In queste settimane il sud della Francia è una meta irrinunciabile per gli amanti dell’arte. Dopo l’inaugurazione della spettacolare Fondazione Luma ad Arles, e il ritorno del festival della fotografia più famoso d’Europa, la Commanderie de Peyrassol presenta, fino al 30 novembre, una mostra inedita di Anish Kapoor, organizzata in collaborazione con la Galleria Continua.

Il colore rosso è per Anish Kapoor un’ossessione. È il colore della terra, del sangue, della nascita, della morte, delle viscere e delle emozioni intense. Nato a Mumbai nel 1954 e residente a Londra, Kapoor è fra gli artisti di fama internazionale più bramati dalle istituzioni e più desiderati dai collezionisti.
A ottobre, il Museo d’Arte Moderna di Oxford metterà l’accento sull’opera pittorica del celebre artista attraverso una mostra che ne presenterà essenzialmente i dipinti. In Italia, invece, bisognerà aspettare ancora un anno prima di poter visitare l’ampia retrospettiva che presenterà i momenti chiave della carriera di Kapoor alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, in concomitanza con la prossima Biennale Internazionale d’Arte.
Nell’attesa di questi due eventi, la Commanderie de Peyrassol ha inaugurato il 22 giugno una mostra che riunisce per la prima volta, in un unico spazio, una serie di opere realizzate tra il 2016 e il 2017 sul tema delle vanitas. L’artista sceglie di esplorare la materialità del corpo umano, e di evocare, grazie a un’esperienza sensoriale non solo visiva ma anche olfattiva, sentimenti particolarmente intensi, in bilico fra ripugnanza e curiosità.

LA MOSTRA DI ANISH KAPOOR IN PROVENZA

Pensate di entrare in una stanza bianca, asettica, e trovare al muro dei ceppi di carne incredibilmente realistici. Sono volumi imponenti, informi, carichi di colore rosso carminio. Non c’è alcuna proporzione fra lo spazio e le dimensioni delle sculture, lo sguardo è ostacolato, l’impatto visivo è sorprendente e allo stesso tempo violento. Prima che la totalità dell’opera s’imponga alla vista, è un odore forte e fastidioso a comunicarne la presenza, come se l’odore della putrefazione della carne fosse nell’aria.
Pensate poi alla rivoluzionaria pittura realista di Caravaggio, con i suoi particolari crudi e scandalosi, o a tutte le scene di macelleria – d’influenza fiamminga – che hanno caratterizzato la storia dell’arte a partire dal XVI secolo. Dalla Bottega del macellaio di Annibale Carracci (1580) ai dipinti di animali squartati di Bartolomeo Passerotti, Joachim Beuckelaer e Rembrandt, sino ad arrivare a Chaïm Soutine o a Francis Bacon, di cui si ricordano in particolare il trittico Tre studi di crocifissione (1962) e Painting (1946), le carcasse sanguinolente sono tra i soggetti più ricorrenti dell’arte figurativa degli ultimi cinquecento anni. Anish Kapoor, da sempre iconoclasta, ne fa un soggetto astratto. L’artista tratta i particolari con un inconsueto naturalismo, affermando in modo incisivo le sue radici classiche.
Dal punto di vista plastico, sono lavori ibridi, in cui la scultura si vuole pittura, e la pittura scultura. Kapoor spinge i confini di questi due medium, che per secoli hanno etichettato e distinto le pratiche artistiche, in un nuovo terreno viscerale.
Fin dalla nascita ci poniamo la domanda esistenziale di chi siamo, e continueremo a porcela sino alla fine. In un certo senso la risposta è nella materialità del corpo. In esso c’è qualcosa di più vasto che ci definisce, qualcosa di più radicato, più nero, più istintivo, al confine dell’immateriale e del sacro”, suggerisce l’artista.

