Origini ed evoluzioni di Latitude – Platform for Brazilian Art Galleries Abroad, il programma per l’internazionalizzazione e la professionalizzazione delle gallerie e del mercato dell’arte brasiliani.

Luciana Brito, fondatrice dell’omonima galleria e presidente dell’Associazione delle gallerie brasiliane di arte contemporanea, racconta la storia della piattaforma che dal 2007 promuove le gallerie brasiliane.

A dicembre 2020, Latitude ha sostenuto la partecipazione di molte gallerie brasiliane alle fiere online di Miami. Quali feedback avete raccolto dagli operatori coinvolti?
Latitude ha supportato la presenza di più di una dozzina di gallerie associate ad Art Basel – OVR: Miami Beach, UNTITLED, ART Miami Beach e PINTA MIAMI LIVE, tutte convertite online quest’anno. Siamo in costante contatto con le gallerie coinvolte e a oggi il feedback che registriamo è ottimista. In un contesto e in circostanze attuali così impegnativi, gli operatori si stanno misurando con nuovi modi di engaging e nuove possibilità di esposizione delle opere. Per noi è un ottimo segnale che le gallerie che fanno parte di Latitude siano comparse tra le menzioni dei “booth da non perdere” e che, nel tempo, continuino ad attrarre e generare interesse.

Dalla sua fondazione, nel 2007, la piattaforma si è impegnata a promuovere l’internazionalizzazione delle gallerie brasiliane. Come è nato questo progetto e quali obiettivi si è prefissato?
Latitude ‒ Platform for Brazilian Art Galleries Abroad è un programma sviluppato per promuovere l’internazionalizzazione del mercato dell’arte contemporanea brasiliano. Creato nel 2007, comprende attualmente 58 gallerie di primo mercato, che rappresentano oltre 1000 artisti contemporanei. Dal 2011, ha stabilito una partnership tra ABACT (Associazione delle gallerie Brasiliane di Arte Contemporanea) e Apex-Brasil (Brazilian Trade and Investment Promotion Agency) con la finalità di creare opportunità di business all’estero per il settore, principalmente attraverso attività di formazione professionale, supporto al placement internazionale e promozione culturale ed economica.

Come opera nella pratica Latitude e quali gli strumenti di supporto che avete messo e metterete a disposizione per le gallerie associate?
Le nostre attività si articolano su diversi fronti. Con gli Art Immersion trips, ad esempio, negli ultimi sette anni abbiamo portato più di 220 curatori, direttori di istituzioni, collezionisti, scrittori e giornalisti internazionali, provenienti da più di 15 Paesi, a visitare e scoprire la scena artistica brasiliana, creando opportunità di business, progetti e collaborazioni futuri. Latitude è impegnata poi dal 2011 nel supporto alla partecipazione delle sue gallerie alle fiere internazionali come ARCOmadrid, ARTBO, arteBA, Art Basel, Art Basel Miami Beach, Art Basel Hong Kong, Frieze UK e New York e The Armory Show, in termini sia di sostegno finanziario che di promozione culturale e costruzione di network. C’è poi tutta una serie di attività dedicate alla formazione e all’aggiornamento professionale delle gallerie per eventi specifici e per una più ampia presenza internazionale, attraverso meeting tematici, workshop e seminari, affiancamento per application alle fiere, incubatori di progetti e informazione teorica.

Fabio Morais, Encontro de mares, 2006. Courtesy l'artista & Vermehlo, San Paolo
Fabio Morais, Encontro de mares, 2006. Courtesy l’artista & Vermehlo, San Paolo

LATITUDE, LE GALLERIE, IL MERCATO

Come è cambiata Latitude negli anni più recenti?
Il programma si è evoluto ed è cresciuto in questi anni di operatività, e gli indicatori di cui possiamo disporre confermano questo sviluppo. Il numero delle gallerie associate a Latitude è cresciuto da 5 a 58. Le più internazionali e professionali sono parte della piattaforma, che è, al tempo stesso, sempre pronta ad accogliere nuovi ingressi, e a rinnovare le proprie attività per rispondere alle diverse esigenze dei membri. Verso un processo costante di internazionalizzazione, le attività di Latitude si sono diversificate nel tempo e sono diventate più complesse, considerando le differenti necessità delle gallerie e delle fasi in cui esse si trovano. Guardando i dati, nel 2007, quindi alle battute di avvio del nostro progetto, le esportazioni ammontavano a circa 6 milioni di dollari, incrementati a 18 milioni nel 2011, 27 milioni nel 2012, fino allo straordinario risultato di 62 milioni nel 2016. Nel 2018 le esportazioni hanno raggiunto 70 milioni e 94 milioni nel 2019. E queste cifre, che tengono in conto le vendite ma anche tutti gli scambi internazionali (come anche le temporanee esportazioni quindi), si sono mantenute costantemente in crescita, almeno fino all’arresto imposto dalle condizioni pandemiche.

