L’artista Gian Maria Tosatti nuovo direttore artistico della Quadriennale di Roma

L’artista, appena designato alla Biennale di Venezia, come unico artista a rappresentare l’Italia nel 2022, ha appena ricevuto l’incarico a Roma

Roma, Palazzo delle Esposizioni, Quadriennale 2020 © Musacchio, Ianniello & Pasqualini
Roma, Palazzo delle Esposizioni, Quadriennale 2020 © Musacchio, Ianniello & Pasqualini

Lo abbiamo detto a maggio e lo abbiamo appena riconfermato. Gian Maria Tosatti sarà l’unico artista che rappresenterà l’Italia alla Biennale di Venezia, nel padiglione nazionale curato da Eugenio Viola. La giornata però è ricca di notizie sul suo conto e se la prima è storica (mai un solo artista aveva occupato l’intero padiglione italiano in Laguna) la seconda è clamorosa: un artista (ancorché versatile come Tosatti, in passato giornalista e con lo spirito dell’organizzatore) che diventa direttore artistico di un’istituzione come la Quadriennale.

TOSATTI DIRETTORE ARTISTICO DELLA QUADRIENNALE

Proprio così: Gian Maria Tosatti (Roma, 1980) infatti è il nuovo direttore artistico della Quadriennale di Roma. Il rapporto che lega Tosatti alla manifestazione è di lunga data, ma non è stato certo pacifico. Lo abbiamo visto altercare a mezzo social con gli artisti chiamati a partecipare alla prima edizione dal gruppo composito di curatori che aveva riacceso l’interesse sulla manifestazione e, su queste colonne, anche dibattere con Franco Bernabè, allora Presidente, con uno scambio nutrito di lettere. E ora, con una presidenza diversa, quella di Umberto Croppi, Tosatti diventa direttore artistico dell’ente. “È vero” risponde Croppi alle nostre malignità sul suo rapporto di simpatia con l’artista “con Tosatti ho un rapporto di frequentazione, ma ce l’ho con almeno la metà dei candidati in shortlist. E se avessi voluto favorirlo avrei percorso delle strade molto più agevoli, invece abbiamo fatto una selezione sfiancante, che è durata mesi con colloqui e profonde riflessioni da parte del Consiglio d’Amministrazione“. Nessuna scorciatoia insomma, il progetto di Tosatti per la Quadriennale era il più interessante secondo la maggioranza dei membri della commissione. E in effetti vedere un artista a capo di una storica istituzione sarà senza dubbio curioso…

TOSATTI ARTISTA E CURATORE

Un passaggio, da artista a curatore, che non stupisce, dato l’impegno su più fronti nel mondo intellettuale profuso dall’artista. A lasciare un po’ attoniti è la concomitanza di incarichi: l’Italia avrà il suo artista unico rappresentante a Venezia che nei mesi in cui dovrebbe star concentrato sul padiglione, dovrà anche dirigere una importante istituzione nazionale che vive proprio in questi anni la sua mutazione genetica. Complicato: ma l’ego del personaggio non avrebbe mai lasciato spazi a rinunzie di uno o dell’altro impegno, i risultati ci sapranno dire se la scelta è stata lungimirante.
Alla Quadriennale Tosatti non sarà, facciamo attenzione, il direttore-curatore della prossima mostra (prevista nel 2024 salvo rinvii al 2025 dopo che l’ultima curata con successo da Sarah Cosulich si è conclusa da poco tra le asperità della pandemia), sarà invece il direttore artistico della Fondazione Quadriennale. Ovvero l’uomo che, assieme al CdA e assieme alla Presidenza, dovrà decidere in che direzione mandare l’ente, quali strategie fargli adottare, quali format adottare (una istituzione per i giovani? Una istituzione per promuovere gli italiani all’estero? Una istituzione in dialogo con le Accademie di Belle Arti? Tutto da decidere…). Siamo, ribadiamolo, in un momento di passaggio durante il quale la Quadriennale dovrà decidere cosa fare da grande, quale spazio ricavarsi e quale nicchia occupare anche in rapporto alle altre grandi istituzioni culturali italiane. “Ora non posso fare nomi perché è prematuro, ma abbiamo in essere grandi progetti, grandi collaborazioni e partnership e serie prospettive di fundrising. E poi vogliamo spingere molto a livello editoriale confermando la relazione con Treccani“, continua Croppi. Inoltre c’è l’importante questione della nuova sede, alla Quadriennale è stato assegnato uno spazio assai suggestivo lungo il fiume Tevere, negli ex Arsenali Pontifici settecenteschi di Roma. L’accordo risale al 2018, ma come sovente succede a Roma il cantiere si è bloccato prima di partire nelle pastoie delle conferenze dei servizi e il progetto architettonico di Insula rischia di non vedere la luce neppure in occasione della prossima Quadriennale.

LA SELEZIONE DEI CANDIDATI E LA SHORTLIST

Le candidature sono state esaminate da una Commissione incaricata dal CdA della Fondazione e composta, oltre che da Umberto Croppi e dal Direttore generale Ilaria Della Torre, da Valentina Tanni come membro interno e da Laura Cherubini, come membro esterno. Sono giunti ben 43 candidati, tutti di alto profilo stando a quanto accennato dai membri della commissione. Alla fine la short list nella quale Tosatti ha avuto la meglio era di gran lignaggio: Ludovico Pratesi, Cristiana Perrella, Lorenzo Bruni, Cecilia Canziani, Lorenzo Benedetti, Simone Menegoi e Francesco Stocchi. L’artista insomma ha sbaragliato un autentico parterre de rois di figure che molto bene avrebbero potuto fare per l’istituzione: la cosa non potrà che far discutere.
Siamo certi che, con Gian Maria Tosatti alla Direzione artistica, la Quadriennale riuscirà a dare una scossa alla propria programmazione e a consolidare il suo ruolo di riferimento per la promozione dell’arte italiana contemporanea”, affermata Umberto Croppi, che prosegue: “chiamare un artista è una sfida che trova però conferma nelle più avanzate manifestazioni internazionali e realizza l’intenzione espressa all’inizio del mio mandato, quella di riportare gli artisti al centro dell’istituzione”. Gli fa eco proprio Tosatti:  “Gli artisti si riprendono una responsabilità nel pensare il mondo dell’arte, trovando un modo per renderlo meno sistema e più mondo. Meno mercato e più ragionamento, in modo che sia il ragionamento a dirigere il mercato e non viceversa, bilanciandosi. Gli artisti italiani hanno sempre avuto un ruolo trainante come costruttori di mondi dell’arte. Per l’esperienza della Quadriennale è provare a fare un passo importante in questa tradizione artistica italiana”. Certo, più artisti al centro di così non si poteva fare…

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