Natale in anticipo. Strenne editoriali guardando gli artisti internazionali

Quarta serie di consigli editoriali per gli amanti dell’arte. Questa volta si parla di artisti internazionali, dall’arte moderna a quella contemporanea.

Quindici giorni a Natale e noi intensifichiamo il ritmo dei consigli editoriali. Dopo i romanzi, i biopic e l’arte antica, gettiamo uno sguardo all’arte moderna e contemporanea internazionale. Partendo da Vincent van Gogh e arrivando all’altro ieri. Alla domanda “parlerete anche degli artisti italiani” rispondiamo: “Certo, fra pochi giorni!”.

Marco Enrico Giacomelli

1. VINCENT VAN GOGH E I SUOI LIBRI

Mariella Guzzoni – I libri di Vincent (Johan and Levi, Monza 2020)

La passione di Vincent van Gogh (1853-1890) per la letteratura nasce precocemente, favorita dal plurilinguismo del futuro pittore e dalla sintonia con il fratello Theo; ed è sostanziata dagli anni durante i quali entrambi lavorano per la galleria d’arte e casa editrice Goupil, pur in sedi differenti. Parte da questo dato biografico il libro di Mariella Guzzoni, che tuttavia non si limita affatto a redigere un catalogo delle letture di van Gogh. Piuttosto tale ricerca è il viatico che le permette di far entrare in risonanza parole e immagini, influenze che si muovono incessantemente dalle une alle altre, come nel disegno Sorrow del 1882, che sul lato inferiore riporta una citazione da La Femme di Michelet, consentendo così di comprendere che il disegno stesso “racconta ciò che non si vede a prima vista: maternità abbandonata”. Una lettura appassionante, che si conclude con una Cronologia selettiva a testimonianza del lavoro certosino svolto dall’autrice.

Mariella Guzzoni – I libri di Vincent
Johan and Levi, Monza 2020
Pagg. 231, € 28
ISBN 9788860102577
www.johanandlevi.com

ACQUISTA QUI il libro

2. RAYMOND DUCHAMP-VILLON E I PROBLEMI DELLA SCULTURA

Raymond Duchamp Villon – Muovere l’immoto (Castelvecchi, Roma 2019)

Molte di queste pagine possono suonare anacronistiche, ad esempio quando Raymond Duchamp-Villon (1876-1918) – scultore cubista morto 42enne, fratello di Marcel Duchamp e Jacques Villon, con cui fondò il Gruppo di Puteaux – racconta il rapporto che gli artisti hanno con gli oggetti, il tempo di maturazione che loro necessita, le difficoltà che incontrano durante la giovinezza, tacciati d’indolenza. Ma ammesso e non concesso che tale anacronismo sia veritiero, ciò non toglie che considerazioni di tal fatta in realtà ancora oggi non solo trovano riscontro nella realtà, ma sono utili per ripensare alcuni “fondamentali” che troppo spesso diamo per scontati. In questo piccolo libretto si scovano allora pensieri che fanno riflettere sul rapporto fra arte e museo, in particolare fra scultura e museo: “Noi siamo affetti, o meglio, la Scultura è affetta dalla malattia del museo. Là si vuole stia ciò che non ci è mai stato, e là si cataloga qualunque cosa venga prodotta. È un’assurdità. È un’assurdità che poco a poco distoglie gli scultori dalla loro vera arte: diventano modellatori di soprammobili, a seconda dell’occorrenza ingranditi a monumenti o ridotti a soggetti da pendola”. Di converso, non suona stonata la celebrazione per i cinquant’anni della Tour Eiffel, monumento architettonico e ingegneristico che ha costituito, secondo Duchamp-Villon, l’apice del “ciclo del ferro”, in seguito al quale si sta aprendo – siamo nel 1913 – quello del cemento armato utilizzato dai fratelli Perret. Altro che “com’era, dov’era”.

