Blindarte chiude l’anno in bellezza: il successo di Rauschenberg all’ultima asta milanese

L’ultima asta dell’anno si chiude per la casa d’aste all’insegna della Pop Art americana, con un Rauschenberg da record. Si difendono bene anche gli autori nostrani, dalla pittura alla fotografia.

Blindarte Milano
Blindarte Milano

Il 2019 è stato un anno niente male per le case d’asta milanesi. Vi avevamo raccontato della chiusura in positivo de Il Ponte, con una ceramica di Fontana che svettava come top lot. Non è stata da meno Blindarte, che ha festeggiato la vendita di Parsons’ Live Plants Ammonia (Cardboard) del 1971 di Robert Rauschenberg, battuta per 630 mila euro (compresi i diritti). Si tratta di un assemblaggio di cartoni stampati comunemente utilizzati per il trasporto di merci, che l’artista americano trasforma in imponenti sculture a parete, iscrivendoli nella storia del linguaggio della Pop Art. Un raggiungimento importante che sancisce la rivalutazione di questo autore nel panorama attuale del mercato d’arte. “È un dato importante non solo perché rappresenta la terza aggiudicazione per importanza di opere dell’artista in Europa in termini assoluti, quarta a livello mondiale se si escludono gli USA, scalzando il successo raggiunto da un’altra opera dell’artista sempre alla Blindarte nel 2008 quando fu venduto un GLUT per oltre 550.000 euro, ma anche perché rappresenta la massima aggiudicazione per tipologia di opera”, ha commentato il direttore di Blindarte Memmo Grilli, che a ottobre 2019 aveva lanciato la seconda edizione del format da lui ideato Trampoline. Oltre alla partecipazione in sala, ad alzare il tono delle aggiudicazioni sono stati i tanti interventi telefonici, anche dall’estero.

Robert Rauschenberg, Parsons' Live Plants Ammonia (Cardboard)
Robert Rauschenberg, Parsons’ Live Plants Ammonia (Cardboard)

BLINDARTE: LE ALTRE AGGIUDICAZIONI

Rauschenberg non è stato l’unico grande nome della Pop Art americana: il Vesuvius di Andy Warhol è stato portato a casa per circa 45 mila euro, mentre l’iconica Campbell Soup per circa 20.500 euro. Grande gara anche per la coeva scena italiana, con le opere di Schifano, Tano Festa e Franco Angeli. Un arazzo di Boetti è stato aggiudicato per 22.500 euro e una scultura di Giò Pomodoro quasi 10 mila. Bene la fotografia, con i rilanci più alti per l’opera di Pietro Roccasalva, che da una stima di 2-3 mila euro è salita oltre i 3.500 e per Atene di Vincenzo Castella, passato dai 3.500-4.500 euro ai 6.200 sul colpo finale del martello. Bene anche Gianni Caravaggio, aggiudicato a 6.200 euro e Flavio Favelli (oltre i 4 mila). Non solo arte contemporanea: soddisfacenti sono stati anche i risultati ottenuti il 30 novembre 2019 dai listini di orologi, gioielli, oggetti d’arte, arredi, disegni e dipinti XIX-XX secolo, con una percentuale che in generale si aggira oltre il 50% della proposta, segnando una crescita rispetto al 2018 e, senz’altro, uno sguardo positivo per il 2020. In cui la partita è ancora da giocare.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.