5 mostre da vedere a Vienna durante le feste di Natale

Da Modigliani a Rebecca Horn passando per Wolfgang Tillmans. Una carrellata di mostre da non perdere se siete di passaggio nella capitale dell’Austria

Dopo l’ennesimo lockdown, che ha visto nuovamente la sospensione delle attività culturali, a Vienna hanno da poco riaperto i musei. Ricchissimo il calendario delle mostre visitabili durante le feste natalizie e oltre. Si spazia da rassegne che per la prima volta mettono in luce nella città austriaca la vasta produzione di artisti quali Rebecca Horn e Wolfgang Tillmans ad altre che evidenziano aspetti e legami da riscoprire, come le mostre Modigliani ‒ La rivoluzione primitivista e Ludwig Wittgenstein. La fotografia come pratica analitica. Ecco la nostra guida

Giorgia Losio

1. MODIGLIANI ALL’ALBERTINA

Amedeo Modigliani, Nudo seduto, 1917, dettaglio, olio su tela. Royal Museum of Fine Arts, Anversa. Photo Rik Klein Gotink

In occasione del 100esimo anniversario della sua morte, l’Albertina rende omaggio ad Amedeo Modigliani (Livorno, 1884 – Parigi, 1920). Questa grande mostra presenta l’opera del pittore in un modo olistico: i suoi disegni, sculture e dipinti sono presentati simultaneamente. I generi artistici non sono stati presi in esame separatamente, ma possono essere visti nello stesso contesto e in relazione tra loro: in questo modo, il museo viennese realizza nuovamente il principio dell’indivisibilità del gesto artistico. La mostra va oltre una retrospettiva puramente monografica, descrivendo il ruolo di Modigliani nel cosmo di influenze cosiddette “primitiviste” nel cuore della scena artistica parigina di inizio secolo. La mostra riunisce opere di arte africana, sculture di 4000 anni fa delle Cicladi e anche l’arte dei Khmer della Cambogia.
La rassegna colloca l’artista nel contesto di una straordinaria cerchia di pittori d’avanguardia esponendo anche opere di Picasso, Derain e Brancusi, attori della rivoluzione plastica, visiva e simbolica, risultato dell’incontro con oggetti antichi ed extraeuropei provenienti dai campi dell’arte e dell’archeologia, sempre più accessibili nei musei e sul mercato in quel periodo.  Soprattutto le figure allungate delle statue cicladiche hanno esercitato un grande fascino su Modigliani e si riflettono nelle sue figure allungate. Modigliani sognava di diventare scultore e ambiva a realizzare un Tempio della Voluttà, supportato da Colonne della Tenerezza. I cherubini della Bibbia, la Cabala, Dante, la letteratura simbolista e l’occultismo guidavano i suoi pensieri in questa potente installazione. Ma purtroppo dovette rinunciare alla sua carriera di scultore precocemente a causa dell’aggravarsi della sua malattia.

Vienna // fino al 9 gennaio 2022
Modigliani ‒ La rivoluzione primitivista
ALBERTINA
Albertinapl. 1
https://www.albertina.at/

2. REBECCA HORN AL KUNSTFORUM

Rebecca Horn. Exhibition view at Bank Austria Kunstforum, Vienna 2021. Photo © leisure communications Christian Jobst

Rebecca Horn (Michelstadt, 1944) è una delle artiste più versatili della sua generazione. Il Bank Austria Kunstforum di Vienna la celebra con la prima retrospettiva in Austria.
La mostra presenta alcune opere della sua complessa produzione artistica, che spaziano dalle prime documentazioni di performance alle installazioni attuali.  L’intensa rassegna mette in luce le costellazioni che caratterizzano il lavoro della Horn e fornisce una visione della sua pratica artistica. Le sue opere formano una rete in espansione di oggetti, motivi e temi che ritornano nella sua produzione. L’artista intreccia numerose tradizioni dell’arte, della letteratura e del cinema, la mitologia e il mondo delle fiabe, creando il suo cosmo ricco di simboli, in cui realtà e finzione si sovrappongono, e dualismi come materia/spirito, soggetto/oggetto, maschio/femmina vengono trasgrediti.
Parlando delle sue macchine, l’artista afferma: “Le mie macchine non sono lavatrici automatiche. Possiedono attributi quasi umani e devono anche cambiare. Sono nervose e a volte devono fare una pausa. Se una macchina smette di funzionare non significa che sia rotta, è semplicemente esausta. L’aspetto tragico o malinconico della macchina è importante per me. Non voglio in alcun modo che funzioni per l’eternità“. Le macchine in mostra infatti ci sorprendono con la loro azione vitale alla quale segue un momento di inerzia prima di ritornare in movimento. L’amore e l’erotismo sono altri temi costanti nell’opera della Horn e si manifestano in tutte le sfumature possibili e più o meno mascherate. La sua   giustapposizione di immagini, suoni e funzioni motorie nasce da uno slancio verso la creazione di un insieme grandioso, che possiede una dimensione universale capace di trascendere l’individuo.