Raymond Duchamp-Villon – Muovere l’immoto
Castelvecchi, Roma 2019
Pagg. 76, € 10
ISBN 9788832824766
www.castelvecchieditore.com

ACQUISTA QUI il libro

3. EDWARD HOPPER E I SUOI LIBRI MASTRO

Edward Hopper. Dipinti e disegni dai libri mastri (Jaca Book, Milano 2020)

Spesso la critica la riduce ai minimi termini: quella di Edward Hopper (1882-1967) sarebbe una mera e meccanica trasposizione su tela di un’inquietudine suscitata dalla spersonalizzazione urbana. Ne discenderebbe una tecnica quasi istintiva, umorale, illustrativa. Tale povertà ermeneutica è sbugiardata ancora una volta dalla pubblicazione di una selezione dai libri mastro di Hopper, ricchissimi di annotazioni redatte in gran parte dalla sciagurata moglie Jo (l’artista non era esattamente un campione di rispetto nei suoi confronti). Si tratta di descrizioni che mescolano indicazioni cromatiche, prospettiche, compositive, ma altresì interpretative. Ecco quanto annotato a proposito di Second Story Sunlight (1960): “Luce sole del mattino su facciate bianche a punta. 2 figure: capelli bianchi, gotico e anziano e “pupa”: ‘Brava pupa, sveglia ma non turbolenta. Un agnello travestito da lupo’. Citazione del pittore. Cielo immoto, blu cobalto. Alberi verdi, (blu cobalto, giallo cad., blu oltremare) Tronchi strisce verticali luce fredda. Tetto portico a D. rosso. Tetti neri – niente dettagli”.

Edward Hopper. Dipinti e disegni dai libri mastri
Jaca Book, Milano 2020
Pagg. 152, € 50
ISBN 9788816606210
www.jacabook.it

ACQUISTA QUI il libro

4. MARC CHAGALL FRA VOLTI E VETRATE

Sylvie Forestier – Chagall. La scena umana (Jaca Book, Milano 2020)

Direttrice storica del Museo Nazionale Messaggio Biblico Marc Chagall di Nizza, istituito da André Malraux quand’era ministro, Sylvie Forestier è morta nel 2015. La sua eredità è costituita da un numero importante di pubblicazioni e curatele, in particolare sull’artista russo. La monografia sulle vetrate realizzate da Marc Chagall (1887-1985), a cui la Forestier contribuisce, è davvero una chicca. Non si discute delle “solite” incisioni e litografie firmate, che abbiamo visto mille volte e di cui pare ne esista un numero paradossalmente infinito (tutte firmate, si badi bene). Qui si ragiona – insieme al maestro vetraio dell’artista, Charles Marq, e alla moglie di quest’ultimo, Brigitte Simon – di capolavori dispiegati lungo trent’anni, dalla seminale Chiesa di Notre-Dame de Toute Grâce ad Assy alla Cattedrale di Saint-Étienne a Metz, dall’imponente La Pace alla sede ONU di New York alle tre bifore dell’Art Institute di Chicago.
Chagall: la scena umana è invece totalmente a firma di Forestier ed è tripartito. I volti di Chagall inizia con un autoritratto del 1910, un inchiostro su carta senza infamia e senza lode. Ma con Me dell’anno seguente cambia tutto: all’inchiostro si aggiunge l’acquerello e c’è praticamente già tutto Chagall – nell’inclinazione del viso, nelle mani, nei piani sovrapposti che dissolvono la continuità prospettica… Curiosa la ricerca investigativa degli autoritratti nascosti nei trittici e nella serie Messaggio biblico. La seconda parte è una analisi del trittico Resistenza, Resurrezione, Liberazione mentre la terza studia il rapporto dell’artista russo con il teatro, che comprende pagine memorabili come il fondale per L’Uccello di fuoco di Stravinsky per il New York City Ballet nel 1945 per finire con Il flauto magico di Mozart alla Metropolitan Opera di New York nel 1967.