Quanto ha contribuito l’apporto, dal 2011, di ABACT?
Da quando ABACT è subentrato come responsabile del progetto, insieme ad Apex-Brasil, 48 attività in oltre 26 differenti fiere hanno potuto aver luogo, attraverso l’approvazione di oltre 300 domande di sostegno delle gallerie di Latitude. Inoltre, dal 2012, sono stati redatti sei Studi di settore, sulla base dei dati relativi al mercato primario, e, con le 23 edizioni dei nostri Art Immersion Trips, circa 250 ospiti internazionali sono stati in Brasile.
Il Brasile è al centro di una grande visibilità globale e questo si riflette anche sul mercato dell’arte, con un forte interesse per il nostro mercato da parte delle gallerie internazionali. Al tempo stesso c’è grande ricettività da parte delle istituzioni e collezioni internazionali per la produzione degli artisti brasiliani. Di fronte all’attuale scenario, dinamico e sfidante, Latitude intende intensificare il proprio programma di training e professionalizzazione per le piccole e medie gallerie, e, al tempo stesso, consolidare la presenza delle gallerie più affermate in tutti gli importanti mercati globali.

Quale è stato l’impatto della pandemia sul sistema dell’arte brasiliano e in che modo avete riconfigurato il vostro impegno e gli scopi principali?
La pandemia ha influenzato il sistema e lo scenario dell’arte in tutto il mondo, e il Brasile non fa eccezione. In ogni caso una recente survey, portata avanti da Latitude e Além Consultoria, ha evidenziato che nonostante le difficoltà nei primi sei mesi della pandemia, il mercato ha iniziato a reagire, attraverso attività e iniziative realizzate grazie alla collaborazione tra le gallerie. Il report è disponibile registrandosi a questo link.
Il nostro supporto, in origine ideato per le fiere internazionali, cancellate in piena pandemia, è stato convertito in strumenti offerti per accompagnare le gallerie nelle loro iniziative digitali, come piattaforme di vendita, online viewing room, fiere online/digitali, e così via. Latitude ha inoltre organizzato, in partnership con Artload/Time to Rethink, la prima edizione di Timetorethink.art @ Latitude 2020, una piattaforma di dialogo, analisi e proposte, studiata su misura per le gallerie associate per promuovere una formazione specifica e strategica in grado di approntare la miglior risposta possibile alle richieste del mercato, nella cornice di incertezza e difficoltà aperta dalla pandemia.

Sonia Gomes, Untitled, 2005. Courtesy l'artista & Mendes Wood DM, San Paolo Bruxelles New York
Sonia Gomes, Untitled, 2005. Courtesy l’artista & Mendes Wood DM, San Paolo Bruxelles New York

LATITUDE ART FAIR

Tra i 24 e il 27 settembre 2020 si è tenuta la Latitude Art Fair, una fiera online in partnership con Artsy, che ha visto la partecipazione di 54 gallerie. Un’esperienza che, a sentire gli operatori, ha presentato delle opportunità interessanti. Come valutate quell’esperienza?
Le strategie digitali di adattamento hanno aiutato le gallerie a gestire le misure di distanziamento, e hanno anche consentito al sistema brasiliano di espandere il suo pubblico. I Virtual gallery tour, ad esempio, hanno dato l’opportunità a buyer internazionali di vedere e acquistare arte brasiliana dalla comodità e dalla sicurezza delle proprie case, aprendo il mercato nazionale a una platea più ampia e diversificata, come mai in precedenza. Latitude Art Fair è stata avviata proprio per supportare il mercato dell’arte contemporanea brasiliano a livello internazionale, attraverso una piattaforma digitale che includeva viewing room, richieste dirette per gli acquisti, chat room per i collezionisti, elementi in realtà aumentata. A questi si è aggiunto anche un programma di talk, contenuti curati e visite guidate online. Tutte le gallerie di ABACT sono state invitate a partecipare a Latitude Art Fair, con 54 espositori di primo mercato impegnati espandere il proprio raggio d’azione e presenza digital. Secondo gli espositori, l’iniziativa è riuscita a offrire alle gallerie più giovani una presenza e un’esperienza internazionale. A guardare il report prodotto post-evento da Artsy, la fiera ha registrato oltre 34.000 visite da più di 20 Paesi – la maggior parte da Stati Uniti, Francia e Argentina – e ha generato un volume di richieste che nel 39% dei casi si è tradotto in vendite effettive, per opere tra 1.500 e 35.000 dollari, e un totale di vendite di oltre 193.000 dollari.

Cristina Masturzo

www.latitudebrasil.org

ACQUISTA QUI il libro sull’arte brasiliana contemporanea

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Cristina Masturzo
Cristina Masturzo è nata a Salerno e vive a Milano. Ha studiato Economia dei beni culturali all'Università di Napoli e Storia dell'arte e della critica d'arte all'Università di Salerno, trascorrendo un periodo di ricerca all'Archivio Luciano Caruso a Firenze. Dopo anni di esperienza professionale in una galleria d'arte contemporanea, ha conseguito il diploma di master in Contemporary Art Markets alla NABA di Milano e trascorso un periodo di internship in Sotheby's Italia. Attualmente collabora con il dipartimento di Arti Visive di NABA e con FM Centro per l’Arte Contemporanea. Particolarmente interessata alle dinamiche del mercato dell'arte contemporanea, segue come freelance progetti di ricerca sul sistema dell'arte e progetti editoriali indipendenti.