Mafalda incontra Pimpa. A Roma il dialogo tra due autentiche icone del fumetto: intervista ai curatori

La mostra “Mafalda & La Pimpa” porta per la prima volta a Roma il dialogo tra le celebri creature di Quino e Altan: due visioni dell’infanzia, tra ironia, scoperta e critica del mondo adulto, raccontate attraverso oltre 120 opere originali

Ci sono analogie che sembrano ovvie nel momento in cui le vedi, ma che non avevi ipotizzato prima. Così è per l’inedito accostamento tra Mafalda e Pimpa, due personaggi simbolo dell’infanzia globale, che nel corso dei decenni hanno raccontato in maniera ineguagliabile le loro rispettive generazioni, diventando testimoni di cosa vuol dire essere bambini, oggi come ieri. Creati dai loro autori a dieci anni di distanza (la prima nel 1964, l’altra nel 1975), i due amati soggetti illustrati sono per la prima volta posti in dialogo nell’ambito di un progetto espositivo in apertura a Roma. Ad accogliere la mostra è l’Instituto Cervantes, che rinnova per l’occasione la collaborazione con ARF! Festival (partner dell’iniziativa insieme a Franco Cosimo Panini, Quipos S.r.l. e Caminito S.a.s. agenzia letteraria).

I fumetti di Quino e Altan a confronto

Visitabile dal 14 maggio all’11 luglio, la mostra – dal titolo Mafalda & La Pimpa – è un omaggio ai due maestri della nona arte, presenti nelle sale dell’Istituto grazie ai due personaggi più iconici della loro rigogliosa produzione, raccontati attraverso un gran numero di strip e tavole originali. Da un lato Mafalda, la bambina dai capelli corvini creata da Quino, osserva il quotidiano con lucidità disarmante. Le sue domande sono semplici solo in apparenza, perché mettono in crisi la grammatica stessa del mondo adulto: guerra, ingiustizia, autorità, futuro vengono passati al vaglio di uno sguardo che non accetta risposte comode. Dall’altro lato la Pimpa, nata dalla mano di Altan, abita un universo in cui la scoperta è continua, ma mai minacciosa. Il suo mondo è fatto di incontro, gioco, trasformazione gentile. Anche quando si avventura nell’ignoto, la Pimpa torna sempre a casa da Armando, figura adulta rassicurante: qui l’infanzia non è una domanda aperta sul dolore del mondo, ma una possibilità di relazione e meraviglia. Insomma, quella a Roma è una mostra che parla di infanzia, certo, ma che pone dei quesiti che invitano gli adulti a soffermarsi su questo territorio “minore” della nostra vita, punto di osservazione privilegiato per comprendere e raccontare il mondo. Ne abbiamo parlato con i due curatori della rassegna, Stefano Piccoli e Daniele Bonomo.

Intervista ai curatori

Mafalda e Pimpa: due icone del fumetto mondiale, accostate per la prima volta a Roma. Perché? Come siete arrivati a concepire il progetto?
L’idea nasce dal desiderio di mettere in dialogo due personaggi che appartengono all’immaginario di generazioni diverse, ma che continuano a parlare al presente. Mafalda e la Pimpa arrivano da contesti lontani e da poetiche molto diverse, ed è proprio per questo che ci sembrava interessante farle incontrare nello stesso spazio. Da una parte Quino, con uno sguardo critico e lucidissimo sul mondo adulto; dall’altra Altan, con una narrazione capace di trasformare la scoperta in relazione e meraviglia. Riunirle significa attraversare più di cinquant’anni di storia, di segni e di parole.

Quali sono le analogie tra i due personaggi a vostro avviso, e come vengono esposte all’interno del percorso espositivo?
L’analogia più forte è nella semplicità apparente. Mafalda e la Pimpa parlano con un linguaggio immediato, accessibile anche ai bambini, ma dietro quella chiarezza c’è una profondità enorme. La mostra mette a confronto le riproduzioni Artist’s Edition delle strip di Mafalda (quindi in lingua spagnola, con le traduzioni accanto) e le tavole originali della Pimpa, lasciando emergere due modi diversi di guardare la realtà attraverso l’infanzia. La Sala Dalí, nella suoi tre spazi, ospiterà dunque più di 120 opere equamente divise tra i due grandi autori: la sala più grande esporrà le strip e le tavole di entrambi, le due sale contigue saranno invece dedicate l’una interamente a Quino e l’altra interamente ad Altan.

Il mondo dell’infanzia tra Pimpa e Mafalda

Il mondo dell’infanzia è il destinatario privilegiato di questa iniziativa. Quale immagine di questo “territorio” ci restituiscono Pimpa e Mafalda?
Mafalda e la Pimpa ci ricordano che l’infanzia non è un territorio minore, ma un punto di osservazione privilegiato sulla realtà. Mafalda guarda il mondo adulto e ne mette in crisi le contraddizioni: la guerra, le ingiustizie, l’autorità, il futuro. La Pimpa, invece, abita un universo in cui la scoperta è continua ma mai minacciosa, fatto di incontri, gioco e meraviglia. Insieme restituiscono un’immagine dell’infanzia complessa e vitale: non solo età della tenerezza, ma spazio di pensiero, immaginazione, relazione e verità. In ogni caso, non dimentichiamoci che il claim di questa mostra è: “Parlare alle bambine e ai bambini per parlare agli adulti!”.

Alex Urso

Mafalda & La Pimpa
Instituto Cervantes
Via di Villa Albani, 16, Roma
Dal 14 maggio all’11 luglio 2026

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Alex Urso

Alex Urso

Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania).…

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