AA.VV. – Chagall: le vetrate
Jaca Book, Milano 2020
Pagg. 240, € 50
ISBN 9788816606173
www.jacabook.it

ACQUISTA QUI il libro

Sylvie Forestier – Chagall: la scena umana
Jaca Book, Milano 2020
Pagg. 246, € 70
ISBN 9788816605978
www.jacabook.it

ACQUISTA QUI il libro

5. ALBERTO GIACOMETTI IL DISEGNATORE

Patrick de Vries – Alberto Giacometti and the Perception of Reality (Hatje Cantz, Berlino 2019)

Patrick de Vries ha licenziato un saggio colto e importante su Alberto Giacometti (1901-1966) e l’editore tedesco lo ha pubblicato nella veste che meritava, con un formato adeguato e un’abbondanza di riproduzioni a colori in alta qualità. Un libro rilevante perché ha il merito di concentrarsi non sulle celeberrime sculture dell’artista svizzero, bensì sui disegni e su quanto tale pratica abbia informato la sua maniera di “percepire la realtà”. La ricostruzione storica è rigorosa e fra le tappe giovanili spicca la visita della Biennale di Venezia nel 1920 insieme al padre Giovanni: in Laguna scopre Cézanne ma inevitabilmente anche uno scrigno di tesori artistici e architettonici che gli resteranno impressi nel corso della sua intera vita. Ampio spazio è dedicato alla scena parigina prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale, con i rapporti che legano Giacometti a Masson e Balthus, ma anche in questo caso l’autore del saggio sceglie di approfondire alcuni aspetti meno noti, come lo stretto legame che Giacometti stringe con Isaku Yanaihara, che gli spalanca il mondo dell’arte cinese e giapponese.

Patrick de Vries – Alberto Giacometti and the Perception of Reality
Hatje Cantz, Berlino 2019
Pagg. 224, € 40
ISBN 9783775745277
www.hatjecantz.de

ACQUISTA QUI il libro

6. BARNETT NEWMAN IN TEORIA

Barnett Newman – All’origine della nuova astrazione (Christian Marinotti, Milano 2019)

Il saggio più noto di Barnett Newman (1905-1970) è Il sublime è adesso, datato 1948 e lungo appena tre pagine. Nulla di strano: si pensi a Walter Benjamin, che di lavoro scriveva e non dipingeva, noto ai più per il breve L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica. Fatta pace con la questione della sintesi, perché leggere cosa scrive Newman? Perché la sua attività critica è piuttosto notevole, ben lungi dalla mera estensione di statement e manifesti di poetica. Pagine illuminanti descrivono ad esempio il rapporto con Clement Greenberg, altre partono da un fatto di paleontologia per ragionare sul rapporto tra scienza e umanismo. A ulteriore riprova che il detto “stupido come un pittore” è stupido.

Barnett Newman – All’origine della nuova astrazione
Christian Marinotti, Milano 2019
Pagg. 112, € 12
ISBN 9788882731724
www.marinotti.com

ACQUISTA QUI il libro

7. ISA GENZKEN A 3 DIMENSIONI

Anna Rosellini – Isa Genzken (Postmedia Books, Milano 2020)

È un’artista tutt’altro che “facile”, Isa Genzken (1948). La sua è una solida e continua formazione di natura filosofica e storica, applicata a un modo di fare scultura che l’avvicina proficuamente alla processualità architettonica, ma non per le dimensioni delle sue opere, che spaziano con agevolezza dal micro al macro. Piuttosto è un’architettura che, come sottolinea l’autrice di questo piccolo e prezioso libro, la accomuna a Rem Koolhaas nella resistenza al Postmodern. A complicare ancor di più le cose, il fatto che, fra le opere più stimolanti, figurino sin dai primi Anni Settanta libri fotografici come Berlin, 1973, per arrivare a I Love New York, Crazy City del 1996 – perché, come dichiara la stessa Genzken, “penso che la fotografia abbia molto a che fare con la scultura”.

