Dare vita a una “Netflix della cultura”? La proposta del Ministro Franceschini su Rai3

Le potenzialità del web che si sono manifestate nelle ultime settimane hanno indotto il Mibact a pensare a un piano strutturato che valga anche per il post pandemia. Come una piattaforma culturale online a pagamento. Le dichiarazioni di Dario Franceschini

Dario Franceschini
Dario Franceschini

Mai come in questo periodo di lockdown si è assistito alla potenzialità che il web e gli strumenti del digitale possono offrire alla promozione del mondo culturale. Le istituzioni museali si sono letteralmente riversate sull’online, dando seguito a innumerevoli iniziative, streaming e persino progetti di beneficenza, incalzati dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo che fin da subito ha dato il via a varie campagne social, a partire da #iorestoacasa. Un’inedita e partecipata dinamica che ha dato da pensare, nell’ottica di un cambiamento che potrebbe rimanere permanente anche una volta sopita la pandemia. Così, sabato 18 aprile, all’interno di Aspettando le parole, il programma condotto da Massimo Gramellini su Rai3, il Ministro Dario Franceschini, intervistato, ha lanciato un’ipotesi ambiziosa: quella di creare una piattaforma digitale a pagamento capace di trasmettere in tutto il mondo contenuti culturali e artistici di alta qualità. In poche parole, un connubio tra una Pay TV in stile Netflix e l’eccellenza del patrimonio italiano.

UNA “NETFLIX DELLA CULTURA”: LE PAROLE DI DARIO FRANCESCHINI

Stiamo ragionando sulla creazione di una piattaforma italiana che consenta di offrire a tutto il mondo la cultura italiana a pagamento, una sorta di Netflix della cultura, che può servire in questa fase di emergenza per offrire i contenuti culturali con un’altra modalità, ma sono convinto che l’offerta online continuerà anche dopo: per esempio, ci sarà chi vorrà seguire la prima della Scala in teatro e chi preferirà farlo, pagando, restando a casa“, ha affermato il ministro di Beni culturali e Turismo, durante l’intervista andata in onda su Rai3. “In queste settimane di lockdown si è capita fino in fondo la potenzialità enorme del web per la diffusione dei contenuti culturali, c’è stato un esplodere di creatività, ed è proprio questa la base di partenza per sviluppare un progetto più strutturato”. Anche pensando a una possibile ripartenza delle attività, lo spettro sullo sfondo rimane sempre il medesimo: quanto ci vorrà prima di riuscire a garantire la salute dei cittadini a fronte dei grandi assembramenti che si creano in occasione di concerti, spettacoli teatrali o più semplicemente nella proiezione di un film al cinema? La risposta – che non sia quella di avere un vaccino, orizzonte ancora imperscrutabile – non c’è, motivo in più per iniziare a pensare a una valida alternativa. Come ha sottolineato Dario Franceschini, “il governo è impegnato a fare tutto il possibile perché tutti i settori della cultura ripartano: ma se è facile immaginare di riaprire un museo rispettando le misure di sicurezza, le distanze, la sanificazione degli ambienti, è più difficile invece pensare ad eventi che si tengono in luoghi affollati, come concerti, cinema teatri. Settori per i quali dovremo concordare con il comitato tecnico scientifico modalità che ne consentano la riapertura“. E ha concluso, “è difficile adesso dire quali saranno i tempi, si può solo dire che faremo tutto il possibile. Quello che è certo è che bisognerà adattarsi, non è che arriva un giorno di colpo la normalità. Ci sarà una lunga fase di ritorno alla normalità in cui convivere con precauzioni e misure di sicurezza“.

ESTATE 2020: VACANZE ITALIANE?

Dalla macro questione mondo digital e cultura si è poi passato a un altro argomento scottante, ovvero, cosa aspettarsi dall’estate 2020? Manco a dirlo, anche in questo caso certezze non se ne possono avere. Ma le intenzioni ci sono: se ancora a lungo sarà bloccato il turismo internazionale, l’alternativa è “farsi forza da soli”, incentivando le vacanze sul suolo italiano. Che in qualche modo ci saranno, secondo il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. “l turismo vale il 13% del Pil ed è un settore sul quale l’emergenza coronavirus ha avuto un impatto enorme: ci vorrà del tempo prima che il turismo internazionale torni in Italia, ma difficilmente questa estate i turisti italiani andranno in giro per il mondo, dobbiamo quindi lavorare sul turismo interno, italiano, di prossimità”, ha spiegato Franceschini annunciando che “nel prossimo decreto ci saranno incentivi seri per le imprese del turismo. Il governo sta anche lavorando ad un incentivo per le famiglie di reddito medio basso per andare in vacanza, in modo da aiutare le persone ad andare in giro per l’Italia”. Un passo importante, se pensiamo alle grandi iniziative su lungo periodo – come non citare Parma2020 Capitale italiana della cultura, bloccata poco dopo il fischio di inizio – affossate dall’emergenza sanitaria. Il Mibact ha già annunciato un pacchetto di misure straordinarie di ammortizzazione sociale e rilancio del turismo interno: di queste faranno parte indennità straordinarie per i lavoratori del turismo e della cultura, sostegno alle imprese della cultura, dello spettacolo e del turismo, un fondo emergenze spettacolo e cinema da 130 milioni di euro, voucher di rimborso per biglietti cinema, teatri, musei e concerti e anche per le strutture alberghiere. Insomma, se si può pensare a un futuro scenario estivo saranno “vacanze italiane”.

– Giulia Ronchi

www.beniculturali.it

https://www.raiplay.it/video/2020/04/aspettando-le-parole-269ce1f4-ca5f-48bb-8508-207ea89ba76e.html 

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.