Storica galleria torinese, Mazzoleni è attiva nel capoluogo piemontese dal 1986 e ha inaugurato una seconda sede a Londra nel 2014. Negli ultimi anni è stata fra le realtà che più consapevolmente ha fronteggiato il mutare dello scenario sistemico e di mercato. Ne abbiamo parlato con Davide e Luigi Mazzoleni.

La vostra galleria nasce nel 1986. Da allora il sistema dell’arte è molto cambiato. Come riuscite a equilibrare una dimensione “tradizionale” legata al mestiere con le sfide che pone attualmente il mercato? Spesso le vostre mostre, di caratura museale, sono in vendita solo parzialmente: è questo il compromesso che avete trovato?
La galleria Mazzoleni di Torino, con oltre trent’anni di storia, rappresenta l’essenza della nostra collezione di famiglia e si confronta con il mercato italiano, mentre la galleria di Londra opera su scala internazionale. Crediamo sia importante che le nostre mostre propongano il lavoro degli artisti nel contesto del loro processo creativo. La presenza di un’opera non in vendita rappresenta questa volontà, unitamente al desiderio di presentare dei progetti altamente curatoriali. Inoltre, mette in luce la caratteristica principale su cui si fonda il mondo del collezionismo, ovvero il desiderio di possedere un’opera in particolare e non volersene privare. Raggiungere questo equilibrio è una bella sfida, considerata la pressione del mercato dell’arte; comunque, principi base della nostra galleria restano il rispetto per gli artisti con i quali lavoriamo e saper comunicare con chiarezza il loro percorso artistico.

In che modo è cambiato il rapporto fra artisti e mercato?
La crescita delle fiere e i progressi della tecnologia hanno certamente a che fare con i mutamenti del rapporto fra gli artisti di oggi e il mercato attuale. Internet ha cambiato la possibilità degli artisti di far conoscere la loro ricerca nel mondo e di connettersi con nuovi collezionisti, mentre le fiere hanno guadagnato importanza all’interno del calendario stagionale: gli artisti ambiscono a portare i loro lavori nelle fiere più importanti, quasi quanto desiderano partecipare a una mostra in un museo o in galleria.

Colour in Contextual Play. Installation view at Mazzoleni, Londra 2017. Courtesy Mazzoleni, Londra-Torino
Colour in Contextual Play. Installation view at Mazzoleni, Londra 2017. Courtesy Mazzoleni, Londra-Torino

Nel 2014 nasce lo spazio londinese. Da dove deriva l’esigenza di aprire una sede all’estero?
Londra ospita alcune delle più importanti istituzioni d’arte al mondo e le gallerie propongono lavori di altissima qualità, attirando una platea internazionale di collezionisti e curatori. Dall’apertura della galleria londinese, abbiamo presentato retrospettive di rilievo, come quelle di Alberto Burri e Piero Manzoni, esposto opere dei più famosi maestri dell’arte italiana, quali Giacomo Balla, Lucio Fontana e Michelangelo Pistoletto, e presentato progetti in collaborazione con artisti internazionali, come la mostra Joseph Kosuth: Colours in Contextual Play. I nostri obiettivi sono portare attenzione internazionale all’arte moderna italiana e introdurre artisti contemporanei dall’Italia al mondo. Questo febbraio a Londra ospitiamo Equilibrium. Un’idea per la scultura italiana. La mostra, curata da Giorgio Verzotti, è stata proposta con successo nella nostra sede di Torino. Come suggerisce il titolo, il tema è la scultura e si potranno vedere opere di un gruppo molto vario di artisti, tra cui Fausto Melotti, Luciano Fabro, Nunzio, Elisabetta Di Maggio, Gianni Caravaggio fino ai più giovani Alice Cattaneo e Shigeru Saito.

Che tipo di atmosfera respirate in questi anni di dibattito sulla Brexit? 
La persistente incertezza non è utile in nessun settore economico. Per il momento non ha colpito il mondo dell’arte e forse il settore a Londra resterà intatto. Avremmo ovviamente preferito che tutto questo non accadesse e, vista la situazione attuale, la speranza di un NO Brexit esiste ancora.

Equilibrium. Un’idea per la scultura italiana. Installation view at Mazzoleni, Torino 2018. Photo Agostino Osio, Alto Piano srl. Courtesy Mazzoleni, Londra-Torino
Equilibrium. Un’idea per la scultura italiana. Installation view at Mazzoleni, Torino 2018. Photo Agostino Osio, Alto Piano srl. Courtesy Mazzoleni, Londra-Torino

Che opinione avete del fenomeno delle megas? In che modo influiscono sul mercato?
Le “mega-gallerie” hanno la caratteristica di essere particolarmente ramificate sia dal punto di vista territoriale (sedi in diverse parti del mondo), sia per la volontà di raggiungere la maggior parte dei collezionisti che sono alla ricerca di opere d’arte di estrema qualità in ambito moderno e contemporaneo. Le gallerie stanno rivestendo un nuovo ruolo all’interno del mondo dell’arte: da un lato sono sempre più specializzate dal punto di vista commerciale (si veda la presenza in diverse fiere) e, contemporaneamente, stanno ampliando sempre di più l’offerta culturale (si pensi alla gestione degli estate degli artisti).

In cosa si distingue il lavoro di una galleria come la vostra da quello di un brand di quel tipo?
La nostra galleria è un’azienda familiare e crediamo in un rapporto personale con il collezionismo che si avvicina all’arte italiana. Trasformare Mazzoleni in una megas perderebbe quel rapporto intimo che si instaura tra il gallerista e il collezionista appassionato d’arte come noi.

Che rapporto avete con le fiere? Secondo voi sono “per tutti”?
Ci sono molte fiere e, nonostante la globalizzazione e la tecnologia, non c’è modo di sostituire le emozioni provate dalla visione dal vivo di un’opera d’arte. Oggi le principali fiere d’arte stanno sempre più diventando degli incubatori culturali, selezionando progetti curatoriali, capaci di coinvolgere un maggior numero di protagonisti del mondo dell’arte. Un luogo di incontro, di dibattito e di approfondimento per artisti, collezionisti, critici, curatori e galleristi. Riteniamo comunque che le fiere stiano diventando troppe e che rischino di togliere spazio al prezioso lavoro che una galleria può svolgere attraverso mostre museali.

Consigliereste oggi a un gruppo di giovani di aprire una galleria?
Mai smettere di inseguire i propri sogni e mai improvvisarsi!

Santa Nastro

http://mazzoleniart.com/

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #47

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Spazio espositivoGALLERIA MAZZOLENI
IndirizzoPiazza Solferino 2 - Torino - Piemonte
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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.

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