Anish Kapoor, Gilgamesh, 2016. Courtesy the artist & Galleria Continua. Photo © Christophe Goussard
Anish Kapoor, Gilgamesh, 2016. Courtesy the artist & Galleria Continua. Photo © Christophe Goussard

VANITAS E SANGUE

Dalla massa di sangue mestruale, omaggio alla vita e alla fertilità, all’immagine di membra in decomposizione, è in modo macabro e drammatico che lo spettatore è invitato a riflettere sulla vacuità dell’esistenza. Il corpo squarciato è rappresentato come un memento mori, un ammonimento diretto, più efficace di ogni altra allegoria. Realizzate in silicone, vetroresina e garza, le vanitas di Kapoor trattano la vulnerabilità dell’umano e la finitezza del corpo senziente, direbbe Calvino. Sono opere che parlano di sacrificio e sacralità, di pieni e di vuoti incommensurabili che ci riportano all’immaterialità dell’essere. Le sue ricerche sul colore, sulla luce e sulla prospettiva assumono qui la forma di ferite laceranti, strappi e squarci di materia viva, protette da un semplice velo di garza, come a dire che non c’è niente di più fragile che la condizione intima con cui traversiamo la vita.

Anish Kapoor, Untitled, 2017. Courtesy the artist & Galleria Continua. Photo © Christophe Goussard
Anish Kapoor, Untitled, 2017. Courtesy the artist & Galleria Continua. Photo © Christophe Goussard

LA COMMANDERIE DE PEYRASSOL

La Commanderie de Peyrassol è un vasto parco di sculture a cielo aperto, punteggiato da oltre 100 opere di artisti di alto profilo come Ugo Rondinone, Carsten Höller, Antony Gormley, Dennis Oppenheim, Lee Ufan, Duglas White, Gavin Turk, Joana Vasconcelos, Victor Vasarely, Dan Graham, che la collaborazione con la Galleria Continua ha incrementato di una decina di nuove acquisizioni, fra cui Arborexence (2021) di Loris Cecchini, L’ Echiquier arc-en-ciel ondulant (2016) di Daniel Buren e Teenager Teenager (2011) di Sun Yuan & Peng Yu.
A circa un’ora di auto da Aix-en-Provence, la Commanderie de Peyrassol si trova nella tenuta di 850 ettari di vigneti, proprietà di Philippe Austruy – appassionato collezionista d’arte contemporanea che ha fatto fortuna nel settore sanitario privato e che possiede anche una tenuta nel Chianti. Nel 2016, Charles Berthier disegna un’architettura a scrigno di 800 metri quadrati per accogliere in modo permanente l’importante collezione di Austruy, costituita da numerose opere storiche fra cui l’installazione monumentale di Jean-Pierre Raynaud, Environnement, realizzata nel 1968. Dal 2020, un nuovo spazio di 200 metri quadrati è destinato ad accogliere eventi ed esposizioni temporanee di risonanza internazionale.

Francesca Napoli

Flassans-sur-Issole // fino al 30 novembre 2021
Anish Kapoor
COMMANDERIE DE PEYRASSOL
www.peyrassol.com

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AutoreAnish Kapoor
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Francesca Napoli
Francesca Napoli è laureata in Storia dell’arte e Tutela dei beni artistici all’Università di Firenze. Nel 2007 si trasferisce a Parigi per conseguire la laurea specialistica alla Sorbona, dove intraprende un doppio cursus di studi sulle Politiche Culturali nel campo del contemporaneo e il sistema del mercato dell’arte. Ha coordinato per diversi anni il Programma Culturale de l’HiCSA (Histoire Culturelle et Sociale de l’Art) all’Istituto Nazionale di Storia dell’Arte (INHA), diretto la piattaforma editoriale di DailyArtFair.com, scritto per cataloghi d’arte contemporanea e collaborato con numerose istituzioni parigine tra le quali il Centro Pompidou, il Palais de Tokyo, la Maison Rouge Fondation Antoine de Galbert, la Fiac, la Collezione Neuflize OBC e l’IACCCA (The International Association of Corporate Collections of Contemporary Art). Persuasa che l’arte restituisca una dimensione più umana al mondo dell’impresa costituendone un’apertura e un valore forte, nel 2020 Francesca fonda il progetto ART&CEO la cui missione è di affiancare creatività, cultura, innovazione e impresa.