Eleonora Bruni, Ilaria Catalani, Dado, Daw, The Sparker e Chiara Zuliani. Sono loro gli autori scelti da Sio per la nuova rivista di fumetti “Shonen Ciao”. Un trimestrale dal sapore manga, da poco arrivato in edicola.

Decisamente in controtendenza rispetto alle correnti poco rassicuranti dell’editoria contemporanea, la casa editrice Shockdom lancia una nuova rivista di fumetti: un progetto ambizioso, a lungo termine, che guarda in faccia alla pandemia e alla crisi del settore col sorriso intrepido di chi non ha paura del domani. Anzi.
Coordinata da Sio – fumettista seguitissimo sui canali social e già direttore della rivista Scottecs Megazine –, il periodico – dal titolo Shonen Ciao – avrà cadenza trimestrale e presenterà in ogni suo numero sei storie illustrate di altrettanti autori e autrici della nona arte italiana: Eleonora Bruni, Ilaria Catalani, Dado, Daw, The Sparker e Chiara Zuliani.
In linea con gli ideali condivisi da Sio, i fumetti affronteranno tematiche importanti per i giovani di oggi: paura e accettazione del diverso, parità di genere e rapporto genitori-figli sono solo alcune delle questioni toccate all’interno della raccolta, affrontate sempre in maniera divertente e umoristica. Abbiamo intervistato l’ideatore di questa avventura per saperne di più.

INTERVISTA A SIO

Prima di cominciare concedimi una domanda schietta: chi ve l’ha fatto fare? Pubblicare un nuovo magazine in un clima così incerto è pura follia… Oppure no?
Le cose migliori della vita sono quelle più difficili! Pubblicare una nuova rivista è sicuramente un rischio, ma anche un’opportunità. In particolare, quasi non esistono riviste che portano in edicola fumetti originali di qualità creati da autrici e autori giovani e bravi, soprattutto nel genere umoristico. Siamo felici che Shockdom abbia deciso di scommettere su questo progetto in cui crediamo molto.

Siete in edicola da qualche settimana: come sta andando? Che riscontro di pubblico avete avuto finora?
I risultati delle edicole purtroppo li abbiamo con mesi di ritardo, ti posso dire però che nelle fumetterie e online stiamo avendo un buon riscontro, con numeri che si avvicinano a quelli di Scottecs Megazine, e che speriamo facciano scoprire le opere degli autori coinvolti. Siamo particolarmente grati a tutti quelli che ci stanno taggando nelle storie su Instagram: è sempre bello vedere persone che si prendono una pausa leggendo fumetti!

All’interno del progetto non avrai il ruolo di fumettista, ma quello di coordinatore. Mi spieghi meglio la tua funzione rispetto agli autori coinvolti?
Sostanzialmente ho selezionato i sei con cui avremmo iniziato quest’avventura, ho dato loro dei piccolissimi paletti per quanto riguardava il tipo di storie (dovevano essere per forza umoristiche) e ho fatto – e faccio – da presentatore. Con il mio nome in copertina (disegnata da me e colorata egregiamente da Elia Bisogno) spero di attrarre un pubblico che si fida dei miei gusti, poiché ho scelto persone che hanno un modo di raccontare affine al mio. E poi faccio un editoriale a fumetti di una pagina all’inizio di Shonen Ciao, e una storia di una tavola che chiude la rivista.

La copertina del primo numero di Shonen Ciao
La copertina del primo numero di Shonen Ciao

LA RIVISTA SHONEN CIAO

Più o meno in maniera diretta, le storie all’interno della rivista tratteranno aspetti legati a problematiche del presente. Immagino che questa non sia la prerogativa della pubblicazione, ma quanto è importante trasportare valori sociali anche attraverso un linguaggio apparentemente leggero e spensierato come quello del fumetto?
Crediamo che il fumetto sia un modo moderno ed efficace di narrare, più facilmente approcciabile rispetto alla prosa, ma che, anche di fronte a una più bassa barriera d’entrata, può comunque riuscire a raccontare efficacemente la vita, l’universo e tutto quanto. I nostri fumetti parlano anche di questioni legate al presente, perché siamo esseri umani che vivono in questo tempo. Di conseguenza, tematiche che possono sembrare “progressiste” a un pubblico più tradizionalista sono semplicemente espressioni naturali della nostra personalità e del nostro modo di raccontare. Dopotutto, la nostra è comunque una rivista di fumetti per far ridere.

Anche in relazione a quello che dici, qual è il vostro target di riferimento?
La rivista contenitore di fumetti più venduta al mondo è giapponese e si chiama Shonen Jump, e si rivolge a un pubblico maschile (contiene fumetti “shonen”). Quella di fumetti per un pubblico femminile più venduta si chiama Ciao (contiene fumetti “shojo”). Ho voluto fare una crasi dei due titoli anche per indicare che la nostra rivista non si rivolge a un pubblico particolare, né di età, né di genere. Come scriverò nell’editoriale del secondo numero, si rivolge a due categorie ben precise: le persone che amano i fumetti e i cani che sanno leggere.

Una tavola tratta dal primo numero di Shonen Ciao
Una tavola tratta dal primo numero di Shonen Ciao

SIO E L’EDITORIA

Oltre all’avventura con Shonen Ciao, prosegui a vele spiegate la tua attività di direttore editoriale di Scottecs Megazine. Mi dai la tua impressione da “insider” riguardo al mercato editoriale? Che panorama vedi intorno?
Il mercato delle edicole è difficile, ma si difende bene. Shockdom ha provato a buttarsi con Scottecs Megazine (evviva!), e ora stiamo cercando piano piano di espanderci con Shonen Ciao o con altri megazine come quello di Fraffrog & RichardHTT. Pensiamo che ci siano ancora tantissime persone che possono amare i fumetti, e che questa categoria sia in una fase di espansione. Se guardate le classifiche di libri più venduti in Italia, ci sono sempre più fumetti (e non solo di Zerocalcare). È un linguaggio che si sta evolvendo e un mercato che, seppur ancora piccolo, si sta espandendo rapidamente. Non è un caso che i film di maggior successo degli ultimi anni siano stati quelli Marvel, tratti da proprietà intellettuali che sono nate come fumetto. Penso che il fumetto in generale sia un’ottima “palestra di idee”, perché permette un relativamente rapido sviluppo dalla storia al prodotto completo. Io di natura sono ottimista, ma comunque sono convinto che ne vedremo delle belle.

Alex Urso

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Autore Dado
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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.