L’ultima di Virginia Raggi: il Comune si comprerà l’ex Cinema Palazzo

L’obiettivo sarebbe realizzare uno spazio culturale. La sindaca lo ha dichiarato agli attivisti che, recentemente sgomberati, avevano occupato questo spazio

Ex Cinema Palazzo, Roma
Ex Cinema Palazzo, Roma

Alcuni lo avevano previsto in questi giorni: “vedrete, dopo il rimpasto di Giunta sarà un continuo fino alle elezioni”. E in effetti la sindaca di Roma Virginia Raggi non si è fatta attendere molto dopo la scelta considerata da molti imbarazzante di licenziare e sostituire alcuni assessori non disponibili a sostenere la sua campagna elettorale.

La sindaca di Roma Virginia Raggi
La sindaca di Roma Virginia Raggi

VIRGINIA RAGGI COMPRA IL CINEMA PALAZZO

L’ultima uscita quanto meno bizzarra riguarda il quartiere di San Lorenzo. La sindaca viene in visita in una scuola del posto, all’uscita le arriva incontro il consueto comitato di accoglienza di attivisti e antagonisti in protesta per il recente sgombero dell’Ex Cinema Palazzo, un fondo commerciale per anni occupato illegalmente e per motivi politico-ideologici col pretesto dello ‘spazio culturale’. E alla rabbia dei manifestanti come risponde la sindaca? Spiazzando tutti e affermando che l’amministrazione in realtà sta perfezionando l’acquisto dello spazio per – così lascia intendere, filmata dai manifestanti – riconsegnarlo agli occupanti che infatti successivamente diramano un comunicato stampa esultante. L’amministrazione capitolina decide insomma di utilizzare soldi pubblici – sottraendoli ad altre spese – per rilevare un immobile di proprietà privata e consegnarlo quindi agli inquilini illegali che lo avevano occupato e che erano stati sgomberati anche a seguito di durissime inchieste giudiziarie con processi tutt’ora in corso.

PERCHÉ COMPRARE NUOVI IMMOBILI SE CE NE SONO TANTI ABBANDONATI?

Sarebbe già il colmo dei colmi così, ma c’è di peggio. C’è di peggio perché la città di Roma è l’ente locale europeo detentore della coppa campioni degli immobili abbandonati. La Capitale, insomma, possiede centinaia e centinaia di edifici in disuso, un patrimonio in rovina con una quantità smisurata di locali che sarebbero prontissimi per trasformarsi in spazi culturali e per accogliere gli occupanti dell’ex Cinema Palazzo se proprio il Comune si dimostrasse davvero così determinato e ritenesse indispensabile fare loro questo gentile omaggio.  Eppure, nonostante la cosa suoni come inimmaginabile anche in termini di Corte dei Conti e legalità contabile e amministrativa, nonostante la città (come tutto il paese) viva un momento finanziariamente drammatico, nonostante gli immobili abbandonati abbondino in ogni quartiere, il racket politico dei gruppi di pressione movimentista romana – mixato alla necessità della sindaca di raggranellare consensi a destra e a manca – sta ottenendo questo risultato che è oltretutto un imbarazzante precedente capace di far giurisprudenza.
Sarebbe interessante in questo senso andarsi a rivedere la storia del Teatro Gerini, uno spazio culturale che è stato ceduto in regalo al Comune di Roma (si badi bene, in regalo, non spendendo soldi dei cittadini) e che il Comune non è riuscito ad acquisire al proprio patrimonio e a valorizzare. E sono otto anni che questa faccenda è bloccata. Di queste storie a Roma ce ne sono mille, e alcune di queste sono dietro l’angolo dell’ex Cinema Palazzo: nello stesso quartiere, tra le strade di San Lorenzo, è pieno zeppo di immobili comunali in abbandono. Perché invece di valorizzare il vasto patrimonio di proprietà pubblica si spende per comprare nuovi immobili facendo felici i venditori privati?
Ex Cinema Palazzo, Roma
Ex Cinema Palazzo, Roma

A SAN LORENZO TANTI SPAZI CULTURALI REGOLARI. AIUTIAMO LORO

Auspichiamo che quella del sindaco sia stata solo una boutade, l’ennesima promessa presto dimenticata. E ci auguriamo che il nuovo assessore alla cultura Lorenza Fruci non metta la propria firma e la propria faccia su un’operazione così imbarazzante magari contrabbandandola da iniziativa culturale. Ma se davvero l’acquisizione verrà perfezionata, la sindaca cosa pensa di fare? Mettere la gestione dello spazio a bando in maniera trasparente oppure fare un’assegnazione diretta privilegiando qualcuno? Magari chi si dimostra in grado di portarle più voti? Sarebbe uno scandalo nello scandalo. Il pensiero va agli imprenditori culturali del quartiere di San Lorenzo di cui tanto abbiamo parlato negli ultimi mesi. Dalla Galleria Materia allo spazio Numerocromatico passando per una cinquantina di luoghi di interesse che presto verranno messe a sistema da SALAD, il San Lorenzo Art District, mediante un portale web.

Realtà che dimostrano come la strada per fare davvero cultura nei territori non passi mai dalla prepotenza, dall’illegalità, dall’intrallazzo politico e dall’ideologia estremista. Perché il Comune non spende quella somma di denaro per sostenere loro? Se proprio il Comune vuole comprare immobili e regalarli ad operatori culturali, perché non parte ad esempio dalle gallerie d’arte che da anni lavorano in città senza un briciolo di un aiuto? O dalle tante librerie, associazioni culturali, teatri e cinema (l’ultimo? L’Azzurro Scipioni. Ma ovviamente lì il Comune ha risposto col silenzio nonostante gli appelli) che stanno chiudendo uno dietro l’altro?

– Massimiliano Tonelli

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena. Dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web Exibart. Direttore editoriale del Gambero Rosso dal 2012 al 2021. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss, l’Università La Sapienza di Roma ed è professore a contratto allo IULM di Milano. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. È stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente dirige i contenuti di Artribune.