelsberg da oltre 110 anni si girano film: una storia lunghissima che parte da Fritz Lang e Marlene Dietrich e arriva fino a Steven Spielberg e Wes Anderson

Qualche anno prima che Hollywood diventasse la capitale del cinema, dal 1912 a Babelsberg, in Germania, erano già attivi set cinematografici che possono vantarsi di essere il più antico luogo di produzione cinematografica su larga scala del mondo. Siamo a una trentina di chilometri a sud-ovest di Berlino: Babelsberg è un quartiere di Potsdam, la capitale del Brandeburgo ed è qui che è nato il cinema tedesco.

Germania. Film Park Babelsberg. Percorso espositivo. Photo Dario Bragaglia
Germania. Film Park Babelsberg. Percorso espositivo. Photo Dario Bragaglia

Asta Nielsen, la grande diva del cinema muto arriva a Babelsberg

Il primo ciak è quello del 12 febbraio 1912 quando il regista danese Urban Gad inizia a girare Der Totentanz (La danza della morte) un film muto con protagonista Asta Nielsen, nota diva dell’epoca. Il primo dopoguerra segna l’emergere di una casa di produzione che dominerà il mercato tedesco (e non solo) per più di una ventina d’anni, l’UFA (Universum Film AG). Fra i film girati a Babelsberg nei primi decenni di attività vanno citati Nosferatu (1922) e L’ultima risata (1924) di Friedrich Wilhelm Murnau, opere entrate nella storia del cinema. Nel 1925 arriva a Babelsberg, come aiuto-regista, un giovane inglese che ha modo di osservare da vicino il lavoro di Murnau e altri registi. Rimane influenzato dalle tecniche di illuminazione, dai movimenti di macchina appena introdotti da Karl Freund (la camera non è più solo fissata ad un treppiede) e dalle prospettive distorte che caratterizzano i film del cinema espressionista tedesco. Anni dopo Alfred Hitchcock dichiarerà: “Tutto quello che so sull’arte di girare un film, l’ho imparato a Babelsberg”.

Germania. Film Park Babelsberg. Percorso espositivo esterno con fotogrammi dei film più famosi. Photo Dario Bragaglia
Germania. Film Park Babelsberg. Percorso espositivo esterno con fotogrammi dei film più famosi. Photo Dario Bragaglia

Dalle scenografie di Fritz Lang a quelle di Wes Anderson

Per accogliere le riprese del film di Fritz Lang Metropolis, nel 1926 l’UFA costruirà il teatro di posa ora dedicato a Marlene Dietrich. La diva per eccellenza del cinema tedesco sarà presente a più riprese a Babelsberg, in particolare per girarvi, assieme ad Emil Jannings, L’angelo azzurro (1930), il film che la consacrerà come stella internazionale. Il grande teatro di posa, ricostruito e adeguato alle moderne tecnologie di ripresa, è oggi al centro del grande parco cinematografico che concentra ben 21 studios, su una superficie totale di circa 17 ettari. Una delle più grandi città del cinema in Europa che continua ad attrarre produzioni cinematografiche, anche hollywoodiane, televisive e commerciali. L’elenco di grandi film che sono stati girati qui, anche limitandosi agli anni più recenti, è lunghissimo. Si va da Il pianista di Roman Polanski a Il ponte delle spie di Steven Spielberg; da Il falsario – Operazione Bernhard di Stefan Ruzowitzky, a Grand Budapest Hotel di Wes Anderson fino a The readerA voce alta di Stephen Daldry, per citare solo alcuni dei titoli che hanno ricevuto nomination o premi Oscar. Ma si devono ancora ricordare, L’uomo nell’ombra di Roman Polanski, Monuments Men di George Clooney, Il giro del modo in 80 giorni con Jackie Chan, Hunger games: il canto della rivolta di Francis Lawrence, La trama fenicia di Wes Anderson, e la fortunata serie televisiva Babylon Berlin. Un capitolo a parte merita Quentin Tarantino che oggi ha una via dedicata fra gli studios. Nel 2009 decise di scegliere Babelsberg per girare Bastardi senza gloria con motivazioni ben chiare: “Il cinema è nato qui. I film degli anni Venti e Trenta hanno reinventato il mondo”.

Gli studi come luogo di propaganda

Durante i loro oltre 110 anni di vita, gli studi cinematografici di Babelsberg hanno vissuto molti cambi di regime. Con l’avvento al potere di Hitler, il Ministero per la propaganda guidato da Joseph Goebbels commissiona numerosi Nazi film o film di intrattenimento di grande successo come Il Barone di Münchhausen (1943) e le star dell’epoca sono Zarah Leander e Hans Albers. Ma nel frattempo registi e attori che erano stati protagonisti a Babelsberg lasciano la Germania per Hollywood. Oggi a Josef von Sternberg, Fritz Lang, Ernst Lubitsch, Billy Wilder e Marlene Dietrich sono dedicate strade o studios all’interno dell’area di produzione.
Dopo l’occupazione sovietica, dal 1946 al 1990 Babelsberg diventerà sede della Deutsche Film AG (DEFA), la casa di produzione che avrà il monopolio sotto il regime della Repubblica Democratica Tedesca (DDR). Verranno prodotti circa 1200 film fra i quali Jakob der Lügner (1975), l’unico film delle Germania Est ad aver ricevuto una nomination agli Oscar (miglior film straniero). Il resto è storia recente: dopo la Riunificazione Tedesca, gli studi di Babelsberg passano prima in mano francese (Vivendi, 1992-2004), poi tornano sotto controllo tedesco con la FBB – Filmbetriebe Berlin Brandenburg GmbH per diventare parte, nel 2023, della piattaforma di produzione internazionale Cinespace Studios che ha sedi ad Atlanta, Chicago, Toronto, Wilmington e appunto in Germania.

Germania. Potsdam. Il Filmmuseum. Photo Dario Bragaglia
Germania. Potsdam. Il Filmmuseum. Photo Dario Bragaglia

Gli spazi aperti al pubblico

Una parte dell’area cinematografica è oggi occupata dal Filmpark Babelsberg, un parco aperto al pubblico dove si scopre la storia di questo luogo iconico della storia del cinema, i principali film che vi sono stati girati, oggetti di scena, costumi, attrezzature tecniche di ieri e di oggi. La visita può poi proseguire presso il Filmmuseum, nel centro di Potsdam, che ha sede in un edificio barocco che dal 1685 ha ospitato prima l’Orangerie e poi le stalle della corte prussiana. Nel 1981 si decise di trasformare l’edificio in un museo per raccontare il lungo legame fra Potsdam-Babelsberg e la settima arte: dopo la Riunificazione il Film Museum della Repubblica Democratica Tedesca è passato sotto il controllo dello stato federale del Brandeburgo e della locale Scuola superiore di Cinema. La mostra permanente ripercorre la storia degli studios di Babelsberg, mentre nel foyer vengono organizzate mostre temporanee.

Dario Bragaglia

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Dario Bragaglia

Dario Bragaglia

Dario Bragaglia si è laureato con Gianni Rondolino in Storia e critica del cinema con una tesi sul rapporto fra Dashiell Hammett e Raymond Chandler e gli studios hollywoodiani. Dal 2000 al 2020 è stato Responsabile delle acquisizioni documentarie e…

Scopri di più