A Mosca dopo Garage Museum, Rem Koolhaas progetta la ristrutturazione della New Tretyakov Gallery

Il terzo intervento in Russia dello studio OMA fondato da Rem Koolhaas punta a ricomporre la frammentazione di uno dei più vasti edifici museali del Paese, agendo sui percorsi interni e sull’identità visiva

OMA, New Tretyakov Gallery, Mosca. Image Courtesy OMA
OMA, New Tretyakov Gallery, Mosca. Image Courtesy OMA

Dopo la ricerca di OMA / AMO per lo State Hermitage Museum di San Pietroburgo e a tre anni dall’apertura di Garage Museum of Contemporary Art, nel centralissimo Gorky Park di Mosca, OMA torna a misurarsi con il contesto russo. Anche in questa occasione, lo studio di architettura fondato da Rem Koolhaas è stato chiamato a intervenire in uno spazio con finalità culturali: si tratta della New Tretyakov Gallery, ospitata dagli Anni Ottanta in un complesso di oltre 61.000 metri quadrati, progettato da N.P. Sukoyan e Y.N. Sheverdyaev a ridosso della Moscòva, nella capitale. Di assoluto rilievo la collezione museale, dedicata all’arte russa e sovietica del XX secolo, ma con lo sguardo rivolto anche verso le tendenze delle scena contemporanea. Un doppio orizzonte, dunque, al quale ha fin qui corrisposto una linea curatoriale basata su grandi retrospettive, dedicate ai maggiori artisti russi, mostre sperimentali focalizzate su giovani autori, conferenze, attività e laboratori per bambini, adulti e studenti.

OPERE DI MALEVICH, KANDINSKY, CHAGALL: COME CAMBIERÀ IL MUSEO

“A causa delle sue dimensioni, è quasi impossibile considerarlo come un’entità omogenea”, ha osservato Rem Koolhaas, fornendo una premessa utile per cogliere le peculiarità del progetto di ristrutturazione, del quale, ad oggi, sono stati resi noti alcuni dati di massima. Il programma di intervento messo a punto da OMA e dal suo partner locale identifica quattro “settori” funzionali nella New Tretyakov Gallery – Art Storage; Education Center; The Collection; Festival Hall -; ciascuno è autonomamente collegato con un nuovo percorso pedonale lungofiume, che dovrebbe rafforzare il legame tra città e museo. L’impiego di una specifica gamma di colori e materiali consentirà di migliorare la visibilità e riconoscibilità di ogni area; grande attenzione è stata inoltre rivolta al miglioramento della circolazione interna, con la ridefinizione di tutti i percorsi e l’impiego di scale mobili.

E WALLPAPER* INCORONA L’MPAVILION 2017 DI OMA

A Melbourne si è intanto conclusa l’esperienza dell’MPavilion 2017: nei 133 giorni di apertura, l’ “omologo australiano” del Serpentine Pavilion londinese ha attirato oltre 117.000 persone, ospitando 477 eventi, rigorosamente gratuiti. Progettato da Rem Koolhaas e da David Gianotten – Managing Partner-Architect di OMA – il padiglione temporaneo finanziato dalla Naomi Milgrom Foundation è uno dei due progetti dello studio olandese inclusi dalla rivista WALLPAPER* nella selezione annuale dei “top buildings that shaped culture in 2017”. Scorrendo la lista, oltre al centro culturale Concrete di Dubai, opera d’esordio di OMA negli Emirati Arabi Uniti, con i suoi 1250 mq votati alla multifunzionalità, colpisce la compresenza di opere temporanee, nuove edificazioni, recuperi, interventi per lo spazio pubblico: dallo Zeitz Museum of Contemporary Art Africa di Heatherwick Studio, in Sudafrica, all’Albion Library di Perkins + Will, in Canada; dal Louvre Abu Dhabi di Atelier Jean Nouvel a CoFuFun station plaza di Nendo, in Giappone; dal Martell Pavilion di SelgaScano, in Francia, a Seoullo 7017 Skygarden di MVRDV, in Corea del Sud; dal Centro Botín di Renzo Piano Workshop Building, in Spagna; dal Serpentine Pavilion 2017 di Francis Kéré al Palestinian Museum di Heneghan Peng Architects fino allo Tirpitz Museum di Bjarke Ingels Group, in Danimarca.

– Valentina Silvestrini

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.