Natale in anticipo. Strenne editoriali a suon di romanzi

Parte questo venerdì e sarà un appuntamento fisso. Una serie di consigli editoriali per regalare libri a Natale. Ogni settimana, una manciata di pubblicazioni recenti, raccolte per genere, interessi, tema. Cominciamo con i romanzi, quelli che però, in qualche modo, hanno a che fare con l’arte e il suo mondo.

1. GABRIELE SASSONE – UCCIDI L’UNICORNO

Gabrele Sassone – Uccidi l’unicorno (il Saggiatore, Milano 2020)

Questo primo romanzo di Gabriele Sàssone è un saggio letterario. Più chiaramente: è innanzitutto un’opera ascrivibile al regno della narrativa, e in un secondo tempo è un saggio. La distinzione ha una mera funzione esplicativa, perché le due anime sono talmente intrecciate da essere inestricabili, e qui sta uno dei tanti pregi del libro.
Però è bene tenerlo a mente, poiché questa prova è altresì la traduzione su pagina di un rovello che l’autore del libro e l’autore della recensione affrontano da anni, su questa testata e, da colleghi, nel corso di Critical Writing alla NABA di Milano. Si tratta in quest’ultima sede di comprendere come l’esempio più eccelso di saggistica letteraria in campo artistico, Roberto Longhi, potrebbe essere affiancato da meritevoli esempi di letteratura saggistica. È il compito di un’ecfrasi che si spinge al di là della graziosa descrizione a parole di un’opera d’arte; è il perseguimento di un obiettivo più ambizioso: raccontare una storia letterariamente valida all’interno della quale le arti visive (le opere e il “sistema”) siano affrontate con cognizione di causa. E non è un caso che di romanzi “a sfondo” musicale, cinematografico, teatrale ce ne siano parecchi, mentre l’opacità dell’artworld abbia intaccato anche la letteratura che ha provato a confrontarsi con esso, producendo spesso romanzi ombelicali oppure privi di attinenza con la realtà.
Ci voleva il coraggio di metterci dentro la propria esperienza senza recriminazioni ma altresì senza remore; ci voleva la serenità di chiamare in causa la fabbrica anche a Milano, e di testimoniare come non si tratti di una realtà obsoleta; di farlo senza acrimonia, lucidamente, senza tacere la fierezza di una carriera ma neppure la frustrazione per un bilocale in periferia. Dentro tutto questo, dentro un romanzo intimista nel miglior senso del termine, se ad esempio il Grande Vetro di Duchamp non stona – non solo citato, ma descritto, raccontato, analizzato, criticato – allora vuol dire che si sta scrivendo un romanzo che, con tatto, comunica quanto gli stia stretta la scansìa dedicata alla letteratura, ma che, se collocato in quella della critica d’arte, suggerirebbe un trasloco inverso.
Riassumendo: Epoca del lavoro culturale interiore. Che è poi il sottotitolo di Uccidi l’unicorno.

Gabriele Sassone – Uccidi l’unicorno
Pagg. 220, € 19
ISBN 9788842826651
il Saggiatore, Milano 2020
www.ilsaggiatore.com
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2. PIERA VENTRE – SETTE OPERE DI MISERICORDIA

Piera Ventre Sette opere di Misericordia (Neri Pozza, Vicenza 2020)

Al suo secondo romanzo – dopo Palazzokimbo (2016), sempre edito da Neri Pozza – Piera Ventre mette al centro della narrazione una Napoli popolare, collocata temporalmente a inizio Anni Ottanta, fra il terremoto (anzi: i terremoti) che sconvolse Basilicata e Campania e la tragedia del piccolo Alfredino, precipitato in un pozzo artesiano. Questi i fatti e i luoghi che costituiscono il quadro all’interno del quale si sviluppa la saga della famiglia Imparato: dal padre Cristoforo, prima tipografo e poi guardiano di cimitero, ai due ospiti che, per diverse ragioni, si aggiungono al nucleo originario.
C’è tuttavia un altro elemento, sullo sfondo ma con rapide e pungenti emersioni, sin dal titolo e causando talora sindromi di Stendhal: è Caravaggio, con la sua opera Sette opere di Misericordia. “Dov’era stato sfregiato, Caravaggio? Alla locanda del Cerriglio, nei pressi del porto, ricordava. Non c’era ancor stato in quel vicolo, che immaginava simile a quelli che percorreva nei Decumani. Umidi, con un odore terragno che si mischiava a quello dei cibi cucinati nelle trattorie e nei tuguri con l’affaccio sulle vie. E quando si trovò al cospetto delle ‘Sette opere di Misericordia’ il battito gli divenne doloroso, dovette inspirare a fondo prima di poter aprire bocca, tanto che Rosaria, impudente, lo scrollò per una manica e gli chiese: ‘Professo’, che d’hè? Non vi sentite buono?’”.

