Parigi: come si fa a gestire una settimana dell’arte in mezzo a disordini, proteste e saccheggi?
Le manifestazioni di sabato 17 ottobre hanno rappresentato il culmine di violenze e saccheggi a Parigi e in tutta la Francia. Ma i disordini e le proteste proseguono, mentre inizia l’Art Week parigina
Mentre in Italia gli occhi sono puntati sui disordini che continuano a tenere sotto scacco Milano, la Francia respira gli strascichi delle manifestazioni di protesta che sabato 17 ottobre hanno riunito studenti e gilet gialli – dopo settimane di mobilitazione studentesca – creando non pochi disagi e culminando spesso in atti di violenza e vandalismo.
La Francia e Parigi a ferro e fuoco. Le parole di Macron
A farne le spese, oltre al Municipio di Limoges, distrutto dall’incendio doloso appiccato da una frangia di facinorosi nel tardo pomeriggio di sabato, sono decine di attività commerciali prese di mira e saccheggiate in molte città, edifici istituzionali, un ufficio turistico a Lione, la Camera di Commercio a Bordeaux, una scuola a Lilles. Dopo aver convocato l’Unità di crisi, il presidente Macron ha parlato alla nazione nella serata di domenica: “Questa sera proviamo tutti rabbia e vergogna. Nulla giustifica la violenza”. Non escludendo restrizioni al diritto di manifestare – “i prefetti prenderanno le decisioni insieme ai sindaci per proteggere le nostre città, gli edifici pubblici e le attività commerciali” – e annunciando per i prossimi giorni incontri con studenti, sindacati e associazioni, per individuare soluzioni alle richieste di chi ha manifestato pacificamente, rivendicando esigenze legittime.
La situazione a Parigi alla vigilia della settimana dell’arte
L’appello alla de-escalation di Macron si rende tanto più necessario a fronte di una situazione che non accenna a placarsi. A Parigi, in Place de la Republique, nel pomeriggio di domenica sono proseguiti gli scontri tra drappelli di manifestanti vestiti di nero e polizia. Alcune frange violente del corteo pacifico che sabato ha attraversato il centro della città hanno devastato supermercati, farmacie, negozi di abbigliamento e di articoli elettronici, boutique e profumerie; il sindaco Emmanuel Grégoire ha parlato di intere strade devastate.
Mentre la vicesindaca Lamia El Aaraje denuncia una “carenza di mezzi” della polizia per fermare i saccheggi: intervistata da France info, evidenzia “un livello di violenza che, credo, non abbiamo mai visto a Parigi”, riferendo di chiamate disperate di residenti e commercianti sopraffatti dalla situazione. Per questo il Sindaco si è affrettato a condividere pubblicamente una lettera indirizzata ai commercianti parigini, sottolineando l’entità “considerevole e senza precedenti” dei danni, e annunciando l’istituzione di un’unità di emergenza incaricata di assistere gli esercenti colpiti e agevolare le pratiche amministrative e assicurative.

Quale impatto avranno disordini e proteste sulla settimana dell’arte di Parigi?
Per la giornata di lunedì 19 ottobre, Grégoire ha convocato una riunione straordinaria con i rappresentanti dei commercianti, le camere di commercio e delle professioni, gli assicuratori e i servizi dello Stato, per consentire la ripresa delle attività il prima possibile. Ma proprio nella giornata di lunedì prenderà avvio l’attesa settimana dell’arte parigina: Art Basel Paris aprirà le porte al Grand Palais solo mercoledì 21 ottobre, per la prima delle date inaugurali di preview. Già il 19 ottobre, però, è prevista l’inaugurazione della fiera Paris Internationale, quest’anno in scena nell’area del Canal Saint-Martin, non così distante da Place de la Republique, all’interno di un edificio parzialmente dismesso al 187–189 di Quai de Valmy. Il 18 non doveva essere una giornata di disordini e invece lo è stata (così come a Milano), cosa succederà dunque a Parigi il 19?
Del resto, chi ha già avuto la sfortuna di incappare nei momenti più concitati delle proteste, come la galleria Ciacci Levi che nel pomeriggio di sabato 17 ottobre inaugurava la mostra di Leonardo Devito nello spazio di Rue Meslay, sempre a ridosso di Place de la Republique, ha dovuto concedere un bis: il vernissage, funestato dalla giornata nerissima, è stato replicato nel pomeriggio di domenica, pur non del tutto al riparo dai disordini.
E allora viene spontaneo interrogarsi sull’impatto che questa ondata di violenza e rabbia difficili da arginare potrà avere sull’Art Week parigina. Art Basel e le fiere collaterali che apriranno in città hanno confermato date e programmi. Ma i controlli di sicurezza per l’accesso al Grand Palais e agli altri spazi espositivi – dall’Hôtel de Maisons di Design Miami/Paris allo storico edificio di rue du Faubourg Saint-Honorè che accoglierà Thema – saranno notevolmente potenziati. Tutto si svolgerà, dunque, in un clima di massima allerta e alta tensione. E anche gli spostamenti in città potrebbero risentire di improvvise interruzioni o chiusure dei servizi di mobilità pubblica, con ulteriori disagi per la nutrita platea internazionale di addetti ai lavori e collezionisti confluita a Parigi.
Livia Montagnoli
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