Milano: si parte davvero con la nuova BEIC – Biblioteca europea di informazione e cultura

Il progetto da cento milioni di euro, iscritto nell’ambito del PNRR, è pronto ad essere avviato: approvati dalla Giunta comunale di Milano gli indirizzi per la sua realizzazione

Beic, l'immagine diramata dal Comune di Milano
Beic, l'immagine diramata dal Comune di Milano

Vedrà davvero la luce l’imponente progetto della BEIC, la Biblioteca europea di informazione e cultura che verrà realizzata a Milano nell’area dell’ex Stazione di Porta Vittoria. Sorgerà in uno spazio non distante dell’ex Macello, a sua volta incluso nel grosso progetto di rigenerazione urbana che prenderà il nome di Aria. Un’iniziativa, quella della BEIC, che era stata già in fase di incubazione nel 2001, quando il progetto vincitore del concorso (firmato da Bolles+Wilson) arrivò fino alla fase esecutiva, ma venne poi mandato a monte a causa della mancanza dei finanziamenti ministeriali necessari (erano stati stimati 206 milioni di euro dell’epoca). Ora si riparte con un nuovo progetto e con la decisiva spinta del PNRR, il Piano nazionale ripresa e resilienza grazie al quale sono stati stanziati i fondi necessari per la realizzazione della Beic, iscritta nell’ambito del “Piano di investimenti strategici su siti del patrimonio culturale, edifici e aree naturali”. Il nuovo progetto occuperà 36mila mq a fronte degli oltre 80.000 dell’originario, grossomodo la metà, e l’impatto economico si ridurrò a 101,574 milioni di euro; il finanziamento, inoltre, potrà essere integrato con ulteriori risorse pubbliche o private.

L’ACCORDO PER LA REALIZZAZIONE DELLA BEIC A MILANO

Sono stati quindi approvati dalla Giunta comunale di Milano gli indirizzi per dare l’avvio al progetto. Cosa succederà ora? Il secondo step vedrà la sottoscrizione del disciplinare con il Ministero della Cultura, da parte del Comune di Milano e della Fondazione BEIC, al fine di regolare gli impegni tra tutti i soggetti coinvolti. Dopo aver firmato il protocollo d’intesa per disciplinare i rispettivi compiti e responsabilità nel percorso di realizzazione del progetto in ogni sua fase (con la direzione scientifica congiunta fra Comune di Milano e Fondazione BEIC), il Comune avvierà nel corso del 2022 il concorso per una nuova progettazione della biblioteca, assumendo come punto di riferimento la relazione elaborata dal gruppo di lavoro tecnico istituito nel marzo 2021, che ne ha rivisitato in chiave contemporanea le funzioni (i tempi sono decisamente cambiati in vent’anni, così come le modalità con cui l’umanità trasmette il sapere, sebbene il libro sia tutt’altro che uno strumento superato). Tra le principali novità, ci sarà anche il ruolo della BEIC nel quadro cittadino: diventerà la biblioteca Centrale del sistema della rete milanese, destituendo di fatto la biblioteca Sormani attualmente in carica ma assai inadatta nel suo ruolo per una città come Milano.

BEIC Milano, il vecchio progetto di BOLLES+WILSON, Julia B Bolles e Peter Wilson

BEIC: COME SARÀ LA NUOVA BIBLIOTECA EUROPEA DI INFORMAZIONE E CULTURA

Entrando nel vivo della questione concorsuale, quali sono le linee guida di cui i progettisti candidati dovranno tenere conto? L’adozione del nuovo concept elaborato dal gruppo di lavoro comprende molti differenti aspetti, tra tecnici e culturali: dall’evoluzione della normativa italiana in materia antisismica, antincendio, energetica e di sostenibilità ambientale, all’esigenza prioritaria di contenere il consumo di suolo, i costi di costruzione e di gestione della biblioteca; infine, viene messa in primo piano la centralità della cultura digitale e del nuovo significato che informazione e cultura hanno assunto negli ultimi due decenni. Tecnologia al servizio della conoscenza quindi, affinché la fruizione culturale sia concepita nel modo più aperto e orizzontale possibile, grazie alla digitalizzazione. “Il nuovo progetto BEIC conferma i presupposti culturali che erano alla base dell’idea originaria”, spiega l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, commentando il nuovo corso del progetto, “una biblioteca-mondo che, grazie alla presenza di importanti collezioni, in formato fisico e digitale, è in grado di documentare storia, cultura, realtà socio-economica e lingue del continente europeo, rafforzando soprattutto nei giovani l’abitudine al confronto tra le diverse culture che la abitano, trasformandolo in un laboratorio di conoscenza con infinite possibilità di crescita e trasformazione, grazie anche a un’informazione sempre più accessibile“. Una biblioteca che guarda al mondo ma che avrà il compito, assieme agli altri progetti del quadrante, di creare una nuova autentica centralità nel quadrante orientale di Milano sempre più sulla cresta dell’onda anche in vista dell’apertura della nuova metropolitana.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.