Case d’aste in pandemia. Le opinioni di Meeting Art

Parola a Pablo Carrara, presidente di Meeting Art, la casa d’aste di Vercelli, sulle condizioni del settore durante e dopo la pandemia.

Jannis Kounellis, Segnali, 1960. Asta di Arte Moderna e Contemporanea, dal 23 al 31 maggio 2020 (stima € 105-120.000)
Jannis Kounellis, Segnali, 1960. Asta di Arte Moderna e Contemporanea, dal 23 al 31 maggio 2020 (stima € 105-120.000)

Stavolta, nell’ambito della ricognizione sul futuro delle case d’aste, abbiamo parlato con Pablo Carrara, presidente di Meeting Art.

Analizziamo l’impatto del lockdown sulle vostre attività. Come avete riorganizzato i vostri flussi di lavoro per gestire le necessità operative di una casa d’aste e mantenere saldo il contatto con i clienti e i collezionisti?
Meeting Art dal 1998 organizza e promuove le proprie aste anche sul web. Qui, da sempre, i collezionisti e gli acquirenti hanno la possibilità di visionare i cataloghi online, fare offerte direttamente dal sito internet, guardare le dirette degli incanti in streaming. Quindi di fatto, a seguito del lockdown, Meeting Art non ha dovuto affrontare grandi sconvolgimenti a livello organizzativo. Il contatto con i clienti e i collezionisti è stato costantemente mantenuto attraverso le periodiche newsletter inviate loro e soprattutto tramite il sito internet aziendale e i canali social della maison sempre aggiornati.
Alla ripartenza, prevista per il 18 maggio, i dipendenti saranno forniti dei dispositivi di protezione individuale e gli ampi spazi dei saloni espositivi e degli uffici di Palazzo Meeting Art a Vercelli consentiranno anche ai clienti di mantenere il giusto distanziamento sociale, così come previsto dalle normative attuali.

Le case d’aste sembrano aver anticipato l’attuale e necessaria presenza online degli operatori dell’arte, avendo già in precedenza presidiato la rete con sessioni di vendita esclusivamente via web. Quali le previsioni per il futuro, seppure in un momento di grande incertezza, delle vostre attività? E quali i punti di forza e di debolezza di questo passaggio al virtuale?
Il fatturato del primo trimestre di quest’anno aveva fatto registrare un +16% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Purtroppo questo margine è stato assorbito dall’inevitabile blocco delle attività di gran parte del secondo semestre. Per questo motivo, come visione a breve termine, Meeting Art ha deciso di prolungare il proprio calendario degli incanti anche per tutto il mese di luglio. Invece in un’ottica di medio lungo termine, gli obiettivi della società sono quelli di consolidare sempre di più il mercato nazionale, cercando nel medesimo tempo di espandere ancora di più la propria influenza sul mercato internazionale. La possibilità di proporre le aste online ha un potenziale enorme, aprendo una vetrina sul mondo. Per quanto ci riguarda, non riteniamo che l’organizzazione di incanti online presenti punti di debolezza, in quanto tutti gli oggetti e collezioni in vendita sono corredati da perizie e certificati di autenticità, così come da condition report sempre chiaramente consultabili. Questo ovviamente anche se è sempre stato molto importante dare ai potenziali acquirenti la possibilità di poter visionare dal vivo tutti i lotti che compongono l’asta prima che vengano posti all’incanto. Infatti è prassi di Meeting Art esporli almeno due settimane prima dell’inizio di ogni evento.

Pablo Carrara, presidente di Meeting Art
Pablo Carrara, presidente di Meeting Art

Dopo un 2019 all’insegna della crescita per le case d’aste, con il settore dell’arte moderna e contemporanea in vetta ai fatturati, è ora prevedibile uno scenario di rallentamento economico e tempistiche lunghe per un ritorno alla normalità. Qual è il sentiment dei vostri collezionisti in questo frangente e quali le strategie che sarà per voi prioritario prevedere?
In questo momento così particolare è doveroso riconoscere che i collezionisti di Meeting Art sono stati molto presenti, sia in termini di partecipazione alle iniziative proposte dalla maison – come la sottoscrizione degli abbonamenti ai cataloghi delle aste a venire, di cui abbiamo devoluto il 50% del ricavato alla Protezione Civile – sia in termini di potenziali affidamenti. Infatti sono molti i clienti italiani e dall’estero che hanno sottoposto all’attenzione dei responsabili di settore, inviando email e fotografie, le loro opere e collezioni per una valutazione, al fine di un eventuale inserimento delle stesse nelle prossime aste. Si percepisce molta voglia di ritornare alla normalità e molto entusiasmo circa la ripresa delle attività. In effetti, sono davvero numerose le offerte pervenute sui lotti che andranno all’incanto a partire da sabato 23 maggio, durante l’asta dedicata all’arte moderna e contemporanea. Quindi seguiranno le aste di: gioielli moderni e d’epoca, dipinti antichi e arredi, di nuovo le opere di arte moderna e contemporanea e orologi moderni e d’epoca, nonché una serie di incanti infrasettimanali e aste a chiusura simultanea con catalogo solo online, fino alla fine di luglio 2020. Inoltre, un ruolo fondamentale verrà giocato anche dal dipartimento di private sales, sul quale Meeting Art continuerà a investire importanti risorse.

‒ Cristina Masturzo

https://www.meetingart.it/it/

LE PUNTATE PRECEDENTI

Case d’aste in pandemia – Il Ponte
Case d’aste in pandemia – Sotheby’s
Case d’aste in pandemia – Christie’s
Case d’aste in pandemia – Wannanes

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Cristina Masturzo
Cristina Masturzo è nata a Salerno e vive a Milano. Ha studiato Economia dei beni culturali all'Università di Napoli e Storia dell'arte e della critica d'arte all'Università di Salerno, trascorrendo un periodo di ricerca all'Archivio Luciano Caruso a Firenze. Dopo anni di esperienza professionale in una galleria d'arte contemporanea, ha conseguito il diploma di master in Contemporary Art Markets alla NABA di Milano e trascorso un periodo di internship in Sotheby's Italia. Attualmente collabora con il dipartimento di Arti Visive di NABA e con FM Centro per l’Arte Contemporanea. Particolarmente interessata alle dinamiche del mercato dell'arte contemporanea, segue come freelance progetti di ricerca sul sistema dell'arte e progetti editoriali indipendenti.