Con il recentissimo avvio della Fase 3, prosegue la nostra indagine sul futuro del mercato dell’arte e in particolare delle case d’asta. Oggi a colloquio con Artribune c’è Memmo Grilli, patron di Blindarte, con sedi a Napoli e Milano.

Prosegue la nostra indagine sul mercato e le case d’asta. Come hanno affrontato l’emergenza Coronavirus? Come hanno reagito gli investitori alla pandemia e al social distancing? Quali sono le prospettive a medio e lungo termine. Le risposte sono di Memmo Grilli, direttore di Blindarte.

Come avete riorganizzato i vostri flussi di lavoro per gestire le necessità operative di una casa d’aste e mantenere saldo il contatto con i clienti e i collezionisti?
Durante il periodo di quarantena, in un momento di grandissima preoccupazione per la salute collettiva, ci siamo spontaneamente attivati organizzando, non senza un forte trasporto emotivo, un’asta di beneficenza sul nostro sito, coinvolgendo molti generosi artisti e operatori del settore in Italia e all’estero.
È nato così Art to Stop Covid-19, un progetto per dare un aiuto concreto e immediato nell’emergenza Coronavirus in Italia, che nel tempo ha visto la partecipazione di moltissimi protagonisti del mondo dell’arte, anche dall’estero. Un progetto di valore iniziato con l’obiettivo di unire il mondo dell’arte sotto un unico messaggio e allo stesso tempo dare un contributo concreto alle persone che ogni giorno sono in prima linea contro l’emergenza Coronavirus.

Raccontaci meglio quest’iniziativa.
È stata un’asta di beneficenza, coordinata e ideata dal sottoscritto con l’aiuto e il contributo di Edoardo Osculati, già nella fase di ideazione, e Mariuccia Casadio, svoltasi online sul nostro sito. Sfruttando il nuovo efficace sistema di vendita online messo a punto dalla Blindarte, siamo riusciti a raccogliere rapidamente fondi devoluti, subito dopo ogni aggiudicazione, a supporto del personale sanitario della Regione Lombardia e dell’Istituto Pascale di Napoli, unici enti beneficiari dell’asta.
Il sistema di vendita online, nel pieno rispetto delle normative vigenti per il contenimento della diffusione del virus, ha coinvolto un gran numero di artisti e operatori del mondo dell’arte, tra cui alcuni nomi particolarmente noti, che hanno donato opere di grande valore a cifre interessanti, dando una rilevante spinta al successo dell’asta. La rapidità della comunicazione online e del nuovo sistema di aste della Blindarte ha permesso con soddisfazione il rispetto del carattere di emergenza del progetto, riuscendo a far pervenire i primi versamenti agli enti beneficiari già subito dopo i primi giorni di inizio.

Quanto avete totalizzato?
122.770 euro è stato il sorprendente risultato raggiunto dalla somma delle aggiudicazioni dell’asta, di cui circa 76mila euro sono stati versati all’Istituto Pascale di Napoli e oltre 46mila alla Regione Lombardia. Con l’inizio in Italia della Fase 2 l’asta di emergenza online Art to Stop Covid-19 ha terminato il suo scopo, con un pizzico di soddisfazione.

Sandro Chia, I viandanti, 1993, tecnica mista su carta intelata, cm 137x104. Courtesy Blindarte
Sandro Chia, I viandanti, 1993, tecnica mista su carta intelata, cm 137×104. Courtesy Blindarte

Facciamo qualche nome e cognome?
Tra i contributi più generosi va segnalata l’offerta vincente di 30mila euro di Giuseppe Morra versata subito dopo l’aggiudicazione sul conto Emergenza Coronavirus dell’Istituto Pascale. L’offerta è relativa all’importante opera su tela di Cai Guo-Qiang Gunpowder test from Naples n. 7 del 2018, donata dal grande artista cinese, con base a New York, per aiutare la sanità italiana in questo momento di difficoltà, e che si conferma top lot assoluto dell’asta di beneficenza. Un ringraziamento particolare a Sir Antony Gormley per aver donato una sua opera, aggiudicata per 15mila euro; e alla Galleria Continua che, attraverso il generoso Mario Cristiani, ha contribuito in maniera significativa con donazioni e importanti promozioni della nostra iniziativa benefica; a Jorit, sicuramente tra i più affermati e amati street artist, che ha donato il quadro diventato il più famoso dell’asta, raggiungendo i 14.400 euro, tra le aggiudicazioni più importanti. E non solo: l’artista ha richiesto che la somma ricavata dalla vendita fosse divisa in parti uguali tra Regione Lombardia e Istituto Pascale di Napoli, con un gesto che ci ha fatto riflettere. Grazie a Davide Cantoni, il primo ad aver aderito al progetto, donando da New York un importante disegno bruciato, apprezzatissimo durante l’asta online e aggiudicato all’estero, così come a Simon Keenleyside, il cui dipinto è stato tanto conteso da raddoppiare il prezzo.

