Correva l’anno 1958: i Puffi e l’Atomium, la foto simbolo del jazz, le morti di Balla e Licini

Nuovo episodio di “Correva l’anno”, la rubrica settimanale di Artribune che racconta i fatti dell’arte del passato senza pretese di esaustività storica. Con un occhio all’attualità. Questa volta parliamo del 1958

I Puffi protagonisti degli eventi a Bruxelles, credit Visit Bruxelles
I Puffi protagonisti degli eventi a Bruxelles, credit Visit Bruxelles

Nel 2018 ricorre il sessantesimo genetliaco dei Puffi, gli elfi blu nati dall’immaginazione del fumettista belga Peyo (nome d’arte di Pierre Culliford) nel 1958: un fenomeno mondiale, con più di 50 milioni di fumetti venduti, una serie TV di 272 episodi trasmessa in oltre 100 paesi, un canale YouTube tradotto in 41 lingue, 3 film e 4 parchi a tema. Per l’occasione, Bruxelles presenta la Puffo Experience, un vero e proprio villaggio tematico da visitare fino a gennaio 2019, prima di trasformarsi in un’attrazione itinerante e raggiungere altre location. Ma cos’altro è successo di preponderante nell’arte in quello scorcio di fine anni ’50 del secolo scorso? Dalla nascita comune di Puffi e Atomium, entrambi di natali belga, alla foto simbolo dell’età d’oro del jazz realizzata dal ritrattista di star della musica Art Kane, alla scomparsa di due grandi artisti del XX secolo, Giacomo Balla e Osvaldo Licini, ecco una selezione di fatti d’arte da ricordare…

Claudia Giraud

1. NASCE L’ATOMIUM: MONUMENTO SIMBOLO DI BRUXELLES

Atomium. Laeken Bruskela. ph. Di Ebielmaj

I Puffi condividono il loro anno di nascita con l’Atomium, la nota struttura architettonica progettata da André Waterkeyn – monumento simbolo di Bruxelles situato nel parco Heysel – che ha, a sua volta, fatto il suo debutto nel 1958, in occasione della Fiera mondiale della capitale belga. Si tratta di una costruzione in acciaio che rappresenta i 9 atomi di una cella unitaria di un cristallo di ferro: un riferimento alle scienze e agli usi dell’atomo, temi importanti e in pieno sviluppo all’epoca. Le due icone (Puffi e Atomium) hanno quindi deciso di unire le forze per festeggiare il comune compleanno: dallo scorso giugno, infatti, una delle 9 sfere del monumento è stata decorata con l’immagine di un Puffo, che potrà essere ammirata fino a fine anno.

2. LA FOTO ICONA DELL’ETÀ D’ORO DEL JAZZ

Art Kane, A great day in Harlem 1958, courtesy Wall of Sound Editions

Il 1958 segna anche il 60esimo anniversario di una delle immagini più celebri della storia americana. Oggi comunemente nota come A Great Day in Harlem, questa leggendaria foto di 57 jazzisti – tra cui Dizzy Gillespie, Thelonius Monk, Lester Young, Charles Mingus e Count Basie – raccolti davanti ad un palazzo di New York, è una delle immagini più imitate della cultura popolare, realizzata da uno dei più grandi fotografi mondiali di ritratti di musicisti: Art Kane (1925-1995). “Mi venne questa idea di radunare il maggior numero possibile di jazzisti. Doveva essere una foto come quelle di fine anno scolastico. Dopo che ci ebbi pensato su un altro po’, decisi che si sarebbero dovuti dare appuntamento a Harlem. Dopo tutto, il jazz ha preso le mosse lì dopo essere arrivato a New York”. Ne è nato un libro, Art Kane. Harlem 1958 a cura di Wall Of Sound Editions, che è il racconto visuale di quella immagine iconica, e include, per la prima volta, ogni singolo fotogramma di quello storico servizio fotografico. Il lancio del libro, che sarà pubblicato il 12 novembre, verrà accompagnato da una serie di eventi e mostre a New York, Los Angeles, Londra e in Italia.

3. LE MORTI DI GIACOMO BALLA E OSVALDO LICINI

Giacomo Balla, Linee forza di mare, 1926, Olio su tela, 150 x 210 cm (1200×855)

Il 1958 è l’anno in cui scompaiono Giacomo Balla (Torino, 1871 – Roma, 1958) – uno dei più importanti e originali esponenti del Futurismo, al quale la Galleria Bottegantica di Milano dedica una retrospettiva fino al 2 dicembre, e Osvaldo Licini (Monte Vidon Corrado, 1894 –1958), oggetto anche lui di un’importante esposizione alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, in corso fino al 14 gennaio. Quello stesso anno, Licini partecipa alla XXIX Biennale di Venezia ma muore prematuramente l’11 ottobre, proprio a pochi giorni dalla sua conclusione. L’artista marchigiano viene, così, insignito del Gran Premio per la pittura, in un doveroso omaggio a una delle personalità più originali del panorama artistico italiano della prima metà del XX secolo.

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).