Sopravvivere tra le tenebre del nostro tempo: a Firenze torna Scripta Festival

Indipendente, autonomo, coraggioso: Scripta Festival porta avanti il proprio itinerario nell’editoria d’arte contemporanea, conservando lo spirito di analisi critica della realtà e ribadendo il ruolo della cultura come antidoto alle “tenebre dell’avidità”. Le novità raccontate dal direttore Pietro Gaglianò.

Francesco Lauretta, Quasi euforia remix_2019_olio su tela cornice bicolore_courtesy l'artista
Francesco Lauretta, Quasi euforia remix_2019_olio su tela cornice bicolore_courtesy l'artista

Anche quest’anno non ci siamo sottratti al dovere di fare cultura in un modo impegnato, consapevoli della situazione politica locale e globale.” Fin dalle prime battute del suo intervento, Pietro Gaglianò identifica con chiarezza gli orizzonti concettuali di Scripta Festival. L’arte a parole, la cui terza edizione si terrà a Firenze, dal 3 al 6 ottobre. Dopo Fronteggiare il disastro, scelto come tema per il 2018, l’appuntamento annuale con l’editoria d’arte contemporanea, promosso e fieramente sostenuto dalla Libreria Brac, orienta il proprio sguardo verso la letteratura. “Abbiamo scelto come titolo ‘Cuore di tenebra’, un omaggio al più grande romanzo anticoloniale del secolo scorso e al suo autore Joseph Conrad, ma non solo”, racconta Gaglianò ad Artribune. “Lui individua il Congo belga come scenario del romanzo, ma la sua denuncia, di fatto, si può estendere a qualsiasi sfruttamento e abuso generato da uno squilibrio di potere. Una situazione che non è mutata nel nostro tempo storico. Anzi, ancora più grave è il problema dei rapporti tra le forze nordatlantiche e gli stati africani. Per questo non credo che stiamo vivendo in un’epoca postcoloniale: la nostra, semmai, è neocoloniale. Gli effetti di questa condizione si avvertono ogni giorno: alcuni politici la definiscono ‘emergenza immigrazione’ o ‘invasione’. In realtà si tratta del più debole sintomo del massiccio sfruttamento delle forze nordatlantiche sui paesi dell’emisfero australe.”

TITOLI, AUTORI E ORIZZONTI EDITORIALI

E, dunque, come si identifica o riconosce oggi un “Cuore di tenebra”? “È il cuore di chi pensa all’altro in termini predatori – afferma Gaglianò – di chi sottoscrive, con le proprie azioni quotidiane, un atteggiamento privo di un fondamentale senso di solidarietà e sodalità”. Sono premesse che si riflettono, in maniera esplicita, nel programma, dando così vita a un festival concepito come “un invito all’apertura al confronto, all’esercizio del pensiero, per la piena consapevolezza delle nostre scelte”, rivendica Gaglianò. Focalizzando l’attenzione sui titoli e gli autori scelti quest’anno, emergono “libri legati proprio alle questioni coloniali, come “New Men’s Land. Storia e destino della Jungle di Calais” di Gian Maria Tosatti. Abbiamo confermato il focus sulla condizione femminile e sul femminismo, con un bellissimo libro su tutti gli scritti di Francesca Alinovi, curato da Matteo Bergamini e Veronica Santi. E poi, ancora, ci sono “Trilogia Scum. Tutti gli scritti”, che è la prima edizione integrale, in italiano, di tutti gli scritti di Valerie Solanas” e non manca “una serie di libri sulla creazione condivisa di senso prodotta dall’esperienza dell’arte contemporanea”.

ANCHE VILLA ROMANA TRA LE SEDI

Accanto al sodalizio con il Museo Marino Marini, che continuerà ad accogliere la maggior parte delle iniziative in cartellone, Scripta Festival 2019 estende il proprio circuito a Villa Romana. Nella sede dell’istituto culturale tedesco, infatti, avrà luogo la presentazione di “Trilogia Scum. Tutti gli scritti”. L’appuntamento (domenica 6 ottobre) prevede anche la proiezione del video Chiara Fumai legge Valerie Solanas, del 2013, con un commento introduttivo di Chiara Pergola. Sempre rilevante la presenza degli artisti: nel primo giorno del festival, Marco Mazzoni presenterà il suo “One look is worth the thousand words”; quindi sarà la volta dello già citato Tosatti e di Francesco Carone con il volume “meno”.

DONNE E LETTURA: L’OPERA DI FRANCESCO LAURETTA

“Padrino” di Scripta Festival 2019 è l’artista Francesco Lauretta, autore dell’installazione che resterà allestita alla Libreria Brac e al Museo Marino Marini per un intero mese. “È dedicata alle donne che leggono – anticipa Gaglianò – e include una serie di dipinti e di segni che lui ha realizzato a partire dallo studio della raffigurazione delle donne con i libri nella storia dell’arte europea e statunitense”. Due, infine, gli eventi serali: un incontro tra parole e musica con John De Leo, dal titolo Musiche dell’errore e altri phonosimbolismi antiregime (venerdì 4 ottobre); la conversazione con il pubblico Rebus. Parola e figura, a cura di Stefano Bartezzaghi (sabato 5 ottobre).

-Valentina Silvestrini

Dati correlati
Spazio espositivoLIBRERIA BRAC
IndirizzoVia Dei Vagellai 18 r - Firenze - Toscana
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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.