Riaperture dei musei a Milano: ripartenza a singhiozzo dal 9 febbraio in vista di MuseoCity

Anche i musei civici milanesi si apprestano all’apertura, ma graduale e a blocchi. In attesa della prossima edizione di MuseoCity, in programma nella prima settimana di marzo, concepita come una festa di rinascita per l’intera città

Milano, Piazza Duomo, ph. Arbalete, fonte Wikimedia
Milano, Piazza Duomo, ph. Arbalete, fonte Wikimedia

Molti musei italiani hanno appena riaperto le loro porte al pubblico, dopo il Dpcm dello scorso 31 gennaio che ha visto tutte le regioni – tranne Puglia, Sicilia, Sardegna, Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano – entrare finalmente in zona gialla. Molte altre istituzioni riapriranno nei prossimi giorni, e lo faranno anche i musei civici di Milano che, dopo le perplessità manifestate nei giorni scorsi dall’assessore alla Cultura Filippo Del Corno, si avviano a una graduale ripresa delle attività, fino al culmine previsto nella prima settimana di marzo, momento in cui verrà inaugurata la rassegna MuseoCity.

RIAPRONO I MUSEI A MILANO. RIPENSAMENTO O STRATEGIA?

“Aprire un museo non è come accendere un interruttore, ci vuole tempo e soprattutto serve serietà e la programmazione necessaria che un passaggio settimanale o quasi da una fascia di rischio all’altra non permette di avere”, spiegava solo pochi giorni fa l’assessore Del Corno, sottolineando come una riapertura repentina potesse essere, dopo mesi di chiusura, una scelta perfino avventata. “Il Comune sta lavorando per promuovere un’apertura coordinata e massiccia di tutti i musei cittadini, quelli civici naturalmente, ma anche quelli privati e statali, ma abbiamo bisogno che la situazione si stabilizzi. Ripartire subito ci esporrebbe al rischio di dover rifermarci, magari tra due settimane. Senza contare che per fare in modo che la ripresa sia davvero sostenibile economicamente e socialmente, gli spazi devono essere visitabili anche il sabato e la domenica”. Questo per quanto riguarda i musei civici che così posizionava a marzo la loro data di riapertura. Nel frattempo però altre istituzioni procedevano a riaprire sfruttando prontamente e senza attese o tentennamenti il ritorno in zona gialla della Lombardia. Qualche esempio eclatante? Triennale, Gallerie d’Italia e Pirelli HangarBicocca. La risposta da parte del Comune a questo punto è arrivata celermente, con un programma che mette da parte i pur legittimi dubbi e che si accoda a questa piccola folata di entusiasmo invernale: “un percorso graduale che, a partire da martedì 9 febbraio, vede l’apertura di tutte le mostre allestite nelle sedi espositive e museali civiche”, si legge nella nota. “Alcuni Musei e collezioni permanenti riapriranno invece al pubblico martedì 16, mentre nella prima settimana di marzo – dal 2 al 7, in concomitanza con Museocity (4-7 marzo) – una serie di inaugurazioni, iniziative artistiche e culturali darà il segno di una completa e definitiva rinascita dell’arte nella nostra città”.

MILANO PUNTA SU MUSEOCITY

Riaprirei musei in sicurezza è quindi l’obiettivo che si pone il Comune di Milano, nella speranza che nelle prossime settimane la pandemia possa finalmente dare tregua. Le riaperture a blocchi sono state concepite come una sorta di climax, che culminerà in MuseoCity, che vedrà protagonisti il Museo del Novecento e il Museo di Storia Naturale, con riallestimenti e nuove sezioni, e Palazzo Reale, che inaugurerà l’attesissima mostra Le signore dell’Arte. Storie di donne dal ’500 al ’600, dedicata alle artiste che vissero in quel periodo storico, tra cui Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Fede Galizia e Giovanna Garzoni.

Il Museo del Novecento di Milano
Il Museo del Novecento di Milano

IL CALENDARIO DELLE RIAPERTURE DEI MUSEI MILANESI 

“Le politiche culturali del Comune di Milano sono improntate innanzitutto alla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio civico, attività che è stata programmata e svolta con grande impegno e capacità di progettazione da parte di tutte le direzioni nel corso di questi lunghi mesi di chiusura forzata”, dichiara Del Corno. “Per questo occorre salvaguardare la programmazione delle attività tuttora in corso in alcuni musei, che restituiranno alla città percorsi rinnovati e nuovi servizi. Ma occorre anche essere consapevoli che le esposizioni, che siano permanenti o temporanee, accompagnano i visitatori in un percorso di conoscenza personale e di crescita collettiva, quindi svolgono un servizio pubblico di grande valore per l’intera comunità. Ritengo pertanto imprescindibile tenere aperte le porte dei musei e degli spazi espositivi anche nel fine settimana, quando lavoratori, studenti e famiglie hanno la concreta possibilità di accedervi”. In attesa che i musei possano aprire anche nel weekend, intanto dal 9 febbraio e non da marzo torneranno fruibili le mostre Divine e Avanguardie. Le donne nell’arte russa e Prima, donna. Margaret Bourke-White a Palazzo Reale; Carla Accardi. Contesti al Museo del Novecento; Giuseppe Bossi e Raffaello al Castello Sforzesco; Sotto il Cielo di Nut. Egitto divino al Museo Archeologico; Orticanoodles. Inside allo Studio Museo Francesco Messina; La prima stagione di Gianni Dova alla Casa Boschi di Stefano; La grande strada Inca al Mudec. Dal 16 febbraio torneranno visitabili la mostra Luisa Lambri. Autoritratto al PAC; le collezioni permanenti del Castello Sforzesco; l’Acquario Civico; la GAM|Galleria d’Arte Moderna; Palazzo Moriggia|Museo del Risorgimento; Palazzo Morando|Costume Moda Immagine. I propositi di Del Corno sono corretti in teoria, ma ben poco in pratica: aspettare marzo per una riapertura massiva e stabile? Difficilissimo. Perché a marzo potremmo essere di nuovo chiusi e soprattutto perché, anche qualora fossimo aperti, potrebbe essere assolutamente sconsigliabile una apertura iper pubblicizzata e di massa. Corretto, invece il richiamo alla apertura nel fine settimana.

– Desirée Maida

www.comune.milano.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.