Case d’asta in (post) pandemia. Karl & Faber Fine Arts a Monaco di Baviera

Prosegue la nostra ricognizione sulle modalità con cui le case d’asta affrontano le nuove dinamiche di mercato imposte dalla pandemia. Stavolta guardiamo oltreconfine.

Hans Hartung, T 1970 H37, 1970, acrilico su tela, 102x130 cm. Courtesy Karl & Faber Fine Arts
Hans Hartung, T 1970 H37, 1970, acrilico su tela, 102x130 cm. Courtesy Karl & Faber Fine Arts

Parola a Teresa Meucci, rappresentante per l’Italia di Karl & Faber Fine Arts, casa d’asta di Monaco di Baviera. Le abbiamo chiesto di descrivere strategie e strumenti messi in campo per parare i colpi della pandemia.

Durante il lockdown, come avete riorganizzato i vostri flussi di lavoro per gestire le necessità operative di una casa d’asta e mantenere saldo il contatto con i clienti e i collezionisti?
Abbiamo utilizzato il più possibile lo smart working. I nostri esperti sono sempre rimasti a disposizione dei clienti sia telefonicamente che via email, riuscendo in questo modo a fornire stime e valutazioni. Abbiamo chiamato i collezionisti in modo mirato, per mantenere e coltivare i rapporti, per noi molto importanti. Su richiesta abbiamo visitato collezioni, se necessario con un certificato di tampone negativo.
Ovviamente durante il lockdown non è stato possibile svolgere eventi e aste dal vivo, per questo abbiamo fatto tutto in streaming live su YouTube, Facebook e Instagram, e abbiamo introdotto nuovi formati, come le aste online in tempo reale.

Le case d’asta sembrano aver anticipato la presenza online degli operatori dell’arte, avendo già in precedenza presidiato la Rete con sessioni di vendita esclusivamente via web.
Esattamente. Già prima dell’emergenza avevamo organizzato le cosiddette aste “solo online”, per venire incontro anche a una clientela più giovane e abituata ad acquistare sul web. L’asta “solo online” si svolge esclusivamente su Internet e senza banditore. È un’asta che ha una durata temporale prestabilita, durante la quale si possono presentare le offerte per i singoli lotti. Le aste “solo online” rappresentano, sia per il venditore che per il compratore, una modalità di acquisto veloce, priva di rischio e più comoda delle tradizionali aste in presenza. La portata di queste aste è enorme e attira offerenti da tutto il mondo. La prossima “asta solo online”, con opere di arte moderna e contemporanea, si svolge fino al 28 aprile.

Karl & Faber Fine Arts Building. Esterno. Courtesy Karl & Faber Fine Arts
Karl & Faber Fine Arts Building. Esterno. Courtesy Karl & Faber Fine Arts

ASTE E DIGITALE

Lo scorso anno avete lanciato anche un altro nuovo format.
Sì, a maggio 2020 abbiamo lanciato un secondo format: l’asta online in tempo reale. Siamo stati i primi a farlo in Germania. Insieme a dieci gallerie ed editori d’arte abbiamo realizzato a Monaco un’asta in streaming per cercare di contrastare la crisi imminente provocata dal Coronavirus e attirare l’attenzione su Monaco come luogo d’arte. Il 21 aprile si è svolta l’asta online in tempo reale “Made in Munich”.

Quali sono le previsioni per il futuro, seppure in un momento di grande incertezza, rispetto alle vostre attività? E quali sono i punti di forza e di debolezza di questo passaggio al virtuale?
Manterremo le aste online, sviluppando ulteriormente la comunicazione digitale attraverso newsletter, sito web e social media. Anche se il digitale crescerà sempre di più, continuerà a essere fondamentale avere un luogo fisico dove poter mostrare le opere. I clienti più anziani, ad esempio, desiderano vedere dal vivo le opere d’arte, per poterne cogliere il valore ed emozionarsi. Un punto di forza del digitale è che clienti da tutto il mondo ci possono raggiungere più facilmente e con maggiore flessibilità, proponendo opere in vendita, o acquistando. Durante lo scorso anno abbiamo avuto clienti da 94 Paesi diversi.

Come avete gestito la cosiddetta Fase 3? Quali strategie avete immaginato nel caso in cui fosse necessario un altro periodo di lockdown?
Sicuramente molte attività online rimarranno in essere, ma non vediamo l’ora di ospitare nuovamente eventi pubblici a livello locale e tornare ad avere un rapporto diretto con i nostri clienti.

Paolo Scheggi, Zone Riflesse, 1963, acrilico blu su tre tele sovrapposte, 60x60x5,5 cm. Courtesy Karl & Faber Fine Arts
Paolo Scheggi, Zone Riflesse, 1963, acrilico blu su tre tele sovrapposte, 60x60x5,5 cm. Courtesy Karl & Faber Fine Arts

ASTE E MERCATO

Dopo un 2019 all’insegna della crescita per le case d’asta, con il settore dell’arte moderna e contemporanea in vetta ai fatturati, alla fine del 2020 abbiamo assistito a un rallentamento economico e a tempistiche lunghe per un ritorno alla normalità. Qual è il sentiment dei vostri collezionisti in questo frangente e quali sono le strategie prioritarie?
Non solo la nostra casa d’asta non ha subito alcun stravolgimento o rallentamento economico, ma il 2020 è stato l’anno più redditizio per Karl & Faber dalla sua fondazione nel 1923. In generale la crisi del Covid non ha toccato il mondo delle aste in Germania, anzi ha rafforzato il mercato tedesco, che si è dimostrato stabile e forte. Le persone desiderano ancora spendere e acquistare opere d’arte, a dimostrazione che l’arte rimane uno dei migliori investimenti.

‒ Marco Enrico Giacomelli

www.karlundfaber.de

LE PUNTATE PRECEDENTI

Case d’aste in pandemia – Il Ponte
Case d’aste in pandemia – Sotheby’s
Case d’aste in pandemia – Christie’s
Case d’aste in pandemia – Wannanes
Case d’aste in pandemia – Meeting Art
Case d’aste in pandemia – Finarte
Case d’aste in (post) pandemia – Blindarte
Case d’asta in (post) pandemia – Art-Rite

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, la Libera Università di Bolzano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.