Il contributo di 1,4 miliardi di euro del Colosseo all’economia italiana. Lo dice uno studio

Lo studio del team italiano di Deloitte, gruppo di consulenti finanziari con sede nel Regno Unito, attesta il valore del Colosseo: economico perché contribuisce per 1,4 miliardi di euro all’anno all’economia italiana. Ma soprattutto sociale, come icona globale, pari a 77 miliardi di euro

Il Colosseo contribuisce per 1,4 miliardi di euro all’anno all’economia italiana (in termini di contributo al PIL) come attrazione turistico-culturale ed ha un valore sociale pari a circa 77 miliardi di euro. Rappresenta non solo il simbolo più famoso di Roma ed il monumento più visitato nel nostro Paese, ma un’icona di interesse globale. Solo nel 2019, oltre 7 milioni di persone provenienti da tutto il mondo hanno visitato il Colosseo. Il suo valore non è solo economico ma soprattutto sociale”. Con queste parole Marco Vulpiani, Partner e Responsabile dell’Area Valuation, Modeling and Economic Advisory di Deloitte Central Mediterranean, introduce lo studio sul valore economico e sociale del Colosseo appena presentato presso l’Acquario Romano a Roma.

Roma città chiusa, progetto fotografico di Anton Giulio Onofri - Colosseo

Roma città chiusa, progetto fotografico di Anton Giulio Onofri – Colosseo

LO STUDIO DI DELOITTE SUL VALORE ECONOMICO E SOCIALE DEL COLOSSEO

Si tratta dello studio The value of an iconic asset. The economic and social value of the Colosseum condotto dal team italiano di Economic Advisory, specializzato in analisi di valore ed impatto economico-sociali, di Deloitte, gruppo di consulenti finanziari con sede nel Regno Unito. La ricerca è stata presentata al pubblico nel corso di un evento in cui sono intervenuti, oltre a Marco Vulpiani, Luigi Abete Presidente di Associazione Imprese culturali e creative, Valeria Brambilla Partner di Deloitte, Alessandro Onorato Assessore ai Grandi Eventi Sport e Turismo di Roma Capitale e Raffaele Oriani, Dean di Luiss Business School. “Il Colosseo rappresenta una notevole fonte di valore per Roma, l’Italia e per l’umanità. È evidente che trattandosi di un bene non alienabile, parliamo di valore non trasferibile, ancorchè esistente e di rilievo”, continua Vulpiani. “Al fine di quantificare il valore di un sito iconico, storico e culturale come il Colosseo abbiamo esaminato, analizzato e quantificato diverse configurazioni di valore. Il contributo all’economia Italiana (dall’operatività e dal turismo indotto), il valore d’uso indiretto (il valore “edonico” rappresentato dal piacere della sola vicinanza e vista di un’opera iconica unica e magnifica) ed il valore sociale del Colosseo, inteso principalmente come il valore che rappresenta la sua esistenza per la società. Per un asset iconico come il Colosseo è necessario riferirsi infatti ad una dimensione di valore che comprenda sia il valore materiale che quello immateriale. In tale accezione, il valore immateriale del Colosseo può essere maggiore rispetto al valore connesso ai benefici economici che esso può produrre. Vanno infatti presi in considerazione anche i vantaggi esterni all’economia di mercato”.

IL CONTRIBUTO DEL COLOSSEO PER 1,4 MILIARDI DI EURO ALL’ANNO ALL’ECONOMIA ITALIANA

La cifra di 1,4 miliardi non è propriamente il contributo economico del Colosseo di Roma. Quel numero sarebbe stato calcolato utilizzando fattori come la vendita dei biglietti, la partecipazione dei visitatori e la diffusione generale del denaro dei turisti che arrivano alle imprese locali. La valutazione di Deloitte si basa, infatti, sui risultati di un’indagine che comprende sia la generazione di un flusso di cassa diretto, legato all’esperienza della visita, che indiretto, attraverso la spesa turistica connessa all’esperienza nel suo complesso (quale ad esempio, ristorazione, pernottamenti etc…). “ Sulla base delle transazioni osservate nel mercato immobiliare nelle vicinanze dell’asset ed attraverso la costruzione di un modello econometrico dedicato, abbiamo stimato che il valore d’uso indiretto del Colosseo, stimato con il metodo dei prezzi edonici, è pari a oltre 400 milioni di euro”, prosegue Marco Vulpiani che aggiunge: “nel valutare un asset iconico così importante del patrimonio culturale mondiale non ci si può limitare a considerare soltanto i benefici finanziari che questo può produrre, ma anche il valore connesso alla importanza che la società riconosce all’esistenza del bene, per tutti i benefici emozionali che generati dalle sue caratteristiche di asset “iconico” unico al mondo, con oltre 2000 anni di storia, il cosiddetto valore di esistenza. Tale valore di esistenza è stato stimato, come suggerito dalla letteratura, riferendosi a quanto la collettività sarebbe disposta a pagare (la cosiddetta “Willingness To Pay”) per preservare il bene, attraverso l’utilizzo di tecniche valutative riconosciute per la valutazione di asset culturali e basate su una survey dedicata. Dalla survey condotta per stimare il valore sociale del Colosseo, è emersa in modo evidente l’importanza riconosciuta all’asset dalla società”.

COSA EMERGE DALLO STUDIO DI DELOITTE

Così, dallo studio emerge che il 97% degli intervistati ritiene molto importante od importante l’esistenza del Colosseo. L’87% ritiene che rappresenti l’attrazione culturale più importante del nostro paese; il 92% concorda sul fatto che il Colosseo debba essere preservato in ogni circostanza. Inoltre, oltre la metà (il 52%) considera il Colosseo come il fattore principale nella decisione di visitare Roma, nonostante l’immensità del patrimonio storico e culturale della città. Infine circa il 30% degli intervistati ritiene che solo gli Italiani dovrebbero pagare per la conservazione del Colosseo mentre per il restante 70%, visitatori e tutti nel mondo dovrebbero contribuire per la preservazione del Colosseo, confermando il valore riconosciuto globalmente al questo asset iconico.

L’ITALIA DELLA CULTURA COME MOTORE ECONOMICO

Il rapporto conclude che l’Italia, sede del maggior numero di patrimoni dell’umanità dell’UNESCO al mondo, può utilizzare meglio il proprio patrimonio culturale come “motore” per lo sviluppo economico. “Lo studio condotto offre un contributo importante alla capacità di quantificare il valore del Colosseo in termini economici e sociali”, conclude Fabio Pompei, Amministratore Delegato di Deloitte Central Mediterranean. “Entrambe le dimensioni, quella economica e quella sociale, sono da tenere a mente e cercare di valorizzare il più possibile quando si parla di beni culturali. Un tema che ovviamente vede l’Italia protagonista nel mondo con il maggior patrimonio culturale mondiale ed il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità secondo l’Unesco. La valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico presente nel nostro Paese deve diventare una priorità nell’agenda delle istituzioni nazionali e locali e i fondi del PNRR possono rappresentare un’opportunità per valorizzare gli asset chiave del patrimonio culturale italiano, con l’obiettivo di migliorarne l’attrattività, l’accessibilità e la nascita e sviluppo di nuovi servizi”.

– Claudia Giraud

https://www2.deloitte.com/

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Claudia Giraud

Claudia Giraud

Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate…

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