Vienna // fino al 23 gennaio 2022
Rebecca Horn
BANK AUSTRIA KUNSTFORUM WIEN
Freyung 8
https://www.kunstforumwien.at/

3. LUDWIG WITTGENSTEIN AL LEOPOLD MUSEUM

Moritz Nähr, Ludwig Wittgenstein. Ritratto per il conferimento della borsa di studio del Trinity College, 1929 © Klimt Foundation, Vienna. Photo Klimt-Foundation, Vienna

La mostra presenta il geniale filosofo austriaco Wittgenstein come autore e collezionista di fotografie, mettendo in luce un aspetto finora in gran parte inosservato. A essere esposto è l’album fotografico di Wittgenstein degli Anni Trenta, finora pubblicato solo in parte. Per Wittgenstein una delle magie della fotografia è insita nella sua visione macchinica della realtà perché: “Si appendono quadri, si mettono fotografie di paesaggi, di interni, di esseri umani e non le si considera come disegni di lavoro. Ci piace guardarle, come gli oggetti stessi; si sorride alle fotografie come all’essere umano che mostrano”.
In mostra troviamo anche il famoso ritratto composito dei fratelli Wittgenstein, immagini di cabine fotografiche e altri autoritratti, fotografie della casa della sorella Margarete Stonborough-Wittgenstein che progettò insieme a Paul Engelmann, estratti dalla sua Nonsense Collection e una selezione rappresentativa della sua corrispondenza in cartoline illustrate con familiari e amici, che rivela una pratica di comunicazione inclusiva del mezzo fotografico. Wittgenstein considera la fotografia come una traslazione. Ironizza sul significato della rappresentazione fotografica: “A qualcuno viene mostrata una fotografia di una persona e gli viene chiesto se trova che la foto sia identica a lui. Dovrebbe rispondere che la carta fotografica è rettangolare e sottile e lui no”. Queste sue riflessioni sulla fotografia arrivarono fino alla sua intenzione di scrivere un “Laocoonte per i fotografi”, materiali che invitano a una rivalutazione contemporanea della comprensione e dell’uso che Wittgenstein faceva del mezzo fotografico. L’allestimento presenta i preziosi documenti originali di Wittgenstein, provenienti in gran parte dall’archivio Wittgenstein di Cambridge, al centro di ogni sala, circondati dalla produzione fotografica di artisti contemporanei, tra cui Vito Acconci, Miriam BBäckström, John Baldessari, Gottfried Bechtold.

Vienna // fino al 6 marzo 2022
Ludwig Wittgenstein. La fotografia come pratica analitica
LEOPOLD MUSEUM
Museumsplatz 1
https://www.leopoldmuseum.org/

4. WOLFGANG TILLMANS AL MUMOK

Wolfgang Tillmans, Omen, 1991. Courtesy Galerie Buchholz, Maureen Paley, David Zwirner

