Le Favole al telefono di Rodari e Munari compiono 60 anni

Hanno rivoluzionato l’idea stessa di fiaba le “Favole al telefono” di Gianni Rosari. A renderle ancora più speciali hanno contribuito le illustrazioni di Bruno Munari

Nel 1962 Gianni Rodari e Bruno Munari si incontrano per una nuova collaborazione dopo il successo editoriale di Filastrocche in cielo e in terra (1960). Nuova edizione di Giulio Einaudi per un binomio fantastico che coinvolge ancora i due autori. La casa editrice torinese pubblica Favole al telefono, nella collana Gli struzzi/14. Il libro è composto da settanta favole brevi. Un libro per tutti, piccoli e grandi indistintamente, spesso tra i primi ricevuti in regalo e letti nella nostra infanzia, da genitori o nonni e maestre che si sostituivano al ragionier Bianchi di Varese. Tra quelle pagine Rodari ci ha parlato di una giocosa fantascienza, in un tempo in cui anche le arti cinematografiche parlano di nuovi viaggi interstellari in mondi distopici, a differenza dei suoi mondi utopici.

Le Favole al telefono di Gianni Rodari illustrate da Altan negli anni '90

Le Favole al telefono di Gianni Rodari illustrate da Altan negli anni ’90

LE FAVOLE AL TELEFONO DI RODARI E MUNARI

Favole al telefono è un libro che vede lo scrittore di Omegna cimentarsi nella riuscitissima forma del racconto breve. La raccolta avrebbe anche potuto intitolarsi Il semaforo blu e altre storie ‒ dal titolo di uno dei 70 racconti ‒, come Rodari un po’ per scherzo un po’ sul serio suggerì a Einaudi: “Indica via libera per volare”. La maggior parte dei raccontini, così li chiama l’autore, sono inediti, a parte qualcuno già pubblicato già sul Corriere dei piccoli. In questo volume senza tempo c’è quanto avverrà chiaramente: un processo linguistico che rivoluziona la favola del secondo dopoguerra. Non più un “C’era una volta”, non più favole con principi e principesse, ma favole moderne, divertenti, dove non ci sono viaggi di eroi, dove gli oggetti di tutti i giorni diventano protagonisti. Il reale, il quotidiano ci viene raccontato con una chiave fantastica. Il telefono diventa l’oggetto di design che ci permette di viaggiare attraverso un filo, e lo sa bene il ragionier Bianchi, rappresentante di commercio che fa il pendolare sei giorni su sette e ogni sera telefona alla figlia raccontandole una favola. Queste favole Rodari le dedicherà alla sua cara bambina, ma anche a tutti i bambini. Dallo scambio di lettere custodito nell’Archivio Einaudi sembra che la casa editrice sia stata entusiasta del progetto, ma fatica a far uscire il libro in tempi brevi, e Rodari insiste perché la pubblicazione avvenga entro Natale: “Caro Rodari, e va bene visto che tu insisti abbiamo deciso di far uscire il libro delle storielle a Natale. Le ho lette in gran parte e le trovo bellissime. Curerà l’illustrazione il tuo grafico preferito, Bruno Munari, al quale proprio oggi ho dato la copia fotografica di alcuni raccontini perché se li leggesse”.

Le Favole al telefono di Gianni Rodari per Einaudi

Le Favole al telefono di Gianni Rodari per Einaudi

IL LEGAME TRA MUNARI E RODARI

Il tuo grafico preferito”: con questa dicitura, che compare già dopo una sola pubblicazione insieme, si potrebbe confermare dunque che la stima di Rodari per i lavori di Munari avesse origini precedenti alla loro prima collaborazione.
Munari, illustrando questo nuovo libro in prosa, non muta l’interpretazione data dalla vicenda narrata, anche se adotta nuovamente immagini fugaci. L’artista si conferma un lettore attento e sensibile delle pagine di Rodari, una sorta di traduttore visivo del suo spirito leggero e divertito. Il disegnatore si ricollega agli elementi della narrazione, li rintraccia e li traccia, li dissemina qua e là illuminando le pagine. Munari comprende a tal punto il lavoro dello scrittore da diventare la mano stessa del ragionier Bianchi, che mentre racconta le sue favolette alla figlia scarabocchia distrattamente su un taccuino.
In un’intervista del 1979 fatta dal curatore d’arte Luciano Marucci, il designer racconta la genesi di quelle forme che costruirono l’intera edizione partendo dal ragioniere narratore, viaggiatore di commercio, che aveva pochi soldi e poco tempo.
Altra e alta forma di design: la famosa copertina di Favole al telefono ci ricorda il disco di S62, l’apparecchio telefonico noto come Bigrigio, anche lui del 1962, creato su disegno di Lino Saltini. Questo conferma quanto i due autori del fantastico fossero pienamente immersi nelle forme e nei linguaggi che venivano proposti intorno a loro, introducendo nell’oggi, nel presente, sempre un po’ di domani.
L’industria cambia, nascono oggetti di uso comune dalle forme futuristiche che diventano i protagonisti delle favole moderne rodariane.
Con il passare dei decenni abbiamo visto susseguirsi, nell’ambito del design, tantissimi apparecchi telefonici diversi, sino a forme innovative di comunicazione e ipercomunicazione digitale; dopo sessant’anni di ideazioni e progettazioni di oggetti e viaggi nello spazio, Favole al telefono interagisce ancora con le nostre emozioni, tra le parole, i colori e le forme di due autentici autori.
Sono tante le edizioni italiane ripubblicate in questi sessant’anni dalla casa editrice per Enaudi Ragazzi. Dagli Anni Novanta con illustrazioni di Francesco Tullio Altan. Festosa la copertina del sessantenario. Tantissime anche le edizioni estere, Rodari è tradotto in diverse lingue del mondo.

Ilaria Capanna

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