E poi?
Da ringraziare il grande fotografo napoletano Mimmo Jodice, che ha donato una delle sue fotografie “sospese nel tempo”, scatenando una gara fino all’ultimo secondo – l’opera è stata aggiudicata per 6.800 euro. Stessa somma raggiunta dalla fotografia di Giovanni Ozzola, artista che lavora con la Galleria Continua. Un ringraziamento alla bravissima e generosa Elisa Sighicelli, che ha donato l’opera Rear Window, realizzata appositamente per la nostra asta e che ha fatto innamorare più di un collezionista, tanto che alla fine ha donato un’altra edizione della stessa fotografia. Un grazie di cuore anche al collezionista Andrea Zegna, che ha donato molte opere di qualità, quasi tutte aggiudicate, contribuendo in maniera significativa al nostro scopo benefico, e a Remo Salvadori per aver donato l’opera Nel momento aggiudicata a 8mila euro. Vanno anche ringraziati tutti gli organi di stampa che hanno aiutato il nostro progetto, diffondendo in maniera capillare la nostra iniziativa, tra cui Artribune, che approfitto per ringraziare personalmente. Tutto questo è accaduto nei mesi di marzo e aprile 2020, e senza dubbio è stato un modo, inizialmente imprevisto, per restare in contatto con tutti gli amici della Blindarte.

Le case d’aste sembrano aver anticipato l’attuale e necessaria presenza online degli operatori dell’arte, avendo già in precedenza presidiato la Rete con sessioni di vendita esclusivamente via web. Quali le previsioni per il futuro, seppure in un momento di grande incertezza, delle vostre attività? E quali i punti di forza e di debolezza di questo passaggio al virtuale?
La crisi derivata dalla diffusione del virus ci ha spinti a continuare a lavorare potenziando i servizi di vendita e di aste sull’online anche per offrire un sempre più valido servizio ai nostri clienti e amici. Il riscontro è molto positivo, le aste online in corso stanno dando molte soddisfazioni, già dalla Fase 1 e dall’asta di beneficenza, sia in Italia che all’estero, anzi dall’estero eccezionalmente positivo, probabilmente dovuto alla maggiore e più rapida diffusione in questi Paesi della pratica di acquisti online.
La Blindarte è stata tra le prime a sviluppare un efficace sistema di aste online a tempo con scadenze temporali differite, potenziando e adattando il proprio sito alla situazione attuale: già nella homepage infatti appaiono diversi cataloghi che raccolgono opere d’arte moderna e contemporanea, opere di arte + contemporanea (una nuova sessione destinata alle opere di artisti affermati ed emergenti italiani e internazionali realizzate per lo più dopo il 2000), fotografie, dipinti antichi e dipinti XIX-XX secolo, pezzi di antiquariato, di design, gioielli, tappeti contemporanei, opere grafiche e multipli d’artista e ancora altro che la Blindarte seleziona per le proprie aste online. Ciascun lotto è presentato online con una esaustiva descrizione, immagini dettagliate e con l’indicazione della stima e scadenza del lotto: ogni lotto ha una propria scadenza differita dagli altri.

Qual è il procedimento, nello specifico?
Dopo aver effettuato la registrazione e la successiva attivazione del proprio profilo, è possibile con pochi semplici click effettuare offerte ed acquistare in totale autonomia. Sarà sempre possibile ricevere assistenza virtuale o telefonica in tutte le fasi, anche dopo l’aggiudicazione per il trasporto, completando tutta la procedura di acquisto limitando al minimo il contatto fisico.

Memmo Grilli con Turm (2007, pioppo e vernice, cm 79x40x40) di Stephan Balkenhol
Memmo Grilli con Turm (2007, pioppo e vernice, cm 79x40x40) di Stephan Balkenhol

Questo sul fronte acquirente. E la vendita?
Chi desidera vendere un’opera d’arte può farlo con questo sistema nel tempo desiderato: dal primo contatto all’effettiva vendita possono anche bastare pochissimi giorni, e tutto sempre senza contatti fisici, ma con assistenza virtuale, e senza attendere i normali tempi (a volte lunghi) delle aste tradizionali. Questo aspetto è molto apprezzato dai venditori, che riescono a ricevere le risorse in tempi brevi.

