Morta a Milano l’attrice Valentina Cortese, musa di Rebecca Horn e Francesco Vezzoli

L’attrice aveva 96 anni. Aveva recitato con Fellini, Zampa e Truffaut. Nell’arte aveva collaborato con Rebecca Horn e Francesco Vezzoli.

Francesco Vezzoli, The End (Teleteatro), 1999 – still da video, parte di An Embroidered Trilogy - collezione Castello di Rivoli, Torino
Francesco Vezzoli, The End (Teleteatro), 1999 – still da video, parte di An Embroidered Trilogy - collezione Castello di Rivoli, Torino

È morta a Milano Valentina Cortese, attrice nata nella stessa città nel 1923 ma originaria di Stresa. Una vita per il cinema e per il teatro che la vede protagonista fin dagli anni ’40, in un decennio difficile per l’arte e per la storia del Paese. Nella stagione del debutto calca il palco con Ma non è una cosa seria di Luigi Pirandello (1945), mentre al cinema lavora con Luigi Zampa, Alessandro Blasetti, fino al fortunato Le amiche (1955) di Michelangelo Antonioni, che le vale il Nastro d’Argento. Ma tanti sono stati i big con cui ha lavorato nel tempo: da Mario Monicelli a Franco Zeffirelli. È in Giulietta degli Spiriti di Federico Fellini, è in Effetto Notte di François Truffaut, nel 1988 è in Le avventure del Barone di Munchausen di Terry Gilliam. E non si lascia scappare nemmeno un Cinepanettone e un paio di bei poliziotteschi di Fernando Di Leo.

L’ARTE

Anche l’arte non è sconosciuta a questa straordinaria diva dalla carriera lunga, brillante e composita (nota anche al mondo della televisione, ad esempio con la partecipazione alla miniserie La formula mancata di Carlo Lizzani, o I promessi sposi di Salvatore Nocita). Compare ad esempio ne La ferdinanda: Sonate für eine Medici-Villa, film a 35 mm di Rebecca Horn, presente nelle collezioni di musei d’arte contemporanea di tutto il mondo, girato nel 1981: qui la Cortese interpreta il ruolo di Caterina de Dominicis. Ma compare anche come musa ispiratrice di uno dei primi lavori dell’artista Francesco Vezzoli. È ad esempio in An embroidered trilogy (una trilogia del ricamo), realizzato nel 1997 su commissione del Centre d’Art Contemporain di Ginevra.

VALENTINA CORTESE E FRANCESCO VEZZOLI

Qui Valentina compare nel terzo episodio, con il suo caratteristico foulard. Si intitola The End ed è diretto da Carlo de Palma. Una curiosità, i cuscini che arredano il set sono stati ricamati dalla stessa Cortese. Di questo progetto il critico Giorgio Verzotti scrive: Francesco Vezzoli si dedica, nei video, a una sorta di decostruzione del linguaggio cinematografico, ma la sua attenzione si allarga anche al linguaggio televisivo. Nella sua ormai universalmente nota “An embroydered trilogy (1997-1999)”, le figure di Franca Valeri, Iva Zanicchi e Valentina Cortese esemplificano diversi aspetti della retorica televisiva (la coreografia, la canzonetta e la recitazione drammatica) che si ritrova declinata secondo altre specificità linguistiche e con altre intensità nei video seguenti (…)” (in Ultime tendenze degli anni ’90, a cura di Francesco Poli).

Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.