Non sono rimaste molte testimonianze della relazione fra Amedeo Modigliani e la poetessa russa Anna Achmatova, eppure pare sia stata travolgente. Qui ripercorriamo tutta la vicenda.

Non si sa molto della relazione fra l’artista toscano Amedeo Modigliani e la poetessa russa Anna Achmatova. Quel poco che abbiamo proviene soprattutto dalla stessa Achmatova. Per molto tempo solo gli amici intimi sapevano della loro storia d’amore. La relazione durò un paio di mesi, ma lasciò un segno indelebile nella vita e nell’opera della poetessa.
Amedeo Clemente Modigliani nacque il 12 luglio 1884, a Livorno, da una famiglia di ebrei sefarditi. Artista e scultore, fu uno dei più famosi artisti del primo Novecento. In Russia il suo nome è famoso non solo per le sue opere, ma anche per la sua passione fulminea e tempestosa con la famosa poetessa russa Achmatova, nata Anna Gorenko il 23 giugno 1889 a Odessa da una famiglia nobile.

AMEDEO MODIGLIANI E ANNA ACHMATOVA

Si incontrarono per la prima volta a Parigi, nel 1906. Il 24enne Modigliani era giunto nella capitale francese per coltivare il suo talento di artista. A quel tempo era povero e sconosciuto, ma si fece notare per il suo carisma e il suo fascino. Successivamente, Achmatova ricordò che nel loro primo incontro Modigliani era vestito in modo vivace e sgargiante, con pantaloni di velluto a coste gialli e una giacca luminosa dello stesso colore. Era piuttosto ridicolo, eppure l’artista era in grado di presentarsi con tale disinvoltura che a lei sembrò un bell’uomo elegante, vestito all’ultima moda parigina.
A quel tempo, la ventenne Anna era arrivata a Parigi per la luna di miele con suo marito Nikolai Gumilyov. Non si sa esattamente dove e in quali circostanze Achmatova abbia incontrato Modigliani. Ci sono varie ipotesi, ma una delle più comuni è che si siano visti al celebre Café de la Rotonde, un locale a quel tempo molto alla moda.
La giovane poetessa stupiva l’intera città per il suo fascino e anche il giovane artista italiano ne fu colpito, al punto di chiederle di dipingere un suo ritratto. Iniziò così la loro breve, ma intensa, storia d’amore.

Amedeo Modigliani e Anna AchmatovaUN AMORE APPASSIONATO

Nel 1910 lo vidi molto raramente, solo poche volte. Tuttavia, mi scrisse tutto l’inverno” (Anna Achmatova). Successivamente disse che, quando incontrò per la prima volta Amedeo, fu colpita dal suo “bagliore interiore“. Era molto bello e sembrava brillare dall’interno. Poco dopo essere tornato a San Pietroburgo, Gumilyov lasciò la giovane moglie per sei mesi per un viaggio in Africa. Achmatova fu soprannominata “la vedova di paglia“. Il suo ammiratore italiano iniziò a inondare di lettere la giovane poetessa, confessando il suo amore e chiedendo almeno un altro incontro. Un grande litigio di Anna con il marito al suo ritorno accelerò l’incontro degli amanti: nel 1911 Anna fuggì a Parigi per raggiungere Amedeo.
Tuttavia, ciò che lei trovò a Parigi la colse di sorpresa: il pittore era diventato magro e pallido; non sopportava la vita da mendicante ed era divenuto dipendente da vino e droghe. Sembrava che Amedeo fosse invecchiato improvvisamente di molti anni. Tuttavia, tale era l’amore per Achmatova che l’appassionato italiano sembrava ancora l’uomo più bello del mondo, fulminandola, come prima, con uno sguardo misterioso e penetrante. Passarono insieme due mesi indimenticabili. Modigliani non poteva portare Anna da nessuna parte, così la sera passeggiavano per le strade parigine.
Sotto la pioggia, Modigliani prendeva il suo grande ombrello nero, sotto il quale avevano l’abitudine di sedersi su una panchina per leggere poesie ad alta voce. Entrambi amavano Verlaine, Mallarmé, Baudelaire e non sopportavano Anatole France.
Era così povero che nei Giardini del Lussemburgo ci sedevamo sempre su una panchina, e non su sedie a pagamento, come era consuetudine” (Anna Achmatova). Tuttavia, Achmatova descriveva il suo Amedeo come un uomo forte e paziente: “Non si lamentava affatto della povertà del tutto evidente, né dell’altrettanto evidente mancato successo. Solo una volta, nel 1911, disse che l’inverno precedente si era sentito così male che non riusciva nemmeno a pensare a me”.

