Reportage dal Gallery Weekend di Bruxelles

Ci sono anche gli italiani Piero Gilardi, Chiara Fumai ed Emanuele Marcuccio tra gli artisti che hanno animato il fine settimana di Brussels all’insegna delle mostre in galleria.

Anche quest’anno, dal 9 al 12 settembre, Brussels si è confermata la capitale europea dell’arte contemporanea con la Brussels Gallery Weekend, che celebra la riapertura delle gallerie d’arte e degli spazi espositivi dopo la pausa estiva. Un evento annuale, promosso dall’associazione Brussels Art Days, che si svolge nell’arco di un long weekend di 4 giorni, in cui si riuniscono tutti gli attori della scena artistica brusselloise attraverso un programma ambizioso che lega scultura, fotografia, pittura e performance.
A dispetto di tutte le previsioni, l’anno difficile della pandemia sembra aver rafforzato e rinvigorito il comparto delle gallerie della capitale, come confermato anche da quest’ultima edizione. L’evento si è presentato infatti potenziato, grazie a un nuovo sito web arricchito da “esposizioni vetrina” e la partecipazione di circa 46 gallerie, un aumento del 20% rispetto allo scorso anno. Il 2021 ha dato, quindi, nuove prospettive di crescita ai galleristi, che si sono ulteriormente espansi in città. Tra i nuovi arrivati si citano Ballroom Project, Nino Mier, Jaqueline Martins, Nosbaum Reding e Tim Van Laere, mentre altre gallerie raddoppiano i loro spazi, come Harlan Levey Projects, Spazio Nobile e Sorry We Are Closed.

Arianna Piccolo

www.brusselsgalleryweekend.com/

1. PIERO GILARDI

Piero Gilardi, Aigues Tortes, 2007. Courtesy the artist & Michel Rein, Parigi Brussels

Tra gli artisti italiani protagonisti di questa quattordicesima edizione c’è Piero Gilardi, con Dalla Natura all’Arte alla galleria Michel Rein. Si tratta della prima esposizione personale dell’artista a Brussels dopo quasi 35 anni, caratterizzata da una serie di lavori recenti e storici e da un insieme di disegni e di opere politiche. Protagonista dell’Arte Povera, presente in alcuni tra i più importanti musei al mondo di arte contemporanea, Gilardi continua a trasmetterci il suo sguardo sulla natura, in chiave impegnata ed ecologista. Le sue opere si distinguono non tanto per i materiali naturali, ma per quelli industriali e contemporanei, mostrandoci una natura che va al di là del reale con i suoi colori vivi, brillanti e gioiosi.

2. CHIARA FUMAI

Chiara Fumai. Poems I Will Never Release, 2007 2017. Exhibition view at La Loge, Brussels 2021 © The Church of Chiara Fumai & La Loge. Photo Lola Pertsowsky

I lavori di Chiara Fumai sono invece presenti alla galleria La Loge attraverso un’esposizione dal titolo Poems I Will Never Release, 2007-2017, organizzata dai curatori Francesco Urbano Ragazzi e Milovan Farronato, in collaborazione con Mara Montanaro. Il titolo s’ispira a una scultura mai terminata, quella dell’ultimo autoritratto dell’artista sotto forma di una marionetta che indossa una t-shirt sulla quale c’è scritto “Poems I Will Never Release”. La frase è particolarmente malinconica perché evoca ciò che sarebbe potuta divenire Chiara Fumai se solo avesse continuato la sua carriera. Il titolo incuriosisce anche perché l’artista, la cui opera si fondava sull’interpretazione delle parole scritte dagli altri, non ha mai composto proprie poesie.

3. EMANUELE MARCUCCIO

Emanuele Marcuccio, Portrait of a young man in Brussels, 2021. Photo Marc Asekhame. Courtesy Damien & The Love Guru

Emanuele Marcuccio propone invece, nello spazio Damien&The Love Guru, una mostra di scultura e fotografia, tesa a ricreare la scenografia di uno spazio pubblico, con dei cartoni che rivestono il pavimento come se ci si trovasse in un cantiere. L’idea è anche quella dell’attraversamento di un luogo di passaggio, come un aeroporto, in cui le sculture richiamano gli schermi degli arrivi e delle partenze. La serie fotografica Portrait of a young man in Brussels, scattata da Marc Asekhame, richiama invece le immagini che, nei lunghi corridoi degli aeroporti, ritmano la cadenza dei nostri passi. Come nei fotogrammi di un film, il protagonista della serie è un ragazzo che trasmette irrequietezza, come se oscillasse tra un arrivo e una partenza. È successo qualcosa oppure siamo in attesa che questo accada.

4. GIOVANI TALENTI A BRUSSELS

Generation Brussels 2021. Jean Samuel N’Sengi, Damu Yangu Mutoto Yangu, A photobooth story (extract), 10’06”, 2015 18

Nell’ambito della manifestazione, un posto rilevante è occupato anche da Generation Brussels, giunta alla sua quarta edizione, con lo scopo di mettere in luce i giovani talenti della capitale non ancora rappresentati da gallerie. L’evento è stato curato da Dagmar Dirkx et Zeynep Kubat, che hanno proposto lavori in linea con temi differenti e interdisciplinari, come l’identità, il genere e la nostra relazione con lo spazio e l’ambiente.
Tra le novità più attese anche il vasto programma di attività per i visitatori, invitati ad ascoltare la voce dei galleristi e degli artisti attraverso podcast presenti sul sito web o scaricabili attraverso un QR code all’entrata delle gallerie. Un’équipe di storici dell’arte ha invece guidato il pubblico alla scoperta degli spazi espositivi attraverso vari tour nei diversi quartieri della capitale.

Dati correlati
AutoriPiero Gilardi , Chiara Fumai, Emanuele Marcuccio
Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Arianna Piccolo
Storico dell’arte e giornalista, vive tra Parigi, Napoli e Roma seguendo il ritmo dei vari impegni lavorativi e di studio. Dopo la laurea Magistrale in Storia dell’arte, intraprende il percorso giornalistico, attraverso TV, web e carta stampata, curando l’ufficio stampa e l’organizzazione di eventi culturali di rilevanza locale e nazionale. A seguito di numerose esperienze in ambito museale si specializza nel settore del marketing e della valorizzazione dei Beni Culturali. Si reca, poi, a Parigi dove consegue un Master 2 all’università Sorbonne in Museologia e Mediazione Culturale svolgendo, in quest’ambito, un’importante esperienza come assistente alla conservazione del Dipartimento degli Oggetti d’Arte del museo del Louvre.