Il lavoro nobilita Brescia. Presentato il progetto per Musil, il museo del lavoro e dell’industria

A quasi quattordici anni dal concorso internazionale vinto dallo studio di architettura tedesco Kleihues + Schuwerk, al via i lavori per il Musil, il museo del lavoro e dell’industria di Brescia

Progetto architettonico sede centrale Musil
Progetto architettonico sede centrale Musil

La nascita di un nuovo polo museale, in un paese di così scarsi investimenti nel campo dell’edilizia culturale come l’Italia, è sempre un evento. Ancor di più se l’opera in questione ha una genesi lunga più di quattordici anni. Nasce a Brescia il Musil, il museo del lavoro e dell’industria che celebra la storia industriale della città. Un’opera imponente che coinvolge le strutture e gli impianti dismessi della ex-Metallurgica Tempini. Presentato stamattina alla stampa presso il Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia a Brescia, il Musil si prefigura come il progetto più ampio di recupero di spazi industriali a fine museale degli ultimi anni. Un’opera con una gestazione molto lunga come ci racconta l’architetto Klaus Schuwerk che ha seguito il progetto architettonico. “Un concorso vinto nel 2003”, dice Schuwerk, “e finalmente dopo l’estate inizieranno i lavori, in seguito ad una lunga operazione di bonifica dell’area”. Un intervento architettonico che guarda al futuro, ma con un occhio vigile sul passato. “Lo scheletro della fabbrica non verrà abbattuto”, conclude Schuwerk, “È importante che restino le tracce del passato. Il Musil sarà un luogo dove riscoprire e valorizzare la funzione sociale del lavoro, a partire da quell’industria che ha fatto grande Brescia.” Nonostante i fondi per la costruzione del Musil abbiano subito dei forti tagli negli anni passando dai 27 milioni previsti ai 12 stanziati, il progetto prevede un’opera di urbanizzazione ad ampio raggio che passa attraverso la maxi-riqualificazione dell’ex area industriale su cui sorgerà il Musil.

UN PROGETTO CULTURALE ALL’AVANGUARDIA

Con il Musil, Brescia ha finalmente la grande opportunità di fare i conti con il suo passato industriale. Il Musil è, infatti, il primo museo italiano interamente dedicato all’industrializzazione. La scansione temporale rigorosa del percorso espositivo attraversa il novecento ed assume l’industria e il lavoro come le principali forze motrici del processo di modernizzazione della società. “Il contesto industriale bresciano”, ci racconta Massimo Negri, direttore dell’area museologica della Fondazione Musil di Brescia, “è lo spunto per una lettura più ampia della storia del Novecento. Nucleo della struttura sarà, infatti, la Galleria del ‘900, una spettacolare time-line lunga oltre cento metri che presenterà prodotti industriali, documenti e materiale fotografico provenienti in larga parte dall’archivio Micheletti”. Un museo votato per sua natura al rinnovamento continuo. “Uno dei punti di forza del Musil”, continua Negri, “è la Vetrina dell’Innovazione, uno spazio di comunicazione per le imprese del territorio particolarmente focalizzato sulle innovazioni tecnologiche, la robotica, l’industria 4.0“.  I lavori per la realizzazione del museo dovrebbero durare due anni.

Mariacristina Ferraioli

http://www.musilbrescia.it/

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.