Come funzionano in questo periodo le esposizioni delle opere che poi vanno in asta?
Le aste online della Blindarte sono sempre accompagnate dalla possibilità di vedere le opere dal vivo, o nella sede di Napoli o in quella di Milano, previo appuntamento. Questo perché la visione dal vivo di un’opera d’arte è un esperienza irrinunciabile che, nonostante la praticità e velocità degli acquisti online, dovrebbe essere sempre offerta a chi ne sente la necessità. L’esclusiva visione online delle opere potrebbe rappresentare il punto di debolezza di questo sistema, se non si offrisse una concreta possibilità di visionare le opere prima di effettuare le offerte.

La Fase 3 è appena iniziata. Tornerà tutto come “prima”?
Anche se possiamo prevedere un ritorno alla normale vita sociale, con eventi e incontri che caratterizzano le attività degli operatori d’arte, parallelamente l’online continuerà la sua evoluzione portando sempre maggiori innovazioni tecnologiche nel nostro settore e diventando uno strumento fondamentale per la sopravvivenza e la crescita in un mondo globalizzato, ma impaurito e in costante ricerca di nuove vie per tutelare al massimo sia la salute che l’economia.

Dopo un 2019 all’insegna della crescita per le case d’aste, con il settore dell’arte moderna e contemporanea in vetta ai fatturati, è prevedibile uno scenario di rallentamento economico e tempistiche lunghe per un ritorno alla normalità. Qual è il sentiment dei vostri collezionisti in questo frangente e quali sono le strategie prioritarie?
Se l’economia italiana in generale sta affrontando un periodo molto difficile, il mercato dell’arte è certamente in un momento molto particolare. La forte incertezza dovuta alla diffusione del Coronavirus può rendere difficile compiere delle scelte e può generare la preoccupazione che il mercato possa subire una forte contrazione. Tuttavia la storia ci insegna che proprio nei momenti più incerti possono accadere ottime opportunità. In questi momenti restare fermi senza intraprendere alcuna attività di mercato può essere un errore, soprattutto se si ha la sensazione, e probabilmente anche la speranza, che il fenomeno sia passeggero e che ben presto si tornerà la normalità. Quando questa prospettiva diventa una convinzione, ecco che le opportunità sul mercato diventano occasioni. Come è stato detto, il mercato dell’arte è resiliente, si evolve adattandosi alle situazioni, anche quelle più difficili.

Tancredi Parmeggiani, Senza titolo, 1953, tecnica mista su carta intelata, cm 73x90. Courtesy Blindarte
Tancredi Parmeggiani, Senza titolo, 1953, tecnica mista su carta intelata, cm 73×90. Courtesy Blindarte

Insomma, sei ottimista.
Il mercato dell’arte è da sempre considerato tra i più validi beni rifugio, e la storia ce lo insegna, anche nei momenti più difficili. È ormai considerato uno dei mercati più solidi e in crescita, soprattutto per quanto riguarda la sua parte più globalizzata. Negli ultimi anni, diversi studi dichiarano che il volume di vendite di opere d’arte globale si è attestato intorno ai 65 miliardi di dollari, con un costante aumento anno dopo anno del numero dei propri estimatori e investitori, anche per l’arrivo di nuove risorse dai Paesi delle economie emergenti che man mano scoprono gli aspetti positivi di questo mercato. Nonostante qualche momento di flessione e assestamento, spesso relativo a singoli artisti, l’arte continua nel breve e lungo termine la sua costante ascesa aumentando il proprio valore, continuando a premiare la qualità e fungendo da bene rifugio, con la possibilità per chi la colleziona di venderla, adesso sempre più rapidamente e in perfetta sicurezza, di e utilizzarne all’occorrenza le risorse che ne derivano. Ma questo i collezionisti e i dealer esperti già lo sanno.

Marco Enrico Giacomelli

www.blindarte.com

LE PUNTATE PRECEDENTI

Case d’aste in pandemia – Il Ponte
Case d’aste in pandemia – Sotheby’s
Case d’aste in pandemia – Christie’s
Case d’aste in pandemia – Wannanes
Case d’aste in pandemia – Meeting Art
Case d’aste in pandemia. Le opinioni di Finarte

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CuratoreMemmo Grilli
Spazi espositiviBLINDARTE CASA D'ASTE, BLINDARTE MILANO
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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, la Libera Università di Bolzano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.