La nuova collana d’arte di Castelvecchi Editore

Debutta oggi 14 aprile la nuova collana dell’editore romano Castelvecchi, diretta da Christian Caliandro e intitolata “Fuoriuscita”. E il primo libro, di cui vi raccontiamo in anteprima, è firmato proprio da Caliandro, che su Artribune firma la rubrica Inpratica, appuntamento fisso di ogni lunedì

Christian Caliandro – L'arte rotta (Castelvecchi, Roma 2022)
Christian Caliandro – L'arte rotta (Castelvecchi, Roma 2022)

Per capire quale sia la direzione che intende intraprendere la nuova collana pubblicata da Castelvecchi Editore, Fuoriuscita, è fondamentale leggerne la presentazione, dove si spiega che essa “propone parole, idee, interpretazioni dell’arte contemporanea che siano fuori dai tracciati consueti, e che al tempo stesso costituiscano un interstizio in grado di aprire ad altre, nuove forme”.
In quali forme? Con “saggi in cui l’arte contemporanea incontra la musica, la letteratura, il cinema, l’economia, il dibattito culturale, e che sono in grado di fondere con originalità i generi (critica d’arte, autofiction, cronaca, narrativa, teoria, storia dell’arte)”.
Con quali obiettivi? “Imparare a vedere l’arte non come pensiamo che dovrebbe essere, ma innanzitutto come essa è oggi, nella realtà – e poi come potrebbe essere nell’immediato futuro”.

IL LIBRO DI CHRISTIAN CALIANDRO

La prima uscita della collana, com’è consuetudine, è firmata dallo stesso Christian Caliandro, a cui spetta l’onere e l’onore di aprire la discussione. Caliandro sceglie di remixare una serie di testi usciti nell’ultimo anno in diversi libri e riviste, fra le quali proprio Artribune. Testi a sua firma, ma ricchi anche di citazioni e di dialoghi, dunque in realtà il lavorìo è almeno doppio e talvolta sfiora la cacofonia, nel senso del caosmos di sapore guattariano.
Perché il mondo è un posto tutt’altro che semplice e lineare, come ci è stato spesso raccontato e come ancora oggi si tenta di descriverlo; il mondo è invece un luogo complesso, dove non si possono però nemmeno deporre le armi della logica, perché nella sua complessità talora irrazionale c’è dentro anche la logica, così come la verità, la realtà, i fatti.

Carla Lonzi
Carla Lonzi

COMPLESSITÀ DEL MONDO MODERNO E NUOVI LINGUAGGI

Ecco perché Caliandro sceglie – non è solo, ma i compagni di viaggio sono ancora pochi, e in qualche caso sono compagni di viaggio scaltri e astuti – di non concettualizzare soltanto, ma di far fluire il ragionamento negli interstizi dei ricordi, della riflessione aforistica e sfrangiata, del dialogo costruttivo con i suoi interlocutori, che sono in alcuni casi i suoi studenti, i partecipanti ai workshop – non è dunque un dialogo a distanza inter pares, narcisista e agonistico.
Per fare tutto questo, va da sé, bisogna trovare una lingua, cioè una grammatica, una sintassi, una retorica. Anche qui i compagni di viaggio ci sono, pochi ma ci sono: Longhi e Lonzi, Preciado e Bruno, per citare soltanto quattro nomi, sui quali magari Caliandro stesso sarebbe solo parzialmente d’accordo.

– Marco Enrico Giacomelli

Christian Caliandro – L’arte rotta
Castelvecchi, Roma 2022
Pagg. 270, € 13
ISBN 9788832906530
www.castelvecchieditore.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #65-66

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Marco Enrico Giacomelli
Giornalista professionista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, la Libera Università di Bolzano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.