Piera Ventre – Sette opere di Misericordia
Neri Pozza, Vicenza 2020
Pagg. 416, € 19
ISBN 9788854519565
neripozza.it
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3. JOANN SFAR – MODELLO DAL VERO

Joann Sfar Modello dal vero (Clichy, Firenze 2020)

Nizzardo classe 1971, Joann Sfar non è un romanziere. Nel senso che non è solo questo e lo è soprattutto in senso lato: il suo successo lo deve infatti innanzitutto alla sua attività di graphic novelist, grazie alla quale ha vinto il Grand Prix de la ville d’Angoulême nel 2004 e il Premio Andersen nel 2019. Ma è anche un regista di egual successo, con film (animati) tratti dai suoi stessi fumetti: per limitarsi a un esempio, ricordate Gainsbourg (vie héroïque) del 2010, dedicato al mitico Serge Gainsbourg?
Ebbene, oltre a tutto ciò – e a diversi altri impegni – Sfar scrive anche dei romanzi, e fra questi c’è una autobiografia romanzata che, con Modello dal vero, giunge al suo terzo capitolo. L’ambientazione è l’Académie des Beaux-Arts di Parigi, che naturalmente lo stesso Sfar ha frequentato, solo che qui diventa professore di disegno coinvolto suo malgrado in un dibattito pubblico sulle molestie sessuali.
Quindi un romanzo con solide ma libere attinenze alla realtà, che si fanno più stringenti quando si deve raccontare la storia dell’arte e della cultura, in particolari francesi. E più si conosce la realtà dei cugini d’oltralpe, più si apprezzano queste pagine.

Joann Sfar – Modello dal vero
Clichy, Firenze 2020
Pagg. 200, € 17
ISBN 9788867997121
edizioniclichy.it
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4. MICHEL HOUELLEBECQ – SEROTONINA

Michel Houellebecq – Serotonina (La nave di Teseo, Milano 2019)

Il libro nel quale Michel Houellebecq ha parlato più da vicino del mondo dell’arte è La carta e il territorio (2010), romanzo “giallo” il cui protagonista è l’artista Jed Martin. In Serotonina il discorso è ben lontano da questi argomenti, anche se le problematiche di fondo restano le medesime, alle quali il controverso scrittore francese è indissolubilmente legato – dovendo riassumerle in un’unica espressione: i mali del mondo capitalista globalizzato.
L’arte non è tuttavia assente neppure qui: il protagonista si rende conto della propria difficoltà (impossibilità?) di stare al mondo anche “grazie” alla mostra di tal Daikichi Amano (“esponeva immagini di ragazze nude ricoperte di bestie ripugnanti tipo anguille, polipi, scarafaggi, lombrichi…”) e il suo inesausto interesse per il sesso passa attraverso la citazione de La vita sessuale di Catherine M., scritto dalla fondatrice di Art Press Catherine Millet.
Troppo poco per considerarlo un romanzo che appartiene all’insieme di quelli attinenti il mondo dell’arte? Probabilmente sì, ma per leggere Houellebecq ogni scusa è buona.

Michel Houellebecq – Serotonina
La nave di Teseo, Milano 2019
Pagg. 332, € 19
ISBN 9788893447393
www.lanavediteseo.eu
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5. PREMIATA DITTA – PROFILES

Premiata Ditta – Profiles (Meltemi, Milano 2020)

Ha sempre lavorato in maniera collettiva il duo Premiata Ditta, composto da Anna Stuart Tovini e Vincenzo Chiarandà, e sempre esplorando i bordi dell’attività artistica. Ne è prova eloquente il progetto editoriale Undo.net, ora consultabile in forma d’archivio digitale, il primo in Italia a mettere insieme giornalismo, critica, Internet ed editoria – parliamo del 1995, davvero l’alba in questo campo.
Non stupisce dunque che anche questo progetto, realizzato nelle Azzorre, abbia coinvolto gli abitanti dell’isola di Graciosa; un coinvolgimento reale, non quelle finte partecipazioni a cui ci hanno purtroppo abituato tanti presunti progetti di arte relazionale. La Premiata Ditta ci si è rapportata davvero con quelle persone, ci ha parlato, ci si è confrontata, e la mostra che ne è seguita, con dieci magnifici disegni, è stata soltanto una tappa di questo incontro. Un’altra risiede in questo libro smilzo e prezioso, che racconta in punta di penna una decina di esperienze dialoganti, affiancando il ritratto a pennarello (non della persona, ma del suo ambiente) a parole misurate e intime.