Per la prima volta viene organizzata una monografica di Wolfgang Tillmans (Remscheid, 1968) che spazia dalla fotografia alla musica passando dal video, offrendo così uno sguardo completo sulla sua multiforme produzione. Si parte con le prime fotografie prodotte nell’ambiente della cultura pop degli Anni Novanta insieme a immagini astratte, fotografie ad alta risoluzione della realtà globalizzata e digitalizzata dell’inizio del XXI secolo, e fotografie scattate poco prima e durante la pandemia.
La pratica artistica di Tillmans attribuisce un’importanza centrale all’osservazione delle persone, alle loro relazioni reciproche e al loro legame con l’ambiente circostante. Queste relazioni soggettive e i modi di percepire i corpi, le immagini, i materiali o le superfici stanno subendo enormi cambiamenti alla luce dell’attuale crisi sanitaria. Tillmans esplora dall’inizio degli Anni Novanta la nostra percezione del mondo e le condizioni sociali in cui viviamo. Guidato da interrogativi come: “Cosa vedo veramente? Cosa vedo e cosa voglio vedere? Cosa c’è nella foto?”, dedica il suo lavoro a persone e corpi, a paesaggi, architetture, oggetti e fenomeni celesti. Tillmans produce fotografie, installazioni, video e musica che spingono i confini del visibile, rivelando modi alternativi di percezione che impartiscono sottili intuizioni sulle basi stesse della nostra coesistenza e dei nostri desideri. È presentato anche il suo recente album di debutto, Moon in Earthlight, un’installazione audio-video nello spazio espositivo. L’astronomia è il primo amore dell’artista e il suo album è una composizione di diversi elementi. Un collage di suoni, testi, jam session, un effetto accumulativo che ricorda le sue installazioni, dove i singoli elementi portano a un insieme sempre fluttuante.

Vienna // fino al 24 aprile 2022
Wolfgang Tillmans. Sound is Liquid
MUMOK
Museumsplatz 1
https://www.mumok.at/

5. UGO RONDINONE AL BELVEDERE 21

Ugo Rondinone. Akt in der Landschaft. Exhibition view at Belvedere, Vienna 2021. Photo Johannes Stoll

La prima mostra personale di Ugo Rondinone (Brunnen, 1964) in un museo austriaco riunisce nuovi gruppi di opere, creando un luogo di riposo e contemplazione. Ci accolgono alcune considerazioni poetiche dell’artista come: “Quale sarà il mio futuro? Romanticismo? Poesia? Italia? Tutto questo?” e due monumentali paesaggi verticali ricoperti di terra con un’apertura a rappresentare l’alba e il tramonto. Figure di danzatori in riposo popolano il paesaggio e winter cloud è un altro elemento di questa impostazione atmosferica. Qui il materiale pesante e pietroso che Rondinone predilige è in contrasto con la nozione di nuvola fluttuante. Rondinone invita anche a guardare verso l’esterno quando il sole cala e la luna sorge, avvolgendo le tre grandi finestre della sala espositiva con una pellicola e creando così una membrana atmosferica. Questo genera la sensazione di un paesaggio notturno con un aspetto leggermente sfocato ed estende la mostra nella sfera esterna. Sono appesi alle tre finestre anche altrettanti orologi senza tempo colorati di blu, rosso e giallo in collegamento con l’alba e il tramonto nel paesaggio.
I confini tra interno ed esterno, realtà e mondo dei sogni sembrano scomparire. Se la modernità razionale ha derubato il mondo della sua qualità magica, il lavoro artistico di Rondinone si impegna a riportare la magia nella sua produzione, come sottolinea il curatore della mostra, Axel Koehne. Il lavoro dell’artista svizzero si basa spesso su questioni e soggetti quotidiani che assumono una dimensione poetica a causa del loro isolamento, dell’amplificazione o del trattamento specifico dei materiali. I suoi paesaggi, figure umane e nature morte sondano le profondità emotive e psicologiche dell’esperienza umana in relazione alla natura.

Vienna // fino al 1° maggio 2022
Ugo Rondinone. Nude in the landscape
BELVEDERE21
Arsenalstraße 1
www.belvedere.at

Dati correlati
AutoriAmedeo Modigliani, Wolfgang Tillmans, Rebecca Horn, Ugo Rondinone
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Giorgia Losio
Giorgia Losio, nata a Milano, è storica dell’arte e appassionata di design. Ha studiato storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Milano e si è specializzata in storia e critica dell’arte contemporanea all’Université Sorbonne Paris-IV e in museologia e museografia all’École du Louvre. Ha collaborato alla realizzazione di progetti espositivi con istituzioni internazionali quali MACBA, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto Biella, MAMAC Nizza, Pinacothèque de Paris, Palais de Tokyo Parigi, Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains Tourcoing. Ha pubblicato articoli su Artribune, Exibart, Tema Celeste e Corriere della Sera.