I RITRATTI PERDUTI DI MODIGLIANI

La poetessa posò per i nuovi dipinti dell’artista in una piccola stanza in affitto. Secondo gli amici, Amadeo dipinse più di dieci ritratti della Achmatova. Tuttavia, per uno sfortunato destino, la maggior parte di queste opere è rimasta sconosciuta: alcuni dissero che i ritratti bruciarono in un incendio, altri affermarono che Anna li aveva nascosti, per dissimulare il suo amore appassionato per l’italiano. Conosciamo solo due dipinti che raffigurano una donna nuda, con tratti che ricordano la poetessa russa.
Amedeo disegnò Achmatova anche su sedici schizzi, principalmente nel genere nudo, quindici dei quali, secondo Anna, furono bruciati nel palazzo dello zar di Tsarskoye Selo nei primi anni della rivoluzione. Solo uno di questi, il suo preferito, lo tenne con sé per tutta la vita. Sfortunatamente, questi schizzi non diventarono dipinti o opere grafiche finite.

Schizzi di Amedeo Modigliani che ritraggono Anna Achmatova
Schizzi di Amedeo Modigliani che ritraggono Anna Achmatova

LA SEPARAZIONE E LA MORTE DI MODIGLIANI

Dopo due mesi, nel 1911, Anna tornò in Russia. Non si rividero mai più e, a quanto pare, non si scambiarono neppure una corrispondenza. Anna chiedeva spesso di Modigliani ai suoi conoscenti che venivano da Parigi, ma ogni volta scopriva che nessuno aveva più sentito parlare di lui. “Sei in me come un’ossessione”, scrisse Modigliani ad Anna, dopo che lei ebbe lasciato Parigi. In ogni caso, Modigliani non rimase a lungo in pena e poco tempo dopo si innamorò dell’artista francese Jeanne Hébuterne, che diede alla luce una figlia. Anna seppe della sua morte per caso nel 1920, da un giornale, qualche tempo dopo. Già avanti negli anni, nel 1965, la poetessa visitò Parigi per la terza volta. Come ricorda il suo compagno, lo scrittore Georgy Adamovich, Achmatova era felice di parlare di Modigliani. “Questa è la mia finestra, al secondo piano. Quante volte è stato qui con me…”, sussurrò una volta, ferma in Rue Bonaparte.
Negli archivi dei Paesi occidentali non esistono documenti su Achmatova associati al nome di Modigliani. Le fonti principali sono le memorie. Così come gli schizzi e il disegno sono gli unici documenti noti al pubblico. Sfortunatamente, non è rimasta una sola lettera di Modigliani, sono bruciate tutte durante un incendio nella casa di Achmatova; conosciamo solo gli stralci dei ricordi di Anna. Non ce ne sono molti, ma abbastanza per capire perché Modigliani nella vita di Achmatova era “colpevole di molti disastri” e poteva “anche portare disordine nel sonno“, e anche perché Achmatova era per lui un’ossessione, la felicità, “un angelo con una faccia triste”, la fonte di ispirazione per molte delle sue opere.
Ma nel 1993, in una mostra organizzata da Paul Alexander, un caro amico di Modigliani, furono mostrati al mondo altri sette bozzetti nello stesso stile del disegno.

‒ Ugo Poletti

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AutoreAmedeo Modigliani
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Ugo Poletti
Fondatore ed Editor-in-Chief del “The Odessa Journal”, giornale online in lingua inglese su vita culturale, eventi e business a Odessa, città di storia e cultura e capitale marittima dell’Ucraina. è stato imprenditore, manager e consulente in Italia, dove ha lavorato per aziende italiane, inglesi e francesi. Docente all’Istituto Europeo del Design (IED) di Milano, ha ricoperto un incarico diplomatico di attaché agli affari economici in Italia del governo del Québec (Canada). Precedenti incarichi associativi e onori: Consigliere Direttivo dell’Associazione Culturale Italia Russia, Policy Director del comitato Select Milano. Nel 2004 vince il premio TOYP (The Outstanding Young Person) categoria business, assegnato dalla Junior Chamber International of Italy. Laureato in Economia Aziendale (Università Bocconi); appassionato di storia, geopolitica e design; parla inglese, francese, spagnolo e russo.