#iorestoacasa: è virale la campagna social per responsabilizzare tutta la popolazione

Nella situazione di emergenza nazionale molti volti noti si sono mobilitati per lanciare un messaggio a tutti. L’hanno fatto anche alcune gallerie. A proposito, come si stanno muovendo le gallerie in questo momento?

#iorestoacasa
#iorestoacasa

Né bene né benissimo. L’emergenza sanitaria in atto dovuta al Covid-19 non ha riscosso fino ad ora la responsabilità e il senso civile necessari richiesti alla popolazione per evitare la pandemia. Tanti finora gli sgarri (tra quelli colti in flagrante) e i comportamenti che mettono a repentaglio la salute della collettività. E mentre le norme si inaspriscono, facendo diventare la Lombardia e altre 14 province italiane zona rossa, cantanti, attori e volti dello spettacolo si coalizzano a favore delle misure governative, lanciando la campagna social #iorestoacasa. “Stiamo a casa il tempo necessario perché questa crisi si risolva, ascoltiamo gli esperti, seguiamo le direttive”, esorta Jovanotti in un video. Il cantante dei Negramaro Giuliano Sangiorgi posta un brano inedito ispirato alla fuga di sabato notte da Milano, mentre al coro si aggiungono lo chef Massimo Bottura con un “stay safe” e anche Chiara Ferragni, ammonendo: “Non facciamo cose stupide in questo periodo, sacrifichiamoci un attimo”. Mentre i volti più noti fanno sentire la propria voce, a mandare un messaggio è anche il sistema dell’arte: non solo i musei – che, costretti alla chiusura, si stanno mobilitando con numerose iniziative – , ma anche noi di Artribune che vi invitiamo caldamente a seguire il consiglio sia sulle nostre pagine social che in questo articolo di Christian Caliandro. E poi ci sono le gallerie, che vivono giorni non facili legati a una situazione che si sta approssimando a diventare globale.

#iorestoacasa
#iorestoacasa

#IORESTOACASA. COME SI MUOVONO LE GALLERIE?

La situazione delle gallerie è più complessa: mentre i musei possono vivere al di fuori delle loro mura, implementando strumenti alternativi di comunicazione, gli esercizi commerciali legati all’arte hanno bisogno di affluenza e contatto reale tra i compratori e le opere per finalizzare gli acquisti. Ma non è sempre così. Le online sales funzionano anche in Italia, come per la galleria Deodato, di base a Milano, con diverse sedi in posizioni strategiche e un sito molto aggiornato con le opere disponibili. Uno strumento sufficiente? Fino alla settimana scorsa molte gallerie tenevano aperto ma con basso profilo, accogliendo i visitatori a piccoli gruppi e rispettando le precauzioni. Si era pensato anche a qualche evento (ma senza chiamarlo evento), tentando delle formule come l’apertura di una nuova mostra per 10 ore consecutive per permettere il defluire del pubblico. Oppure inaugurando un’esposizione ma bypassando del tutto la vernice (come previsto da Studio La Città di Verona, che non rientra però nella zona rossa).

Maurizio Cattelan, Torno Subito. via Facebook, Massimo De Carlo gallery
Maurizio Cattelan, Torno Subito. via Facebook, Massimo De Carlo gallery

#IORESTO A CASA: A DIRLO ANCHE QUALCHE GALLERIA

Se tali misure siano efficaci o meno non lo sapremo mai, visto che a Milano anche questi cauti tentativi sono stati cancellati in vista dell’inasprimento delle norme. #staytunedandstayhome dice la Galleria Massimo De Carlo postando sulla sua pagina Facebook l’opera di Maurizio Cattelan Torno Subito e annunciando la sua temporanea chiusura. Una decisione simile viene presa anche da altri spazi, come The Gallery Apart di Roma che comunica – con tanto di #iorestoacasa – che saranno accettate solo visite su appuntamento. Non tutte, però, hanno dato chiare e aggiornate disposizioni e in generale, la situazione resta caotica: se le gallerie rientrano sotto alla categoria di esercizio commerciale, gli è data anche la possibilità di accogliere pochi avventori. In una vita già piena di sfide e difficoltà commerciali (parliamo di quelle di fascia media) l’emergenza sanitaria le costringe a scegliere tra il contribuire alla causa, tagliando definitivamente i ponti con il pubblico, oppure lasciare la porta semi socchiusa, sperando in quelle visite, poche ma giuste.

-Giulia Ronchi

http://www.salute.gov.it/portale/news

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.