Galleria storica di Torino ‒ ha da poco festeggiato i 30 anni di attività ‒ Mazzoleni da anni lavora alla propria internazionalizzazione con presenze nelle principali fiere del mondo. Ha recentemente aperto una sede a Londra, nel quartiere di Mayfair, con personali degli Italian Post War Masters e una mostra che rilancia la Pittura Analitica, presentata anche a Torino in primavera. Un lavoro decennale, che ha fruttato l’ingresso all’ultima edizione di Art Basel con uno stand dedicato a Piero Manzoni. Tutti i dettagli nell’intervista a Davide Mazzoleni.

Siete stati ammessi per la prima volta ad Art Basel, cosa non facile da ottenere.
Art Basel rappresenta una tappa fondamentale, che si inserisce in un percorso al quale stiamo lavorando da anni con le partecipazioni a numerose fiere internazionali, senza tralasciare l’apertura della sede di Londra.

Su cosa avete puntato per convincere il board a selezionarvi?
Qualità e coerenza progettuale, caratteristiche che ci hanno contraddistinto in questi anni di attività.

Come avete impostato lo stand?
Abbiamo presentato un allestimento altamente curatoriale, un focus su Piero Manzoni dal titolo Achromes: Linee infinta. È stato un successo.

Come pensate di sviluppare le prossime presenze?
Partecipiamo ad Art Basel Miami da due anni, ad Art Basel HK da quattro anni e continueremo a farlo; prestiamo massima attenzione al mercato americano e partecipiamo a The Armory Show, TEFAF e The Salon Art+Design a New York. Londra ci accoglie con Frieze Masters e Parigi con FIAC.

La mostra Pittura Analitica ieri e oggi, presentata a Londra e Torino, metteva a confronto le opere dei primi Anni Settanta con le ultime produzioni. Quando avete iniziato a seguire il gruppo che intendete rilanciare?
Alcuni anni fa, ci siamo inseriti in un filone più ampio di riscoperta e consolidamento di quest’esperienza artistica. Il nostro sforzo si concentra sulla realizzazione di mostre personali e collettive e sulla presentazione di alcuni artisti nelle fiere internazionali, soprattutto Gianfranco Zappettini, Paolo Cotani e Carmengloria Morales.

Com’è stata recepita la mostra a Londra?
In modo molto positivo, abbiamo avuto una collaborazione con la Estorick Collection, che nello stesso periodo ospitava il movimento Astrazione Oggettiva. Vogliamo rivalutare le due esperienze artistiche.

Il catalogo ha un apparato storico ben curato.
Con Alberto Fiz, il curatore della mostra, abbiamo voluto dare una definizione storico-critica dell’esperienza. Stiamo realizzando video interviste per creare un corpus di testimonianze.

Bonalumi, Sculptures, installation view at Mazzoleni London, 2015, courtesy Mazzoleni London
Bonalumi, Sculptures, installation view at Mazzoleni London, 2015, courtesy Mazzoleni London

Con il curatore avete definito una selezione di artisti di un gruppo storico ma da sempre a geometria variabile.
Quella di Fiz non è stata una scelta arbitraria, bensì un’analisi di carattere storico-scientifico rispetto a una serie di artisti che hanno avuto una storia importante negli Anni ‘70 e nel progetto sono stati proposti quelli più significativi.

Quali passi futuri adotterete per promuovere il gruppo?
Daremo una vetrina alla Pittura Analitica nelle fiere, anche e soprattutto attraverso progetti di carattere curatoriale che da tempo contraddistinguono le nostre presenze nazionali e internazionali. Zappettini è stato il primo a essere presentato in alcune grandi fiere internazionali a New York, Hong Kong e Londra ed è stato molto apprezzato da un grande numero di collezionisti.

Passare per New York potrebbe essere una delle prossime mosse?
Il nostro obiettivo è portare la Pittura Analitica sempre più nel tempio dell’arte, che in questo momento sono sicuramente gli Stati Uniti.

Come sostenete la ricerca degli artisti che sembra non essere finita?
È un elemento fondamentale, abbiamo stretto con loro rapporti di amicizia e di scambio.

Colour in Contextual Play – An installation by Joseph Kosuth, Mazzoleni London from Mazzoleni on Vimeo.

Siete una galleria storica alle prese con un cambio generazionale.
Il mio ingresso in galleria risale alla fine degli Anni ‘90 e quello di mio fratello Luigi viene dopo. Lui ora guida la nostra sede londinese, ma nulla fa dimenticare il ruolo di nostro padre Giovanni Mazzoleni.

Prevedete cambiamenti di strategia o di posizionamento in futuro?
Il lavoro sulla Pittura Analitica è la testimonianza della nostra strategia: c’è ancora molto in Italia da sviluppare e valorizzare, non tutto è esaurito. La nostra passione resta l’arte del dopoguerra italiano, ma penso che gli eredi dei grandi maestri come Fontana, Burri e Manzoni siano anche gli artisti della Pittura Analitica, se vogliamo l’ultimo movimento ancora a disposizione del collezionista.

La galleria aperta a Londra che ruolo gioca?
Londra è una vetrina internazionale per l’arte italiana, lo provano le mostre su Burri, Manzoni, Bonalumi e la bipersonale su Fontana/Melotti, ma anche il meritato lancio internazionale di altri artisti come quelli della Pittura Analitica. Inoltre puntiamo sulle contaminazioni, come la mostra che è stata inaugurata a maggio in collaborazione con lo studio di Joseph Kosuth. Dunque anche mostre più sperimentali, delle quali siamo molto orgogliosi.

‒ Nicola Davide Angerame

www.mazzoleniart.com

Dati correlati
Spazio espositivoGALLERIA MAZZOLENI
IndirizzoPiazza Solferino 2 - Torino - Piemonte
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Nicola Davide Angerame
Nicola Davide Angerame è filosofo, giornalista, curatore d'arte, critico della contemporaneità e organizzatore culturale. Dopo la Laurea in Filosofia Teoretica all'Università di Torino, sotto la guida di Gianni Vattimo con una tesi sul pensiero di Jean-Luc Nancy, inizia la collaborazione con quotidiani e riviste scrivendo d'arte ma anche di cinema, architettura e cultura contemporanea. In vent'anni di attività ha fondato e diretto, su modello delle Kunsthalle tedesche, la Galleria Civica di Alassio e la Galleria Civica di Andora. Ha fondato e diretto l'associazione culturale "whitelabs. Culture in progress" con sede e spazio espositivo a Milano. Fino ad oggi ha progettato e curato decine di eventi culturali e più di cento mostre personali e collettive di artisti e fotografi, italiani e stranieri, collaborando con istituzioni private e pubbliche in Italia e all'estero. Ha tenuto conferenze sui temi dell'arte e della filosofia in istituzioni italiane e straniere ed ha curato progetti culturali e mostre a New York, Seoul, Bangkok, Parigi, Berlino e Londra. Dopo aver vissuto e lavorato tra Milano e New York, attualmente vive e lavora a Torino, dove insegna Storia dell'Arte Contemporanea presso il Collegio Universitario Luigi Einaudi e dove tiene seminari presso l'Università degli Studi di Torino (cattedra di Estetica). Suoi articoli sono apparsi su Robinson (La Repubblica), L'Unità, Il Manifesto, Art Presse (Paris), Il Mucchio Selvaggio, Exibart, Arte e Critica, Artribune, Segno, FC Fotografia e [è] Cultura.