È il grande Mark Rothko a guidare le prime aste di Sotheby’s a New York
Si è aperta con le vendite dedicate alla Collezione Mnuchin e all'arte contemporanea la settimana dell'arte e delle aste nella Grande Mela e i risultati sono più che incoraggianti
È partita con le prime due aste di Sotheby’s la settimana dell’arte e delle aste di New York, mentre in città si tengono le fiere Frieze, TEFAF e le numerose rassegne indipendenti e collaterali. A guidare la vendita più attesa, quella della collezione del miliardario Robert Mnuchin, è stato un dipinto di Mark Rothko passato di mano per oltre 85 milioni di dollari. In una sessione di aste che, tra tutti i cataloghi delle major, potrebbe generare oltre 2 miliardi di dollari, all’insegna delle vendite single-owner e del ritorno dei grandi lotti trofeo sul mercato secondario. E che sembra essere partita col piede giusto.
Al via le aste di New York da Sotheby’s
“Guanti bianchi” da Sotheby’s a New York, e dunque una percentuale di venduto del 100%, per l’asta Robert Mnuchin: Collector at Heart Evening Auction, che il 14 maggio 2026 ha fruttato $166,3 milioni, da valori attesi tra $124,9 milioni e $177,8 milioni. Subito a seguire, la vendita The Now & Contemporary Evening Auction si è attestata a $266,8 milioni, che porta il totale della casa, per questo avvio delle aste di New York, a quota $433,1 milioni, con una crescita del 133% rispetto alla sessione di maggio 2025.

La Collezione Mnuchin in asta da Sotheby’s a New York
Top lot della prima asta dedicata alla collezione di Robert Mnuchin è stato, secondo le previsioni, il dipinto di Mark Rothko Brown and Blacks in Reds, che da stime di $70-100 milioni e coperto da garanzia – come tutti gli 11 lotti in catalogo – è stato aggiudicato per $85,8 milioni, segnando il secondo miglior prezzo per l’artista in asta.
Il ritorno sul mercato di lotti trofeo, che ha già guidato la crescita del mercato dell’arte sul finire del 2025, informa e orienta così anche la primavera 2026 alle aste di New York, dove tornano a comparire da protagoniste opere di fascia di prezzo alta e altissima, provenienti da prestigiose collezioni private e rese disponibili dalla scomparsa dei loro fondatori. Che sono in molti casi non solo collezionisti, ma anche galleristi che hanno segnato le evoluzioni della storia dell’arte contemporanea.
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Le grandi collezioni dei galleristi vanno in asta
È stato così, sempre da Sotheby’s, per la dispersione nel 2025 della collezione di Barbara Gladstone o di quella di Daniella Luxembourg, mentre Christie’s risponderà, in questo maggio 2026, con la raccolta personale della gallerista Marian Goodman. Ed è lo stesso per la collezione di Robert Mnuchin, appena dispersa da Sotheby’s a New York. Per trent’anni è stato uno degli uomini più potenti di Wall Street – lavorando da Goldman Sachs – e per altri tre decenni, invece, uno dei mercanti d’arte più influenti, fondando prima L&M Arts con Dominique Lévy e poi la Mnuchin Gallery, nota per le sue rigorose esposizioni dedicate ai maestri del Dopoguerra, oltre che un collezionista atipico, Robert Mnuchin, che si è spento a fine dicembre 2025 nella sua casa in Connecticut, all’età di 92 anni. Dopo una passione e un’ossessione collezionistica ambiziosa e mai interrotta, insieme alla moglie Adriana, alla ricerca continua delle migliori opere di cui circondarsi. Fu lui, tra l’altro, nel 2019, a offrire da Christie’s $91,1 milioni per la scultura Rabbit di Jeff Koons, il record mondiale per un’opera di un artista vivente.
I top lot della Collezione Mnuchin in asta da Sotheby’s
Se il dipinto Brown and Blacks in Reds del 1957 di Rothko, passato di mano per oltre 85 milioni di dollari, è stato il lotto di punta e la migliore aggiudicazione della serata, non era certo l’unica opera dell’artista in offerta né tanto meno l’unica pietra miliare dell’arte in asta. Un secondo Rothko, No. 1 del 1949, è stato venduto per $20,8 milioni, mentre, tra gli altri lotti di peso si articolava anche l’impegno di Mnuchin per la promozione dell’Espressionismo astratto, come dimostravano i tre lotti in catalogo di Willem de Kooning, un punto di riferimento costante per Mnuchin, tra cui Untitled XLII (1983), venduto a $12,4 milioni, Untitled (1970) passato di mano per $10,8 milioni da stime di $ 4-6 milioni, e Two Women (1964), a quota $4 milioni. Harleman di Franz Kline ha trovato un nuovo proprietario per $14,5 milioni.

L’asta di arte contemporanea di Sotheby’s a New York
Seguiva poi, in agenda, la vendita della collezione di Robert Mnuchin, l’asta di Sotheby’s The Now & Contemporary Evening Auction, con un catalogo di 44 lotti (dopo il ritiro di un’opera di Alice Neel), tutti venduti tranne 4, per un valore totale di $266,8 milioni, ben oltre le stime preasta e con un incremento del 110% rispetto alla sessione omologa di maggio 2025 da $127,1 milioni.In catalogo c’era uno dei momenti più attesi della sessione newyorchese di maggio 2026 da Sotheby’s: il ritorno sul mercato di Museum Security (Broadway Meltdown) di Jean-Michel Basquiat del 1983, con stime intorno ai $45 milioni, che è passato di mano per $52,7 milioni. A seguire, tra i migliori risultati della vendita, Andy Warhol, Brigitte Bardot, a quota $24,8 milioni; un altro Rothko, stavolta dalla Collezione de Gunzburg, che ha trovato un nuovo proprietario per $16,5 milioni, oltre la stima massima; il secondo miglior risultato in asta per Helen Frankenthaler, con Cape Orange venduto a $7,3 milioni; e il record per un’opera della serie Venezie di Lucio Fontana, con Concetto spaziale, Il cielo di Venezia aggiudicato per $16,4 milioni.
Cristina Masturzo
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