Premiata Ditta – Profiles
Meltemi, Milano 2020
Pagg. 88, € 12
ISBN 9788855191111
www.meltemieditore.it
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6. STEFANO DI LAURO – TROPPO LONTANO PER ANDARCI E TORNARE

Stefano Di Lauro – Troppo lontano per andarci e tornare (Exòrma, Roma 2019)

Stefano di Lauro è un attore teatrale. Da attore, lavora anche nel cinema, mentre nel teatro fa anche il regista. Non è nuovo nemmeno nel campo della scrittura narrativa, e non è poco, considerato che è nato nel 1992.
Il suo Troppo lontano per andarci e tornare, pubblicato dalla raffinatissima casa editrice romana Exòrma, è lo specchio di un autore che degli steccati disciplinari si preoccupa ben poco, e anche di quel che potrebbe pensare un addetto al marketing editoriale. E allora propone la storia di un circo che si imbarca nella stiva di un mercantile a fine Ottocento, per un viaggio picaresco che ha antenati assai illustri ed è davvero pieno zeppo di spunti e suggestioni. Se avete qualche dubbio, andate a cercare il capitolo in cui si parla di un certo Icare Méliès e della folgorazione che riceve, non sulla via di Damasco ma su un viale di Parigi.

Stefano di Lauro – Troppo lontano per andarci e tornare
Exòrma, Roma 2019
Pagg. 344, € 16,50
ISBN 9788898848690
www.exormaedizioni.com
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7. DARIA COLLOVINI – LA BALLERINA DI DEGAS

Daria Collovini La ballerina di Degas (Gaspari, Udine 2019)

Ancora ci si accapiglia intorno alla scultura Piccola danzatrice di quattordici anni di Edgar Degas, che al mondo dei “petits rats” ha dedicato una serie straordinaria di pastelli. Un mondo che, come spesso accade, era ben diverso da quel che generalmente si crede di sapere: le piccole ballerine dell’Opéra – e a maggior ragione in altre realtà meno celebri – erano spesso di basso ceto sociale, di fatto vendute agli impresari in cambio di un tozzo di pane; si allenavano fino allo sfinimento e non di rado erano oggetto di molestie e tratta sessuale.
Vivaddio ora la situazione è totalmente diversa ed è nella contemporaneità che si svolge il romanzo di Daria Collovini, diviso tra Milano e Parigi, tra mondo della danza e mondo dell’arte, della fotografia per essere più precisi. Quel che è rimasto invariato è il clima di profonda e talora spietata rivalità.
Da sottolineare la precisione dell’autrice, che per scrivere queste pagine si è documentata a lungo, mettendosi in contatto diretto con ballerini e ballerine – e non sempre avviene, anzi. Da citare inoltre che il romanzo, come ci ha raccontato Collovini, è stato ispirato dal progetto fotografico The Body of the Soul di Euro Rotelli.

Daria Collovini – La ballerina di Degas
Gaspari, Udine 2019
Pagg. 329, € 18,50
ISBN 9788875417147
www.gasparieditore.it
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8. ELEONORA MARANGONI – LUX

Eleonora Marangoni – Lux (Neri Pozza, Vicenza 2019)

Non capita spesso che un architetto sia il protagonista di un romanzo. E dire che, forse più dell’arte contemporanea, l’architettura è argomento di discussione mainstream, ahinoi spesso – almeno in Italia – per affossare progetti innovativi e di qualità. Ebbene, qui il protagonista non soltanto è un architetto, è un light designer, e crediamo si tratti di un esordio assoluto fra le professioni narrative, per così dire.
L’autrice è Eleonora Marangoni, romana con studi parigini in letteratura comparata (procuratevi il suo Proust. I colori del tempo, edito da Electa nel 2014: ne vale la pena) e un presente da copywriter. E si vede. Leggete l’estratto di quest’elenco, tra la Vertigine della lista di Eco, il Museo dell’Innocenza di Pamuk e una Wunderkammer raccontata da Longhi: “Se un antiquario fosse stato chiamato per un sopralluogo, avrebbe di certo notato un mulinello musicale per pescatori spiritosi, un portachiavi a forma di chiave, due rarissimi pettinini d’avorio per sopracciglia spesse, […] una macchina da cucire per la carta […] e il formidabile acquario in vetro smerigliato per pesci timidi di Alphonse Allais; un tavolino a forma di clessidra per vere cene in tête-à-tête, […] un apparecchio in legno e metallo di fabbricazione tedesca che serviva alternativamente a mettere i puntini sulle i e a far buchi nella cintura”.

Eleonora Marangoni – Lux
Neri Pozza, Vicenza 2019
Pagg. 251, € 17
ISBN 9788854516632
http://neripozza.it
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Marco Enrico Giacomelli

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AutoriGabriele Sassone, Premiata Ditta
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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, la Libera Università di Bolzano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.