Il visionario fumetto di un mangaka italiano in Giappone

Influenzato da maestri del manga cyberpunk come Masamune Shirow, Luca Tieri realizza “Vecta”, un vertiginoso fumetto disegnato in stile giapponese. Tra biker, reietti e pericolosi complotti.

Luca Tieri – Vecta (Coconino Press, Roma 2021)
Luca Tieri – Vecta (Coconino Press, Roma 2021)

Per capire chi è Luca Tieri (Torre del Greco, 1978) basta fare visita al suo sito ufficiale, dove campeggiano decine di coloratissime illustrazioni in quella che possiamo definire una galleria d’arte pop abitata da personaggi che entrerebbero di buon grado nel “mangamondo”, in mezzo a omaggi al cinema e alla musica (David Bowie), e a personali interpretazioni di divi e dive degli anime: Akira o le due protagoniste di Dirty Pair.
Per apprezzare Luca Tieri, con alle spalle un mosaico professionale che lo vede illustratore, character designer, fotografo e ovviamente fumettista, basterebbe rileggere le sue interviste in Rete per capire che del mondo dei fumetti possiede una visione romantica e onnivora. Con quello giapponese in particolare la dialettica è intima, ripagata da una passione che si ritrova prima di tutto nelle sue tavole, ma anche in una conoscenza di lunga data della materia. Oltretutto il Giappone non è un miraggio artistico di seconda mano che rivive soltanto nei suoi fumetti, ma una vera e propria casa, dal momento che Tieri lì ci abita. Un vantaggio innegabile per il fumetto Vecta, da poco uscito per Coconino Press: lavoro coraggioso e con una fretta del diavolo addosso. Un’opera, soprattutto, disposta a ragionare in maniera più esigente su come creare manga stando dall’altra parte della barricata, facendo cioè i gaijin manga, e legittimare così una personale visione di quel mondo.

Luca Tieri – Vecta (Coconino Press, Roma 2021). Copertina
Luca Tieri – Vecta (Coconino Press, Roma 2021). Copertina

IL NUOVO FUMETTO DI LUCA TIERI

Deve esserci qualcosa di augurale nella scelta di disegnare un fumetto come Vecta guardando ai fumetti fantascientifici e cyberpunk, ma lasciando in sottofondo un’anima artistica che in realtà scivola tra molte più scuole fumettistiche.
Nella Tokyo del 2055, un hacker di nome Telemaco e la giovane Irina, pilota di turbomoto e ghost writer insoddisfatta con il ricordo della madre Hiroko ancora vivo in lei, collaborano con i servizi segreti nella creazione di un’intelligenza artificiale con capacità di interazione mai viste prima: Vecta, appunto. Il progetto nasconde però dei lati oscuri che i due si vedono costretti ad affrontare per non dover tornare all’ingrata vita di prima.

Luca Tieri – Vecta (Coconino Press, Roma 2021)
Luca Tieri – Vecta (Coconino Press, Roma 2021)

OMAGGIO ALLA VELOCITÀ

Va bene le definizioni di prammatica, va bene le influenze e gli incroci affollati di nomi importanti, ma questo di Luca Tieri è pur sempre un fumetto tutto suo. Che l’autore impazzisca per Masamune Shirow, Katsuhiro Otomo, Hisashi Educhi e Kenichi Sonoda si vede nella costellazione visiva di Vecta e nei particolari: gli occhi delle protagoniste, le linee cinetiche che invitano a far parte di tutta la velocità che Tieri inietta perché, si sa, ai manga giapponesi il ruggito dei motori piace (in una vignetta sentiamo infatti dire: “La velocità è una cosa che hai dentro”). Una sintesi a fumetti di un particolare universo creativo in cui l’umano e l’artificiale si combinano in un calembour mai sazio di ispirazioni e suggestioni.

Luca Tieri – Vecta (Coconino Press, Roma 2021)
Luca Tieri – Vecta (Coconino Press, Roma 2021)

UN MANGA TRA FINZIONE E REALTÀ

Come altri disegnatori, Luca Tieri presenta un futuro dell’umanità ahinoi sempre più prossimo, in cui l’autorità separa e categorizza gli individui, spesso servendosene o falsificando i destini degli indesiderati per arrivare allo scopo supremo. Qui abbiamo un bel po’ di reietti, tanti scavezzacollo che amano assaporare la vita sul bordo o sfidando quella stessa autorità e i poteri che si nascondono dietro.
Quando diciamo che Vecta è un fumetto tutto di Tieri, nonostante i rispettabili numi tutelari, intendiamo dire che quel mondo del futuro ha una sua autonomia e una credibilità: i cattivi sono davvero cattivi, e gli individui per gran parte del tempo vivono un’esistenza di bugie e apparenze. Non appena si scrolla di dosso i colori sgargianti e i suoi personaggi cominciano a circolare in bianco e nero, Vecta ha però un’altra fisionomia, molto più solida e indipendente. Shirow ed Eguchi restano a vigilare dall’alto, o dall’altra parte della realtà, come orgogliosi deus ex machina, ma intanto il fumetto tira fuori una grintosa coscienza spettacolare e una sua voce (belli “Frangettina” e “Lurida faccia da pane affumicato!”, in un mix controllato con battute e termini in sintonia alla materia narrata). Come se, con tutto quello che si dice delle intelligenze artificiali e della finzione, anche l’opera di Luca Tieri prendesse consapevolezza di sé nella dimensione manga, fregandosene dello stile, e usando la retorica sci-fi per un viaggio di sola andata verso la libertà.

Mario A. Rumor

Luca Tieri – Vecta
Coconino Press, Roma 2021
Pagg. 240, € 22
ISBN 9788876185373
www.coconinopress.it

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Mario A. Rumor
Ha scritto di cinema e televisione per Il Mucchio, Empire Italia, Lettera43, Just Cinema e numerose altre riviste italiane e inglesi, tra cui Protoculture Addicts, TelefilmMagazine, Retro, Widescreen, DVD World, ManGa!, Scuola di Fumetto e Leggere:Tutti. Con Weird Book ha collaborato al volume “Joe Dante. Master of Horror” con un saggio su Gremlins, e pubblicato le monografie “Un cuore grande così. Il cinema di animazione di Isao Takahata” (2019, seconda edizione), “Osamu Dezaki. Il richiamo del vento” (2019). È inoltre autore di “Tōei Animation. I primi passi del cinema animato giapponese” (Cartoon Club, 2012), “Created By. Il nuovo impero americano delle Serie Tv” (Tunué, 2005) e “Come bambole. Il fumetto giapponese per ragazze” (Tunué, 2005). Vincitore nel 2015 del Premio Letterario Nazionale “Trichiana Paese del libro” e del premio speciale Casse Rurali Valli di Primiero e Vanoi nell’ambito del prestigioso premio letterario “Grenzen-Frontiere”.