Anna Rossellini – Isa Genzken
Postmedia Books, Milano 2020
Pagg. 106, € 12
ISBN 9788874902569
www.postmediabooks.it

ACQUISTA QUI il libro

8. AI WEIWEI E I RIFUGIATI

Ai Weiwei – Umanità (Damocle, Venezia 2019)

Ventitré Paesi: sono quelli attraversati da Ai Weiwei (1957) per raccontare la drammatica questione dei rifugiati – che sono tali per ragioni anche assai diverse le une dalle altre: guerra e carestia, dittatura e discriminazione… Il libro è però assai diverso da quel che ci si potrebbe aspettare: nessuna opera dell’artista-architetto, solo testo. E quanto a quest’ultimo, non un testo unico, ma un collage elaborato da Larry Warsh pescando da fonti disparate, che spaziano dai podcast alle interviste. Un totale di 132 dichiarazioni, tutte debitamente numerate e completate dalla fonte da cui sono tratte. Già che ci siete, guardate anche il film Coronation montato dallo stesso Ai Weiwei.

Ai Weiwei – Umanità
Damocle, Venezia 2019
Pagg. 143, € 10
ISBN 9788832163087
edizionidamocle.wordpress.com

ACQUISTA QUI il libro

9. THOMAS FRONTINI E L’AUTOREVOLEZZA

Cornelia Lauf (ed. by) – Thomas Frontini (MER Books, Gent 2019)

Ipotizziamo di non conoscere Thomas Frontini (1967), artista nato a Kingston e residente a Cleveland, in Ohio. Ipotizziamo di scovarne una monografia, pubblicata da una raffinata casa editrice belga, che nel suo catalogo ha artisti del calibro di Matt Mullican e Kris Martin. Supponiamo che quelle vaghe reminiscenze di Magritte e Dalí nella sua pittura ci intrighino ma che resti un briciolo di dubbio. Allora occorre capire chi ne scrive, chi lo segue, chi ne conosce a fondo l’opera, chi – nella fattispecie – cura il libro in oggetto. E se il nome risponde a Cornelia Lauf, PhD alla Columbia e un curriculum da studiosa, docente e curatrice di altissima qualità, allora questa è una buona ragione per mettere i dubbi da parte e mettersi di buzzo buono a studiare i dipinti di Frontini.

Cornelia Lauf (ed. by) – Thomas Frontini
MER Books, Gent 2019
Pagg. 144, € 45
ISBN 9789089319500
merpaperkunsthalle.org

ACQUISTA QUI il libro

10. ALICJA KWADE LA SCULTRICE

Alicja Kwade. In Aporie (Hatje Cantz, Berlino 2019)

Magari è un termine desueto, sta di fatto che Alicja Kwade (1979), artista polacca di stanza a Berlino, è fra le più interessanti scultrici degli ultimi anni. Ne avrete notate le opere, prodotte con il sostegno di Patrizia Sandretto, alla Biennale di Venezia del 2017, in particolare al termine dell’Arsenale, all’interno e all’esterno. Questo tomone ne racconta l’opera in occasione di una mostra che ha circolato tra Finlandia e Danimarca, con i saggi di Marie Nipper (direttrice di Copenhagen Contemporary), Arja Miller (capo curatrice all’EMMA – Espoo Museum of Modern Art) e Minik Rosing (docente di geologia in forze al Natural History Museum of Denmark). Tra sfere in pietra perfettamente levigata, specchi, sospensioni in precario equilibrio e torsioni dei materiali più vari. In pratica, una antologica su carta.

Alicja Kwade. In Aporie
Hatje Cantz, Berlino 2019
Pagg. 368, € 58
ISBN 9783775745444
www.hatjecantz.de

ACQUISTA QUI il libro

Dati correlati
AutoriVincent Van Gogh, Edward Hopper, Marc Chagall, Alberto Giacometti, Isa Genzken, Ai Weiwei , Thomas Frontini, Alicja Kwade
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, la Libera Università di Bolzano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.